lunedì 7 giugno 2010

Boicotta CARMEL-AGREXCO!



Appello - Stop Agrexco Italia

La coalizione italiana contro la Carmel-Agrexco è nata nell’autunno del 2009 a seguito di una conferenza a Pisa sulla campagna internazionale di boicottaggio disinvestimento e sanzioni (BDS), la risposta nonviolenta della società civile Palestinese all’occupazione Israeliana. La coalizione Italiana contro l'Agrexco aderisce alla chiamata palestinese al BDS in ogni suo aspetto, insieme ad un numero sempre crescente di organizzazioni e movimenti internazionali e Israeliani. L'obiettivo è far sì che iniziative di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni contro Israele simili a quelle applicate al Sud Africa nel periodo dell'Apartheid possano indurre il Governo Israeliano a riconoscere il diritto inalienabile del popolo Palestinese all'autodeterminazione ed a rispettare le norme del diritto internazionale.

La società Agrexco Ltd. è stata scelta strategicamente come bersaglio della nostra mobilitazione poiché:

1 è il principale esportatore di prodotti agricoli israeliani e delle colonie illegalmente costruite nei territori palestinesi occupati.

2 è direttamente coinvolta nel sostegno economico delle colonie israeliane in Cisgiordania.

3 utilizza il porto italiano di Vado Ligure (Savona) come uno dei principali snodi di distribuzione dei prodotti Agrexco in Europa.

Gli scopi principali della coalizione italiana contro l’Agrexco sono:

1 mobilitarci contro l’utilizzo del porto di Vado Ligure per l’attracco delle navi Agrexco e la distribuzione dei suoi prodotti in Europa.

2 dare inizio ad una campagna di boicottaggio dei prodotti Agrexco in Italia.

3 promuovere iniziative legali per denunciare a livello nazionale ed europeo violazioni del diritto internazionale e degli accordi vigenti in materia di diritti umani, incluse le clausole degli accordi commerciali tra Europa, Israele e Territori Palestinesi occupati.

Siamo una coalizione aperta a chiunque voglia sottoscrivere tali scopi nello spirito di lotta contro ogni forma di fascismo, razzismo, sessismo, antisemitismo, islamofobia e ogni forma di discriminazione etnica e religiosa.


Il 18 Maggio 2010, a seguito di questa campagna di pressione le due catene di supermercati Coop e Nordiconad, hanno interrotto la commercializzazione dei prodotti provenienti dalle colonie israeliane nei territori palestinesi occupati, mirando al rispetto per il Diritto Internazionale (e non per ragioni razziste o anti-semite!). Questo è il comunicato pubblicato a riguardo sul sito ufficiale della coalizione.

L'istruttivo volantino multilingua sull'Agrexco ci spiega perchè non bisogna comprare i prodotti agricoli israeliani. Aiutiamoli a divulgare la campagna...

martedì 18 maggio 2010

sabato 1 maggio 2010

Buon primo maggio!?


Per la "Festa dei lavoratori", vi riporto una lettera che ho letto stamane, pubblicata nella sezione Lettere (e Filosofia) de il manifesto:

I MAGGIO: E’ ancora possibile celebrare il lavoro?

Il fine ultimo di questa lettera vuole rappresentare l’estrema e disperata urgenza di svolta che sembra non appartenere ad un popolo ormai annichilito e dimentico della propria responsabilità civile. Un’importante tradizione filosofica, alla quale mi sento legato indissolubilmente, considerava l’uomo nel suo concepimento dopo l’esistenza: “L’uomo è ciò che fa “ scriveva Jean-Paul Sartre. L’esistenza precede l’essenza, l’individuo è innanzi tutto e ha coscienza di progettarsi verso l’avvenire. Ma questa coscienza che dovrebbe significare: “emancipazione critica “ può ancora pretendere una dignità relativa ad ogni soggetto pensante? Purtroppo, ora più che mai, ritengo che la conseguenza di ogni nostra riflessione consista nel tacito assistere alla disumana oggettivizzazione di ogni volontà dissidente, oggettivizzazione che mostra inevitabilmente l’elaborazione di materiali già filtrati attraverso la matrice sociale sussistente. Ciò a sua volta implica una certa reificazione. Risulta, quindi, evidente che il singolo non solo viene colpito nella propria indipendenza ed autonomia di scelta, ma si ritrova condannato a estreme limitazioni nel momento in cui tenta la denuncia o il rifiuto. Giorno per giorno non fa che accentuarsi il criminale autoritarismo del potere vigente a cui è stato concesso l’implosione economica che ha gettato nella disperazione intere famiglie. E’ ancora possibile celebrare il lavoro quando ci viene negato ogni diritto? Le ultime stime ci ricordano che, se prima disoccupati e cassaintegrati gridavano simbolicamente un disagio generalizzato con vari mezzi, ora chi non ha la possibilità di placare una situazione precaria come unica forma di protesta utilizza il suicidio. Agli operai a poco a poco si sono aggiunti i dirigenti delle stesse fabbriche: una scia di sangue su cui hanno chiuso gli occhi cittadini indifferenti e naturalmente lo Stato. Paura, sfiducia e misere salari hanno indebolito ogni espressione dell’opinione pubblica che non riesce a trovare strategie di lotta efficienti e concrete. Di fronte a studenti in aumento tende a diminuire considerevolmente il personale docente che si sa è dannoso perché permette di prendere coscienza sulla propria miseria quotidiana. Stiamo toccando apici sempre più inquietanti e chi può sopravvivere non fa che alienarsi, sempre di più, nella propria dose di meschinità che gli spetta. Siamo passati da anni in cui l’utopia poteva eventualmente dirsi tale, quando si tentava di ribaltare le logiche interne del lavoro che riducevano gli individui a umili servi del capitalismo, a tempi in cui la possibilità di attuare riflessioni di tal genere si sta affievolendo dal momento che il lavoro è divenuto un lusso per pochi. A chi [h]a negato i diritti naturali facendoli diventare irraggiungibili privilegi e a chi si scalda in pubblico con parole suadenti smaltendo in privato la vergogna del sacrificio della povera gente che non ha saputo proteggere auguro un buon I maggio.

Lettera di Paolo Andreoni, Forlì.

domenica 25 aprile 2010

Ricordare e Resistere!


La foto è stata scattata a Milano da un certo Roberto Gimmi durante la manifestazione del 25 Aprile del 2006, l'ho trovata girando su Flickr e mi ha colpito subito.

Un modo semplice per ricordare un gran giorno...

Buona Liberazione a tutti!

sabato 17 aprile 2010

Un cervello in meno, un mondo in meno...



Quell'uomo non era moribondo, era vivo esattamente come noi.
Tutti gli organi del suo corpo funzionavano: l'intestino digeriva, la pelle si rinnovava, le unghie crescevano, i tessuti si riformavano, ogni organo s'affannava in un lavorio insensato.
Le sue unghie avrebbero continuato a crescere anche quando si sarebbe trovato in piedi davanti alla botola, anche quando poi, precipitando nel vuoto, non avrebbe avuto più di un decimo di secondo da vivere. I suoi occhi vedevano la ghiaia gialla e le mura grigie, il cervello ancora ricordava, prevedeva pensava. [...]
Lui e noi eravamo un gruppo di uomini che camminavano insieme, che vedevano, udivano, percepivano, capivano lo stesso mondo; e fra due minuti uno schianto, e uno di noi non sarebbe più esistito:
un cervello in meno, un mondo in meno.

Un mondo in meno: ecco cos'è in sintesi un uomo che se ne va.

(Tratto da L'ultima Utopia di Guido Bulla)

Questo è l'impiccato di A Hanging, uno dei primi racconti di George Orwell (pseudonimo di Eric Arthur Blair) del 1931 su un'impiccagione, una fra le tante , che hanno luogo nella Birmania depredata dall'imperialismo britannico. Con programmatica e spietata freddezza "Mister Blair" ci fa conoscere le lacerazioni morali che dilaniano il colonizzatore...
E' di Eric Arthur Blair, ex agente della Polizia imperiale indiana, che mi occupo nella mia tesi, quando il "George Orwell" tanto conosciuto non era ancora "nato" ed il celebre autore si firmava ancora con il suo vero nome scrivendo soprattutto motivato dall'assillo di riscattare il proprio passato di agente dell'Imperialismo.
Lo studio per la tesi, come avrete notato, mi porta via molto tempo ma sono certa che da buoni amici riuscirete a capirmi.

Vi saluto con affetto, sperando di riuscire ad essere più costante. A presto!

p.s. dimenticavo, il video naturalmente è tratto dalla scena finale del film 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick...

lunedì 8 marzo 2010

La mia prossima lettura...



Quì potete scaricare gratuitamente il Pdf del libro dei Wu Ming.

Sul mio Tumblr invece ho postato in quattro parti Il racconto dei racconti, un fantastico cortometraggio d’animazione sovietico di Yuri Norstein del 1979 (titolo originale: Сказка сказок). La colonna sonora è di Johann Sebastian Bach e di Wolfgang Amadeus Mozart.
Dura una ventina di minuti...Mi rendo conto che è un po' lungo ma se potete guardatelo, merita davvero.

Au revoir mes amis!

sabato 27 febbraio 2010

Sun in your head

Salve a tutti! Prima di partire non ho avuto modo di salutarvi ma sono sempre qui... Ora mi trovo a Siena dovo mi tratterrò ancora per qualche giorno e la settimana scorsa sono stata a Pisa per la prima volta.
Sto recuperando libri e materiale per il mio ultimissimo esame e per la tesi, presto sarò di ritorno a casa...

Vi lascio con questo film in 16 mm di Wolf Vostell:
l'artista inserisce il primo televisore presente in un'opera d'arte: dietro un taglio orizzontale, una televisione trasmette un cattivo segnale dal canale UHF; da allora, schermi televisivi sintonizzati su programmi locali, iniziano ad essere collocati da Vostell nelle "ferite" di quadri e di blocchi materici per trasmettere senza sosta il flusso quotidiano delle informazioni. In un'epoca in cui quasi nessuno ipotizzava l'uso critico di uno strumento come la televisione (un uso diverso e politico del mezzo, fino ad allora adoperato negli Stati Uniti essenzialmente come mezzo di documentazione di performance e body-art, inizia ad essere proposto nel 1970-71 con la rivista "Radical Software" di Ira Schneider e con la pubblicazione di Guerrilla Television di Michael Shamberg), Wolf Vostell critica e classifica come pericoloso ciò che era ritenuto comunemente simbolo del benessere e dell'avanzamento sociale. [...]Il primo video realizzato da Vostell (Sun in your head) allude, già nel '63, con il contrasto tra l'oggetto-televisore statico e il flusso delle sequenze di immagini in dé-coll/age, al bombardamento incessante delle informazioni attraverso i media. (Wikiartpedia)





P.S. per la festa del gatto Lillo è online!