martedì 15 settembre 2009

...E lo show continua...


"Nel Gennaio 1968 un terremoto distrusse alcuni villaggi della povera e travagliata valle del Belice, nella Sicilia nordoccindentale. Oltre 500 persone morirono e 70 mila rimasero senza tetto. Giuseppe Saragat, allora presidente della Repubblica, promise immediatamente che il governo avrebbe fatto tutto il possibile per aiutare la gente privata della casa dal terremoto. Il Parlamento stanziò fondi rilevanti per la ricostruzione del Belice. Nove anni dopo, 60 mila persone della valle vivevano ancora nelle baracche prefabbricate erette subito dopo il terremoto. Erano state costruite grandiose e surreali strutture: strade che non portavano in alcun posto, cavalcavia usati solo da greggi di pecore, passaggi pedonali per pedoni inesistenti; ma nel frattempo non una delle nuove case promesse agli abitanti dei villaggi era stata consegnata. Gli ingenti fondi stanziati dal governo non vennero spesi, o furono malamente sprecati, o finirono di nascosto nelle tasche di qualche privato.
Nel dicembre 1975, don Antonio Riboldi, parroco di Santa Ninfa nel Belice, organizzò l'invio di 700 lettere da parte dei bambini delle scuole elementari del Belice a senatori e deputati del Parlamento. Vale la pena di riprodurne una, inviata da Giovanna Bellafiore a Giulio Andreotti, seguita dalla risposta dell'onorevole. Questa corrispondenza, a conclusione del capitolo, viene citata non a titolo di accusa personale nei confronti di Andreotti, ma come esempio dell'inerzia e dell'incapacità dello Stato. [...]

Santa ninfa, 16 febbraio 1976

Caro on. Andreotti Giulio,
io sono Giovanna Bellafiore, la bambina che le ha scritto per Natale, ma lei non mi ha risposto, questa è una cosa ingiusta. Io vivo in una baracca di 24m quadrati ed è solo una stanza. Ci piove sul letto, sull'armadio e sui piatti messi ad asciugare. Forse non mi ha risposto perchè il problema è scottante. La prego di interessarsi di noi, cosa che finora non ha fatto nessun onorevole. La luce nelle baracche manca spesso e così anche l'acqua. Voi onorevoli abitate in una casa comoda con riscaldamento e non potete capire la vita che conduciamo noi baraccati, dove manca lo spazio per ogni ogni cosa per studiare, per giocare e anche per le sedie per sedersi a tavola. Lei lo sa che io per mangiare a tavola mi siedo sul letto di papà e mamma? Infatti il tavolo è quasi attaccato al letto. Se lei non crede alla mia lettera La invito per una settimana a casa mia a pranzo e a dormire.
Perchè non si interessa nessuno per noi terremotati? La prego di non buttare via questa mia lettera perchè aspetto finalmente una sua risposta e la prego di discuterne in Parlamento con gli altri onorevoli.
La saluto

Giovanna Bellafiore


Roma, 26 febbraio 1976

Cara bambina,
ho ricevuto la tua letterina del 16 febbraio, mentre non ho mai avuto quella che mi dici avermi scritto per Natale. La vicenda del Belice è purtroppo una dolorosa e non facilmente spiegabile procedura amministrativa. I fondi per la ricostruzione furono stanziati prontamente. Tre anni più tardi venne una delegazione a Roma ed aprendemmo che vi erano difficoltà di piani regolatori e di altri aspetti urbanistici. Nel 1972 quando ero presidente del consiglio radunai i sindaci del Belice e feci adottare tutte le misure che chiedevano.
So che in questi giorni un gruppo di studenti di S.Ninfa è stato a Roma ed ha potuto spiegare alle massime autorità la situazione. Mi auguro che si arrivi alla soluzione. Ma forse è bene che tu chieda al Sindaco di scrivermi se c'è qualcosa che io, come ministro o come deputato, possa fare in proposito. Condivido la tua pena per il disagio di una sistemazione che avrebbe dovuto essere provvisoria.
Con i miei saluti ti invio una bambola. I miei figli sono ormai grandi e comprare un giocattolo per te mi fa tornare indietro con gli anni.

Aff.mo Giulio Andreotti".

Tratto da P. GINSBORG, Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi, Torino, Einaudi, 2006, p.466-468.

13 commenti:

Silvia ha detto...

Foto di Ferdinando Scianna
Como, Italia: vetrina di riparatore di bambole.

Daniele Verzetti il Rockpoeta ha detto...

E' tutto sempre uguale anzi peggio.... Ora visto che ci sono più riflettori, invece di nascondere la loro incapacità, mistificano la verità simulando un'efficienza che non c'é.

Alligatore ha detto...

Oggi le bambine non scriverebbero una letterina così a Berlusconi, e non voglio fare della bassa ironia. C'è del poetico in questa lettera e anche del surreale (mi vedo l'Andreotti de Il Divo).

l'incarcerato ha detto...

Un post originale che spezza con gli altri. Giusto ricordare il passato per poter bene interpretare il presente. Prima Andreotti, ora Berlusconi, domani un altro.

Quando capiremo che i sistema tutto è malato, e non solo la persona che hanno messo al comando sarà un gran passo in avanti...

and ha detto...

davvero bello questo post che fa capire come stanno e staranno sempre le cose se qualcosa in questo paese non cambia. a suo dire abbiamo pure il miglior capo di stato di sempre (non è che poi che gli altri siano stati molto meglio di lui) ma la situazione non cambierà.

e per sdrammatizzare, settimana scorsa io ho visto un medico della bambole rovinate, un posto particolarissimo, un po' lugubre.

Pupottina ha detto...

eheheheh
le bambine non scriverebbero una letterina a Berlusconi, ma aspetterebbero qualche anno per mandargli un loro book fotografico....
come al solito i tuoi post sono sempre ben fatti

^_____________^ buon giovedì

SCHIAVI O LIBERI? ha detto...

Conoscevo questa storia, ho letto il libro di Ginsborg: un bellissimo libro che rivela tante cose utili per capire la realtà odierna.
Bellissimo post, e brava a ricordare.
Un caro saluto.

MaryA ha detto...

Si l'avevo sentito, più o meno come l'Irpinia, e dire che un paio d'anni fa venne da ridere perchè, giusto con un pò di ritardo, ai "fortunati" che erano dopo quasi 30 anni, nei container ( ed erano fortunati rispetto ad altri) vennero mandate le coperte e le stufe...si, peccato che siano arrivate dopo 27 anni...MAH!

InI*°*°*

JAENADA ha detto...

La lettera di Andreotti è a dir poco imbarazzante.

Un abbraccio.

chit ha detto...

Senza parole!? Pensa che esattamente l'altro ieri ero sia a Gibellina Vecchia (a vedere il Cretto di Brutti) sia a Gibellina nuova ad ammirare le tante opere con le quali è stata arricchita la ricostruzione o meglio, la nuova costruzione, del nuovo Paese.
Luoghi tutt'altro che "comodi" da raggiungere ma che consiglio vivamente a tutti.
Un abbraccio e grazie di questo post che arricchisce le informazioni raccolte in questi giorni.

Silvia ha detto...

@Daniele: infatti...Dal blog di Anna/Miss Kappa e da altre fonti ho addirittura appreso che Berlusconi ha spacciato per opera del governo i M.A.P. (moduli abitativi provvisori) donati dalla provincia di Trento, dalla raccolta fondi della Croce Rossa e dalla Germania al comune di Onna...

@Alligatore: la lettera delle bambine di oggi inizierebbe con un bel "Caro papi..." :)

Ormai anch'io associo l'immagine di Andreotti al Divo...Il ritratto che ne ha fatto Paolo Sorrentino è azzeccatissimo!

@l'incarcerato: eh già...
Secondo me molti non vogliono capirlo purtroppo! Altri sono semplicemente ignoranti...Altri, ancora peggio, sono qualunquisti.

Siamo messi maluccio!

@and: interessante...Un medico delle bambole rovinate?!
E dove l'hai trovato? :)

@Pupottina: al Papi più sono giovani e più piacciono...Non serve che aspettino un pò per mandare il book! ;)

Grazie e buon venerdì a te!

@schiavi o liberi: ho letto il libro di Ginsborg proprio per questo...Per cercare di capire un pò di più la realtà odierna. Il suo modo di raccontare e la sua scrittura scorrono come l'acqua.
Considerando la sua scelta di scrivere in italiano, pur essendo uno storico inglese, è ancor più lodevole.

Gracias :)

@Marya: roba da pazzi! Non so se ridere o piangere...

@Jaenada: a dir poco!

Un abbraccio a te...

@Chit: non sapevo del "Cretto di Burri", si dice così vero? ;P
Se mi troverò da quelle parti andrò certamente a dare un'occhiata.

Grazie a te per avermene parlato...Non si finisce mai d'imparare!

A presto.

valeria ha detto...

primo: mi argomenterò come si deve sul libro.
secondo: sembrerebbe una "bella storiella". guarda te! cosa oggi alquanto improbabile e pensandoci sù, veramente pietosa. l'innocenza non si sa più neppure cosa sia..che tristezza!
terzo: i tuoi post sono sempre interessantissimi.
ps: testato il mio terrore per le bambole (più sono truccate, più mi terrorizzano), la foto è inquietante! :P
un abbraccio silvietta! ogni tanto gironzolo in giro e ti riscovo! :D

Silvia ha detto...

Ciao Valeriuccia! Da quanto tempo! Tutto ok?
E' bello ritrovarti...Fatti vedere più spesso, si sente la tua mancanza ;)

...A proposito di bambole ricordo il video che hai postato tempo fa :D

Se puoi leggi il libro di Ginzborg mi raccomando.

Bacetti e buona notte.

A presto!