giovedì 10 settembre 2009

Alla ricerca di uno spazio di dignità



Salve a tutti! Qualche giorno fa ho avuto modo di vedere il documentario di Andrea Segre e Dagmawi Yimer ed ho immediatamente pensato a voi; in giro si respira sempre più un'aria intrisa di razzismo e xenofobia e questo (la rete, i blog) è veramente l'unico spazio, o quasi, dove si riesca a ritrovare buon senso, attenzione e soprattutto sensibilità nei confronti di certe tematiche...

Questo è il sito dove potete trovare maggiori informazioni su Come un uomo sulla terra, intanto riporto qui di seguito la significativa lettera scritta da Andrea Segre per la premiazione a Salina e quella di Dagmawi Yimer per tutti coloro che hanno dato il loro contributo alla realizzazione del film:

E’ la ricerca di uno spazio di dignità che mi ha mosso a fare questo film.
Ma non per i migranti.
Per me. Per me come cittadino italiano, come cittadino, come uomo.
Ho vissuto e sto vivendo gli anni della mia maturità in un mondo, e ancor più in un Paese che di fronte alle sue contraddizioni ha scelto la via della distrazione.
Invece di affrontare i nodi delle ingiustizie che provocano squilibri e repressioni, i gruppi di potere gestiscono le luci dello spettacolo per coprire violenze e responsabilità.
Per questo ero alla ricerca di uno schiaffo, di un pugno diretto. Avevo bisogno di prendermi un cazzotto in faccia, per trovare l’evidenza inevitabile di una violenza.
La mia speranza era che da quello schiaffo potesse nascere una reazione di dignità.
Non credo esista nessuna persona che, in buona fede, possa anche solo sospettare la falsità dei protagonisti di COME UN UOMO SULLA TERRA.
A mio avviso non è in alcun modo dubitabile la verità dei loro volti.
Volti vivi, intelligenti, attenti: volti in primo piano che possono finalmente esistere nella loro individualità, nella loro dignità umana.
Quella stessa dignità umana che costituisce la prima vittima del meccanismo micidiale che oggi domina il mondo.
Allora, però, se quello che le donne e gli uomini etiopi raccontano è vero, non può esistere nemmeno qualcuno in grado di sostenere l’innocenza storica e umana del nostro Paese.
Tutti hanno visto lo spettacolo della stretta di mano tra il Cavaliere e il Colonnello e tutti ricordano la frase scolpita a suggello di quell’incontro: “Più petrolio, meno clandestini”
Ora basterebbe unire quello spettacolo al racconto reale dei volti di COME UN UOMO SULLA TERRA..Se agli italiani oggi venisse davvero, e sottolineo davvero, concesso di poter unire questi due elementi, credo che qualcosa inizierebbe a incrinarsi nella grande distrazione di cui tutti, tranne piccoli gruppi di potere, siamo vittime.Una distrazione che in fondo altro non è che la più assoluta delle distrazioni possibili, quella dalla dignità dell’ essere uomini.

(Andrea Segre)

Vi dico una cosa solo che sono talmente sodisfatto,fiero,fiero personalmente e mi sento un grande sollievo per quanto riguarda il contribuito che ho fatto per quei miei amici che stanno in guai ancora. Sono anche libero (innocente storicamente). Non so se mi avete capito bene. Mi disturbava dentro di me una voce che mi accusa colpevole (guilty) e adesso con tutto il vostro lavoro ,la vostra volontà e dedicazione non c'è più quella voce sono anche libero e innocente come un uomo sulla terra. Per me questa è la giustizia: dare voce a quelli che non hanno il potere. un abbraccio forte a tutti dormo... dormo... e certo che mi sveglio di nuovo

(Dagmawi Yimer)


Ho idea che mi rivedrete più spesso da queste parti prossimamente...Si riavvicina la mia stagione preferita, l'autunno, con i suoi caldi colori e quella fresca brezza che mi mette tanto di buon umore.
Speriamo ci porti delle buone nuove!

Vi lascio con le note di Ebano, un altro fantastico pezzo dei Modena City Ramblers. A presto!




19 commenti:

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Ciao Silvia, bentornata fra noi.
Si sentiva la tua mancanza, e questo post premia l'attesa.
A presto.
Un abbraccio.

Lieve ha detto...

Era un bel po' che non passavo di qui...Ma vedo che hai latitato anche tu ;)
Un saluto ^__^

Pupottina ha detto...

ciao Silvia
bentornata nel mondo dei blogger!
è molto coinvolgente questo post... il tema trattato è di grande attualità.... mi piacerebbe vedere questo documentario....

Pupottina ha detto...

TDF ancora non dice chi è stato, ma è qualcuno che conosce sicuramente...
a presto
^________^

Lucien ha detto...

Anche questo documentario è da vedere!
L'autunno non è la mia stagione preferita, però mi fa piacere che tu riprenda a farti vedere più spesso. :)

Silvia ha detto...

@schiavi o liberi?: grazie Marco!
Cercherò di postare più spesso :)

A presto...

@Lieve: ciao! Da quanto tempo! Come stai? Non credi sia arrivata l'ora di tornare a scrivere? :)

Un saluto...E fatti viva, mi raccomando.

@Pupottina: grazie anche a te.
Il documentario è davvero toccante, le parole dei protagonisti colme di sofferenza e le immagini sono un vero schiaffo in pieno viso. Dobbiamo smetterla di stagnare in questa "distrazione"...
Distrazione dalla dignità degli esseri umani, che come dice Andrea Segre è la peggiore tra tutte.

Vedilo se puoi, dura poco più di un'ora.

Un caro saluto, a presto!

@Lucien: credo proprio che vedrò Videocracy oggi stesso ;)

Adoro i colori e gli odori autunnali, i maglioncini ed i foulard...E poi un pò si ritorna alla "solita vita" e devo dire che non mi dispiace affatto.

A presto...Sarò più presente, promesso!

il Russo ha detto...

Ti prendo in parola e... ti aspetto!

l'incarcerato ha detto...

Bè non potevi non concludere con questa bellissima canzone dei Modena!

Bentornata cara Silvia!

Daniele Verzetti, il Rockpoeta ha detto...

Bentornata Silvia! E con che post! Hai pensato a noi ed hai pensato bene. Razzismo e assuefazione a certe notizie hanno portato a quello che vediamo e che sappiamo bene.

Sono contento anche di vedere che tornerai a postare con nuova regolarità. E' un piacere sapere di poterti rileggere

Un bacio
Daniele

Silvia ha detto...

@il Russo: benvenuto :) non mancherò...

@l'incarcerato: i Modena sono sempre i Modena e comunque, ho dimenticato di dirlo nel post, le musiche del documentario sono della "Piccola Bottega Baltazar", un gruppo veneto che a me piace molto.

A presto! Tua testa di capra :)

@Daniele: è un piacere per me tornare e ritrovarvi...E' davvero demoralizzante tutto questo qualunquismo dilagante, la rassegnazione che si legge sui volti di alcuni, l'accettazione d'ingiustizie e situazioni palesemente inammissibili.

Bisogna pur fare qualcosa...

Un bacio a te!

JAENADA ha detto...

Ciao Silvia.Guarderò questo documentario.Ho apprezzato molto,al riguardo,anche l'ultimo reportage di Iacona trasmesso Domenica su Raitre.Se riusciranno ad eliminare le ultime voci fuori dal coro (Gabanelli,Santoro...),e sembrano esserci tutte le premesse,la rete resterà davvero l'ultimo spazio di libera circolazione delle idee.Tutto questo per dirti che una più assidua frequentazione della blogsfera è un tuo preciso dovere civile,oltre che un nostro piacere. :)

Alligatore ha detto...

Un grande ritorno il tuo, con un film importante di un regista troppo trascurato, che dice cose da ascoltare. Perfetta "Ebano". A proposito di cinema, oggi ho visto il film di Placido, sul/per/con il '68. Un altro tipo di cinema, anche questo da vedere però. L'ho trovato molto attuale, non ci crederete...

Vale ha detto...

Ah, i mcr...

Silvia ha detto...

@Jaenada:i documentari di Iacona sono rilevanti e toccano le più svariate tematiche...Quello di domenica me lo sono perso, su cos'era?

Assolverò al mio dovere ;)

@Ally: non sapevo del film "Il grande sogno", la tematica naturalmente m'interessa, grazie per avermene parlato, andrò a vederlo!

Ho letto nella recensione che il film ha un taglio autobiografico...Non ero neanche a conoscenza del passato di Placido nella Polizia. E' interessante vedere dalla prospettiva di un poliziotto la ribellione studentesca. Non dimentichiamo le parole di Pasolini:

"Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti, io simpatizzavo coi poliziotti! Perché i poliziotti sono figli di poveri. Vengono da periferie, contadine o urbane che siano. Hanno vent'anni, la vostra età, cari e care. A Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte della ragione) eravate i ricchi, mentre i poliziotti (che erano dalla parte del torto) erano i poveri."

Non dimentichiamo neanche la scuola Diaz però...

@Vale: già :) e dalle tue foto ho visto che hai anche la fortuna di conoscere Cisco...Beata te...

Alligatore ha detto...

Hai colto perfettamente cose che mi sono venute in mente vedendo il film "Il grande sogno".

and ha detto...

ben tornata!

la situazione sta diventando sempre più brutta, violenza ai danni di tutti quelli che vengono considerati diversi e che sono uomini e donne come tutti gli altri.

Maurone ha detto...

praticamente questo film è stato distribuito per la visione in circoli, centri sociali, cinemini coraggiosi... alla faccia della libera informazione!

cometa ha detto...

Ciao! Non sapevo del documentario. Peccato, perché poi ho scoperto che 10 giorni fa l'hanno anche proiettato nella mia città.
Hai fatto molto bene a parlarne. L'unica strada per cambiare le cose, secondo me, non è tanto una battaglia parlamentare o referendaria (da quando abbiamo buttato al secchio il vecchio sistema elettorale proporzionale puro, le maggioranze sono blindatissime) ma culturale, di formazione dal basso, di diffusione di idee, di discussioni con tutti i mezzi possibili.
Bel blog e splendido titolo. Perché non ci ho pensato io prima di te?
:-P
ciao, cometa

Silvia ha detto...

@Cometa: ciao! Benvenuto :)