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sabato 1 maggio 2010

Buon primo maggio!?


Per la "Festa dei lavoratori", vi riporto una lettera che ho letto stamane, pubblicata nella sezione Lettere (e Filosofia) de il manifesto:

I MAGGIO: E’ ancora possibile celebrare il lavoro?

Il fine ultimo di questa lettera vuole rappresentare l’estrema e disperata urgenza di svolta che sembra non appartenere ad un popolo ormai annichilito e dimentico della propria responsabilità civile. Un’importante tradizione filosofica, alla quale mi sento legato indissolubilmente, considerava l’uomo nel suo concepimento dopo l’esistenza: “L’uomo è ciò che fa “ scriveva Jean-Paul Sartre. L’esistenza precede l’essenza, l’individuo è innanzi tutto e ha coscienza di progettarsi verso l’avvenire. Ma questa coscienza che dovrebbe significare: “emancipazione critica “ può ancora pretendere una dignità relativa ad ogni soggetto pensante? Purtroppo, ora più che mai, ritengo che la conseguenza di ogni nostra riflessione consista nel tacito assistere alla disumana oggettivizzazione di ogni volontà dissidente, oggettivizzazione che mostra inevitabilmente l’elaborazione di materiali già filtrati attraverso la matrice sociale sussistente. Ciò a sua volta implica una certa reificazione. Risulta, quindi, evidente che il singolo non solo viene colpito nella propria indipendenza ed autonomia di scelta, ma si ritrova condannato a estreme limitazioni nel momento in cui tenta la denuncia o il rifiuto. Giorno per giorno non fa che accentuarsi il criminale autoritarismo del potere vigente a cui è stato concesso l’implosione economica che ha gettato nella disperazione intere famiglie. E’ ancora possibile celebrare il lavoro quando ci viene negato ogni diritto? Le ultime stime ci ricordano che, se prima disoccupati e cassaintegrati gridavano simbolicamente un disagio generalizzato con vari mezzi, ora chi non ha la possibilità di placare una situazione precaria come unica forma di protesta utilizza il suicidio. Agli operai a poco a poco si sono aggiunti i dirigenti delle stesse fabbriche: una scia di sangue su cui hanno chiuso gli occhi cittadini indifferenti e naturalmente lo Stato. Paura, sfiducia e misere salari hanno indebolito ogni espressione dell’opinione pubblica che non riesce a trovare strategie di lotta efficienti e concrete. Di fronte a studenti in aumento tende a diminuire considerevolmente il personale docente che si sa è dannoso perché permette di prendere coscienza sulla propria miseria quotidiana. Stiamo toccando apici sempre più inquietanti e chi può sopravvivere non fa che alienarsi, sempre di più, nella propria dose di meschinità che gli spetta. Siamo passati da anni in cui l’utopia poteva eventualmente dirsi tale, quando si tentava di ribaltare le logiche interne del lavoro che riducevano gli individui a umili servi del capitalismo, a tempi in cui la possibilità di attuare riflessioni di tal genere si sta affievolendo dal momento che il lavoro è divenuto un lusso per pochi. A chi [h]a negato i diritti naturali facendoli diventare irraggiungibili privilegi e a chi si scalda in pubblico con parole suadenti smaltendo in privato la vergogna del sacrificio della povera gente che non ha saputo proteggere auguro un buon I maggio.

Lettera di Paolo Andreoni, Forlì.

venerdì 5 dicembre 2008

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giovedì 23 ottobre 2008

Scuola di polizia


"Davanti a una protesta per la riforma della scuola che si allarga in tutt'Italia e coinvolge studenti, professori, presidi e anche rettori, il Presidente del Consiglio ha reagito annunciando che spedirà la polizia nelle Università, per impedire le occupazioni. La capacità berlusconiana di criminalizzare ogni forma di opposizione alla sua leadership è dunque arrivata fin qui, a militarizzare un progetto di riforma scolastica, a trasformare la nascita di un movimento in reato, a far diventare la questione universitaria un problema di ordine pubblico, riportando quarant'anni dopo le forze dell'ordine negli atenei senza che siano successi incidenti e scontri: ma quasi prefigurandoli...Se ci fosse un calcolo, le frasi di Berlusconi sembrerebbero pensate apposta per incendiare le Università, confondendo in un falò antagonista i ragazzi delle scuole (magari con il diversivo mediatico di qualche disordine) e i manifestanti del Pd, sabato. Ma più che il calcolo, conta l'istinto, e soprattutto la vera cifra del potere berlusconiano, cioè l'insofferenza per il dissenso...
...Lo testimonia l'attacco ai giornali e alla Rai fatto da un Premier editore, proprietario di tre reti televisive private e col controllo politico delle tre reti pubbliche, dunque senza il senso della decenza, visto che a settembre lo spazio dedicato dai sei telegiornali maggiori al governo, al suo leader e alla maggioranza varia dal 50,17 per cento all'82,25. Forse Berlusconi vuol militarizzare anche la libera stampa residua. O forse "salvarla", come farà con le banche."

(Se il dissenso è un reato di Ezio Mauro - La Repubblica)

mercoledì 15 ottobre 2008

Paradosso: "classi" a parte per l'integrazione...

Classi ponte per alunni stranieri
Sì della Camera a mozione Lega

ROMA - Classi "d'inserimento" per bambini extracomunitari. La Camera ha approvato la mozione della Lega Nord in materia di accesso degli studenti stranieri alla scuola dell'obbligo. Il testo, approvato dopo un infiammato dibattito, è passato con una diversa denominazione: non più "classi ponte", così come originariamente indicato nella mozione presentata dal leghista Roberto Cota, ma la nuova denominazione che parla, appunto di "classi di inserimento". E' stato il vice capogruppo vicario del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, a proporre di cambiare il nome all'oggetto per "rendere più evidente l'obiettivo della proposta, ossia l'integrazione degli studenti". Per Piero Fassino si tratta invece di "una regressione
culturale prima ancora che politica", "e non solo produce un principio di discriminazione ma, e questa è la cosa più grave, discrimina tra i bambini e i più piccoli, che è la cosa più abbietta".

Il testo della maggioranza è passato con 256 sì, 246 no e un astenuto. Bocciate le mozioni dell'opposizione. Il testo approvato a Montecitorio impegna il governo a "rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, favorendo il loro ingresso, previo superamento di test e specifiche prove di valutazione". "Favorendo", dunque, e non più "autorizzando" come si leggeva nel testo originario: una modifica sostanziale che sottolinea il valore non selettivo della norma. A chi non supera i suddetti test vengono messe a disposizione le "classi ponte che consentano agli studenti stranieri di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche all'ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti".

La mozione impegna inoltre il governo "a non consentire in ogni caso ingressi nelle classi ordinarie oltre il 31 dicembre di ciascun anno, al fine di un razionale ed agevole inserimento degli studenti stranieri nelle nostre scuole". Infine, si prevede "una distribuzione degli studenti stranieri proporzionata al numero complessivo degli alunni per classe, per favorirne la piena integrazione e scongiurare il rischio della formazione di classi di soli alunni stranieri", oltre che "nelle classi ponte, l'attuazione di percorsi monodisciplinari e interdisciplinari, attraverso l'elaborazione di un curriculum formativo essenziale, che tenga conto di progetti interculturali, oltre che dell'educazione alla legalità e alla cittadinanza".
(15 ottobre 2008, La Repubblica)



Mamma di un bambino va a prenderlo a scuola. All'uscita:

Mamma:"Tesoro ma chi è questo tuo nuovo amichetto?"

Bambino:"Ciao Mammina! E' Abdul...Fa parte della "classe degli emigrati"..."

lunedì 9 giugno 2008

rieccomi!


Gli ultimi giorni sono stati davvero belli...
Qualche seratina divertente in vineria con il mio Michele che ha compiuto ventiquattro anni, aperitivi consumati sul belvedere di Civita al tramonto, gelati e creme di caffè, un paio di film visti al cinema( "Gomorra" di Matteo Garrone e "Il Divo" di Paolo Sorrentino, a mio avviso decisamente migliore rispetto al primo), un paio di pizze ed una cenetta allegra con mio fratello e gli altri...

E' venuta a trovarci anche la cara nonnina che starà con noi per un pò! L'abbiamo accolta con tanto di palloncini e torta alle fragole.

Purtroppo la cagnolina di Michele è morta, ha dovuto subire un'operazione ed essendo troppo piccola non è riuscita a riprendersi.
...Che dispiacere...

Dopo aver ricaricato per bene le pile ora mi aspettano giorni d'intenso studio,
il tempo stringe!
Auguro a tutti una buona settimana...