lunedì 8 marzo 2010

La mia prossima lettura...



Quì potete scaricare gratuitamente il Pdf del libro dei Wu Ming.

Sul mio Tumblr invece ho postato in quattro parti Il racconto dei racconti, un fantastico cortometraggio d’animazione sovietico di Yuri Norstein del 1979 (titolo originale: Сказка сказок). La colonna sonora è di Johann Sebastian Bach e di Wolfgang Amadeus Mozart.
Dura una ventina di minuti...Mi rendo conto che è un po' lungo ma se potete guardatelo, merita davvero.

Au revoir mes amis!

sabato 27 febbraio 2010

Sun in your head

Salve a tutti! Prima di partire non ho avuto modo di salutarvi ma sono sempre qui... Ora mi trovo a Siena dovo mi tratterrò ancora per qualche giorno e la settimana scorsa sono stata a Pisa per la prima volta.
Sto recuperando libri e materiale per il mio ultimissimo esame e per la tesi, presto sarò di ritorno a casa...

Vi lascio con questo film in 16 mm di Wolf Vostell:
l'artista inserisce il primo televisore presente in un'opera d'arte: dietro un taglio orizzontale, una televisione trasmette un cattivo segnale dal canale UHF; da allora, schermi televisivi sintonizzati su programmi locali, iniziano ad essere collocati da Vostell nelle "ferite" di quadri e di blocchi materici per trasmettere senza sosta il flusso quotidiano delle informazioni. In un'epoca in cui quasi nessuno ipotizzava l'uso critico di uno strumento come la televisione (un uso diverso e politico del mezzo, fino ad allora adoperato negli Stati Uniti essenzialmente come mezzo di documentazione di performance e body-art, inizia ad essere proposto nel 1970-71 con la rivista "Radical Software" di Ira Schneider e con la pubblicazione di Guerrilla Television di Michael Shamberg), Wolf Vostell critica e classifica come pericoloso ciò che era ritenuto comunemente simbolo del benessere e dell'avanzamento sociale. [...]Il primo video realizzato da Vostell (Sun in your head) allude, già nel '63, con il contrasto tra l'oggetto-televisore statico e il flusso delle sequenze di immagini in dé-coll/age, al bombardamento incessante delle informazioni attraverso i media. (Wikiartpedia)





P.S. per la festa del gatto Lillo è online!

domenica 14 febbraio 2010

Nel regno del kitsch...


Nel regno del kitsch impera la dittatura del cuore.
I sentimenti suscitati dal kitsch devono essere, ovviamente, tali da poter essere condivisi da una grande quantità di persone.
Per questo il kitsch non può dipendere da una situazione insolita, ma è collegato alle immagini fondamentali che le persone hanno inculcate nelle memoria:
la figlia ingrata, il padre abbandonato, i bambini che corrono sul prato, la patria tradita, il ricordo del primo amore.
Il kitsch fa spuntare, una dietro l'altra, due lacrime di commozione.
La prima lacrima dice:
come sono belli i bambini che corrono sul prato!
La seconda lacrima dice:
com'è bello essere commossi insieme a tutta l'umanità alla vista dei bambini che corrono sul prato.

[...] Il vero antagonista del kitsch totalitario è l'uomo che pone delle domande. Una domanda è come un coltello che squarcia la tela di un fondale dipinto per permetterci di dare un'occhiata a ciò che si nasconde dietro.

(Milan Kundera)

sabato 6 febbraio 2010

Kaurismäki!




Riconoscete queste scene?

Sono tratte da tre film del regista finlandese Aki Kaurismäki.
Approfittando di queste gelide serate invernali, li ho visti al calduccio, nello studio di casa, sorseggiando qualche tazza di tisana avvolta nel mio plaid.
Tra una pausa e l'altra ho anche ripreso a dipingere ma sono poco costante, spero almeno che questa volta riuscirò a portare a termine il quadro che ho iniziato da mesi...
La voglia di uscire è poca ed il lavoro è tanto.

Tornando ai film, la prima immagine ritrae Koistinen, la povera guardia giurata protagonista di Le luci della sera (2006), film che tratta le tematiche della disoccupazione e della solitudine. E' il terzo di una trilogia dedicata da Kaurismäki al suo paese natale, il primo è Nuvole in viaggio (1996), sempre sullo stesso tema, che narra delle sventure della capocameriera Ilona (ritratta, durante il lavoro, nell'immagine centrale) e di suo marito Lauri, autista di un tram. Il secondo film della trilogia, che ancora non ho visto, è L'uomo senza passato (2002) che si occupa invece dell'indigenza dei senzatetto...
Tutte pellicole ambientate negli strati sociali meno fortunati le sue.
La terza immagine è tratta da Vita da bohème (1992), film romantico, poetico, tragico e comico allo stesso tempo. Una miscela semplice e solenne, forse la migliore.
Quella del regista finlandese è una realtà ricca di sfumature ed ombre, magica, affascinante, stupefacente nella sua naturalità e soprattutto vera.
Il tutto è corredato da una stupenda fotografia e da meravigliose colonne sonore che riescono a far parlare i lunghi e significativi silenzi tipici di Kaurismäki.

martedì 19 gennaio 2010

Nessun governo può fermare questo fiume...


Sono sessanta milioni le persone d'origine italiana che vivono all'estero.

Tra loro ci sono anche moltissimi giovani partiti da poco.
Ne ho raggiunti alcuni a Berlino, dove vivono circa 15mila italiani.

L'immigrazione
non sono solo i neri che avanzano verso le coste italiane.

L'immigrazione è un fiume di persone in movimento intorno alla Terra
alla ricerca di un posto nell'universo:
Somy che dal Kenya arriva a Roma, Valeria che da Roma va a Berlino, Kati che da Berlino va sull'isola di Lamu, in Kenya.

Nessun governo può fermare questo fiume
che si muove come in vasi comunicanti
e se ne infischia delle leggi razziste.


Tratto dall'articolo
di Maksim Cristan, Da Alghero a Berlino, Internazionale n.828.

lunedì 4 gennaio 2010

Anno nuovo, vita nuova?!


Come (forse) avrete avuto modo di notare, dal primo di gennaio ho cambiato veste al blog...Già da tempo avevo in mente di farlo ma non riuscivo a trovare qualcosa che mi piacesse davvero. La foto che vedete in alto è quella che alla fine è riuscita a conquistarmi ed è di Francesco Morgillo. Vi linko il suo sito in cui, se ne avrete voglia, c'è tanto altro di bello da vedere!

Per il resto, prima di Natale ho fatto l'esame di sociologia delle comunicazioni, di cui vi avevo parlato, ed è andato bene...Dopo di che sono stata piacevolmente travolta dalle vacanze. E' venuta a trovarmi, per qualche giorno, una cara amica che non vedevo da tempo, è tornato Michelozzo e poi sono arrivati i miei zii e cugini da Roma, come ogni anno. Inutile dirvi che i giorni sono trascorsi mangiando, bevendo qualche birra al solito pub e del vino, rigorosamente rosso. Nel mio "pacco regalo" ho trovato il nuovo calendario 2010 de il manifesto, la borsa Feltrinelli "il razzismo è una brutta storia", la maglietta di "Pellizza da Gattedo", una bella tazza per tisane, tisane naturalmente e cioccolato equo e solidale, ed una bottiglia di Morellino di Scansano niente male!

Anche quest'anno non è mancata la cena tra amici con finale a casa del generoso amico-pianista che ci ha gentilmente ospitati in seconda serata. Questa volta erano addirittura tre i musicisti (violinista, pianista e violoncellista) e ci hanno allietati con il Trio in mi minore op. 67 del compositore russo
Dmitrij Dmitrievič Šostakovič...Il tutto sorseggiando del delizioso Elisir Gambrinus abbinato ad una scatola di cioccolatini assortiti della Fabbrica del Cioccolato di Napoli Gay Odin.

L'episodio particolare che invece ha spezzato le mie consuetudini natalizie, è stata l'uccisione di due poveri maiali che ormai giacciono sotto forma di salsicce, salami e quant'altro. Ho assistito al "rito" per la prima volta e nonostante il dispiacere per le due bestie e l'impressione per le loro grida disperate devo ammettere che, "purtroppo", cucinate con i peperoni erano una vera delizia.


Ieri mattina ho tolto gli addobbi natalizi mentre nel pomeriggio sono andata a prendere un caffè al bar con un'amica ritrovata. Passeggiando, nella vetrina di un negozio, ho visto un poncho rosso, meraviglioso...Non ho resistito è l'ho comprato. Non vedo l'ora d'indossarlo! :)
Da oggi si torna ai caffè, allo studio, ai film, a qualche corsetta tempo permettendo, alle letture che attendono da qualche giorno sul comodino, alle tisane della buona notte.

A presto
!

giovedì 31 dicembre 2009

Il mio secolo non mi fa paura


Il mio secolo non mi fa paura,
il mio secolo pieno di miserie e di crudeltà
il mio secolo coraggioso e eroico.
Non dirò mai che sono vissuto troppo presto
o troppo tardi.
Sono fiero di essere qui, con voi.
Amo il mio secolo che muore e rinasce
un secolo i cui ultimi giorni saranno belli:
il mio secolo splenderà un giorno
come i tuoi occhi.

Nazim Hikmet

Buon anno miei cari...