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martedì 18 maggio 2010
lunedì 4 gennaio 2010
Anno nuovo, vita nuova?!

Come (forse) avrete avuto modo di notare, dal primo di gennaio ho cambiato veste al blog...Già da tempo avevo in mente di farlo ma non riuscivo a trovare qualcosa che mi piacesse davvero. La foto che vedete in alto è quella che alla fine è riuscita a conquistarmi ed è di Francesco Morgillo. Vi linko il suo sito in cui, se ne avrete voglia, c'è tanto altro di bello da vedere!
Per il resto, prima di Natale ho fatto l'esame di sociologia delle comunicazioni, di cui vi avevo parlato, ed è andato bene...Dopo di che sono stata piacevolmente travolta dalle vacanze. E' venuta a trovarmi, per qualche giorno, una cara amica che non vedevo da tempo, è tornato Michelozzo e poi sono arrivati i miei zii e cugini da Roma, come ogni anno. Inutile dirvi che i giorni sono trascorsi mangiando, bevendo qualche birra al solito pub e del vino, rigorosamente rosso. Nel mio "pacco regalo" ho trovato il nuovo calendario 2010 de il manifesto, la borsa Feltrinelli "il razzismo è una brutta storia", la maglietta di "Pellizza da Gattedo", una bella tazza per tisane, tisane naturalmente e cioccolato equo e solidale, ed una bottiglia di Morellino di Scansano niente male!
Anche quest'anno non è mancata la cena tra amici con finale a casa del generoso amico-pianista che ci ha gentilmente ospitati in seconda serata. Questa volta erano addirittura tre i musicisti (violinista, pianista e violoncellista) e ci hanno allietati con il Trio in mi minore op. 67 del compositore russo Dmitrij Dmitrievič Šostakovič...Il tutto sorseggiando del delizioso Elisir Gambrinus abbinato ad una scatola di cioccolatini assortiti della Fabbrica del Cioccolato di Napoli Gay Odin.
L'episodio particolare che invece ha spezzato le mie consuetudini natalizie, è stata l'uccisione di due poveri maiali che ormai giacciono sotto forma di salsicce, salami e quant'altro. Ho assistito al "rito" per la prima volta e nonostante il dispiacere per le due bestie e l'impressione per le loro grida disperate devo ammettere che, "purtroppo", cucinate con i peperoni erano una vera delizia.
Ieri mattina ho tolto gli addobbi natalizi mentre nel pomeriggio sono andata a prendere un caffè al bar con un'amica ritrovata. Passeggiando, nella vetrina di un negozio, ho visto un poncho rosso, meraviglioso...Non ho resistito è l'ho comprato. Non vedo l'ora d'indossarlo! :)
Da oggi si torna ai caffè, allo studio, ai film, a qualche corsetta tempo permettendo, alle letture che attendono da qualche giorno sul comodino, alle tisane della buona notte.
A presto!
Per il resto, prima di Natale ho fatto l'esame di sociologia delle comunicazioni, di cui vi avevo parlato, ed è andato bene...Dopo di che sono stata piacevolmente travolta dalle vacanze. E' venuta a trovarmi, per qualche giorno, una cara amica che non vedevo da tempo, è tornato Michelozzo e poi sono arrivati i miei zii e cugini da Roma, come ogni anno. Inutile dirvi che i giorni sono trascorsi mangiando, bevendo qualche birra al solito pub e del vino, rigorosamente rosso. Nel mio "pacco regalo" ho trovato il nuovo calendario 2010 de il manifesto, la borsa Feltrinelli "il razzismo è una brutta storia", la maglietta di "Pellizza da Gattedo", una bella tazza per tisane, tisane naturalmente e cioccolato equo e solidale, ed una bottiglia di Morellino di Scansano niente male!
Anche quest'anno non è mancata la cena tra amici con finale a casa del generoso amico-pianista che ci ha gentilmente ospitati in seconda serata. Questa volta erano addirittura tre i musicisti (violinista, pianista e violoncellista) e ci hanno allietati con il Trio in mi minore op. 67 del compositore russo Dmitrij Dmitrievič Šostakovič...Il tutto sorseggiando del delizioso Elisir Gambrinus abbinato ad una scatola di cioccolatini assortiti della Fabbrica del Cioccolato di Napoli Gay Odin.
L'episodio particolare che invece ha spezzato le mie consuetudini natalizie, è stata l'uccisione di due poveri maiali che ormai giacciono sotto forma di salsicce, salami e quant'altro. Ho assistito al "rito" per la prima volta e nonostante il dispiacere per le due bestie e l'impressione per le loro grida disperate devo ammettere che, "purtroppo", cucinate con i peperoni erano una vera delizia.
Ieri mattina ho tolto gli addobbi natalizi mentre nel pomeriggio sono andata a prendere un caffè al bar con un'amica ritrovata. Passeggiando, nella vetrina di un negozio, ho visto un poncho rosso, meraviglioso...Non ho resistito è l'ho comprato. Non vedo l'ora d'indossarlo! :)
Da oggi si torna ai caffè, allo studio, ai film, a qualche corsetta tempo permettendo, alle letture che attendono da qualche giorno sul comodino, alle tisane della buona notte.
A presto!
martedì 31 marzo 2009
Women Is Losers

Women is losers
Women is losers, oh
Say honey women is losers.
Well, I know you must try, Lord,
And everywhere
Men almost seem to end up on top.
Oh, if they told you they want you
Say come around by your door.
Whoa I say now, if they don’t desert you,
They’ll leave you and never be here for more.
Oh yeah!
Women is losers
Women is losers
Women is losers, Lord, Lord, Lord!!!
So now I know you must-a know,
Lord, it’s true,
Men always seem to end up on top.
They wear a nice shiny armor
Until there is a dragon for to slay.
Any day now,
Course with men beggin’ to pay ‘em
Then they’ll turn and run away, oh!
Women is losers
Women is losers
Women is losers, Lord, Lord, Lord, Lord!!!
So I know you must-a know, Lord,
Anywhere
Men almost seem to end up on top, oh!
Women is losers, oh
Say honey women is losers.
Well, I know you must try, Lord,
And everywhere
Men almost seem to end up on top.
Oh, if they told you they want you
Say come around by your door.
Whoa I say now, if they don’t desert you,
They’ll leave you and never be here for more.
Oh yeah!
Women is losers
Women is losers
Women is losers, Lord, Lord, Lord!!!
So now I know you must-a know,
Lord, it’s true,
Men always seem to end up on top.
They wear a nice shiny armor
Until there is a dragon for to slay.
Any day now,
Course with men beggin’ to pay ‘em
Then they’ll turn and run away, oh!
Women is losers
Women is losers
Women is losers, Lord, Lord, Lord, Lord!!!
So I know you must-a know, Lord,
Anywhere
Men almost seem to end up on top, oh!
Ritiro il premio Symbelmine gentilmente assegnatomi dall'Alligatore per attività informativa fatta con radicalismo, cultura, sensualità, intelligenza, ironia e un sano spirito dissacrante...Sposando la sua stessa causa.
Come dice il testo di Janis Joplin "Le donne sono perdenti" e, ahimè , lo rimangono tutt'oggi, spesso vittime di una mentalità retrograda ed irriguardosa.
Il mio vuole essere un invito all'emancipazione, alla ricerca di una propria identità, al credere nelle proprie forze...Soprattutto al rispetto per sè stesse.
E' anche un invito a riflettere sul fatto che ogni anno, in tutto il mondo, mezzo milione di donne muore ancora per cause legate alla gravidanza ed al parto, molte non hanno accesso all'istruzione, sono vittime di violenze sessuali e soggette ancora a matrimoni combinati. Potete leggere questo articolo di Anne Chemin pubblicato sull'Internazionale qualche mese fa, Morire di Maternità (tratto da Le Monde), tanto per avere un quadro più chiaro della situazione.
Come dice il testo di Janis Joplin "Le donne sono perdenti" e, ahimè , lo rimangono tutt'oggi, spesso vittime di una mentalità retrograda ed irriguardosa.
Il mio vuole essere un invito all'emancipazione, alla ricerca di una propria identità, al credere nelle proprie forze...Soprattutto al rispetto per sè stesse.
E' anche un invito a riflettere sul fatto che ogni anno, in tutto il mondo, mezzo milione di donne muore ancora per cause legate alla gravidanza ed al parto, molte non hanno accesso all'istruzione, sono vittime di violenze sessuali e soggette ancora a matrimoni combinati. Potete leggere questo articolo di Anne Chemin pubblicato sull'Internazionale qualche mese fa, Morire di Maternità (tratto da Le Monde), tanto per avere un quadro più chiaro della situazione.

Il regolamento prevede di linkare il blog che ha consegnato il premio e premiare, comunicandolo agli interessati, altri 7 blog meritevoli.
Ringrazio nuovamente l'Alligatore e rigiro il premio a:
Ho problemi a contare...Andrò incontro a sanzioni per aver premiato più di sette blogger?
Ma sì! Correrò questo rischio ;)
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domenica 1 febbraio 2009
Cantore, poeta, sciamano

"Si è spento il sole” e comincia la notte, nella notte ci muoviamo e soffriamo, cerchiamo chi ci corrisponda, chi possa darci compagnia di reazione e divita, e dal protettivo rifugio della notte rifiutiamo i sentimenti ricattatori, consci che speranze non sussistono, che non ci sarà un risveglio, che se risveglio dovesse esserci presenterà uno scenario di bruttezza, di rovina, di orrore.
I concerti-spettacolo meno recenti di Vinicio Capossela, tutti di approssimata regia e di grandissima suggestione, attorno a un cantante-attore che sa istintivamente fare teatro e riempire la scena, facevano sfilare costellazioni e stelle sullo schermo-fondale, uno schermo contro il quale il lunare pierrot Vinicio cantava la sua malinconia e la sua (dolce) disperazione muovendosi con la goffaggine di un bambino e con la cautela di un gatto. Il "paesaggio" sonoro e visivo era un no land che, nonostante ipunti fermi e saldi degli strumenti muscali, dell'amico pianoforte e dei compagni di squadra era tuttavia - ed è ancora- una waste land. Dolce, tranquilla disperazione. Anzi saudade alla brasiliana perchè più che l'angoscia del presente e del futuro l'ispirazione e il funambolismo di Capossela ci sembrava mossa da una ben nota (una volta la chiamavano crepuscolare) nostalgia di non si sa cosa, di cui era possibile però intuire alcune componenti e una soprattutto, la nostalgia di uno ieri contadino quando il sole splendeva, quando la comunità esisteva.
Nostalgia di provincia, di ordine della natura e delle cose, di radicamento, di un passato che non si è avuto. Il Sud, il villaggio, la terra, prima dell'emigrazione e dell'esperienza definitiva del "senza casa", e l'illusione che nella notte, tra grida di animali e andar di nuvole e di stelle, qualcosa di quello ieri si potesse ancora incontrare. Esilità e delicatezza dei momenti felici, tristezza dei distacchi e delle lontananze e via via, in un crescendo che diventa euforia, era come se, evocate dalla dolcezza di un canto solitario, di un lamento non lagnoso, dalle tristi ballate fatte di versi sussurrati e sgangherati, la saudade coinvolgesse altri mondi, che recuperasse i richiami di molti ieri e di molti altrove, e filastrocche ossessive e scatenamenti campestri da dopo-fatica, da festa paesana, da balera, da circo e da aia, soprattutto da aia.
Lo stordimento era allora una reazione alla saudade, una fuga dal presente e l'infantile bisogno di intontirsi, per spostarsi e allontanarsi da qui anche se non si sa più dove andare. Recuperi folclorici, lunatiche variazioni sui ricordi del noto, ma anche perlustrazioni del dimenticato, citazioni su citazoni, piccoli plagi ora pudichi e ora spudorati, omaggi su omaggi: ricerca di fratellanze. Ma più vagheggiate che attuate, e più con i morti o i lontani che con i vivi o i vicini. Il nostro grande venerato e amato dagli happy few ma anche al contatto diretto un pò insopportabile Matteo Salvatore! L'amarezza delusa e gridata di Vysotskij e quella spavalda di Tom Waits! Il più festaiolo Louis Prima e il più riminese Fellini! Buscaglione e Conte! Il jazz Prokof'ev! Nino Taranto e Freak Antoni! L'altro Vinicius e Gilberto Gil! Cuco Sanchez e le dimenticate divine del bolero! Kurt Weill e Bregović-Kusturica! Insomma: l'aia, il circo, la balera. Il sabato del villaggio e della città, ma anche la domenica, la festa: la messa, la banda, il gelato e il calcinculo! L'amore infelice, l'amore fuggitivo, l'amore sperato! E naturalmente su altre note Charlot, che aveva esordito sulle scene con l'assai notturno e complicato ritorno a casa dell'ubriaco a cui, forse senza saperlo, Capossela ha reso più volte un omaggio delicato e affettuoso: da un ritorno negato all'altro. L'Eden dell'infanzia, la nostra casa - inutile cercarla, ma come si fa a non cercarla? - non c'è più, e allora: dove mai puoi "tornare"? Mi piacerebbe che Capossela potesse vedere, prima o poi, il film di Nicholas Ray Il temerario (con Robert Mitchum, 1952) dove c'è, ha scritto Wim Wenders dicendo il vero, il più bel "ritorno a casa" della storia del cinema: un ritorno impossibile.
In questa dimensione plurima e vagante le cantilene di Capossela si esasperano e si fanno dionisiache, ma poi torna la notte a chiudersi sul nostro pupazzo di cera ancora afflitto da cuore e sentimenti , e così estraneo alla volgarità, così perdente-cosciente, protetto da una così commuovente e adolescente grazia impacciata e maldestra e ovviamnete da Euterpe, e accompagnato ovviamente dai suoi emblemi e dalle sue voci, dai suoi "monacielli", la Chitarra di Sax la Fisarmonica il Contrabasso...La ricerca della nostra complicità (il pubblico) come unica comunicazione- consolazione possibile si esplicita in un colloquio ahi quanto fragile che finirà all'alba, con lo spuntare del sole, buttandoci fuori dallo spazio magico che il piccolo sciamano sradicato di un'eterna migrazione ha evocato per trascinarci nel suo cerchio a condividere la sua solitudine e malinconia...
Contro ogni birignao da cantautore...E contro ogni compiacenza da seduttore televisivo o "repubblicano" Vinicio Capossela è il triste maschio senz'amore del nostro tempo prefinale, il mite retore dei nostri più intimi disagi, il poeta libero e approssimato, il musicista dei cnto motivati riporti, l'adulto convinto che "l'illusione è il lusso della gioventù", ma che non ce la fa ad invecchiare e a smettere di illudersi. E continua, nella notte, a cercare mani amiche che col sole rifiuta, perchè solo della notte si può fidare e solo nella notte può stare, luogo degli stordimentie di quelle dimenticanze artificiali che sembra prediligere.
Egli ha saputo sempre trovare qualche nota che era anche nostra e di ogni migrante senza più casa, pure quando vorrebbe trovarne e cantarne ben altre, e ci rappresenta e ci canta, imperfetto irresoluto rompibile fugace snervato, e ci accompagna nella interminabile notte in cui molti di noi non vorrebbero trovarsi e da cui ci risveglierà un sole malato e crudele, sbattendoci in faccia tutta la violennza di una realtà insopportabile. La "nuttata" non passerà più.
Ho detto degli spettacoli e dischi del Capossela di ieri, quello delle Canzoni a manovella e di Modì, musicista irrequieto e curioso, poeta ora euforico e ora dolente, attore scoordinato e spontaneo, esploratore insaziabile delle proprie possibilità e di zone dimenticate o, per la nostra tradizione, inedite. E quello di oggi?
Parlando del Capossela di ieri mi è sfuggito il sostantivo "sciamano", che è quello che sembra più contraddistinguere il Capossela di oggi. Cosa è cambiato in lui, cosa troviamo di diverso in Ovunque proteggi? Troviamo che si sono andati precisando in un processo di maturazione artistica raffinatissimo il sincretismo musicale, il sincretismo culturale che lo hanno caratterizzato sin dagli esordi - dentro una logica postmoderna non finta e citazionistica, ma autentica e piagata quanto quelle di scrittori come Siti o Lagioia e di registi come Olmi e Garrone, non commerciale e libresca, modaiola e frigida come in tanti altri inseguitori della più superficiale attualità. ma troviamo anche un altro elemento che ha preso fiato che ha dilagato: il sincretismo religioso.
Ho incontrato di recente per le vie di Napoli un musicista che ammiro, benchè molto ideologico e di conseguenza con un sospetto di opportunismo nella ricerca di un pubblico "di sinistra" (perchè questo pubbllico, inetto sulla lunga durata politica, vuole essere compiaciuto nella sua doppiezza morale e vuole che gli si cantino le rivoluzioni di ieri e di altrove mentre invece difende con costante conformismo comportamentale il suo benesssere e ei suoi privilegi di qui e di adesso) e gli ho detto di aver ascoltato da poco il bel disco ultimo di Vinicio. Mi ha risposto sdegnato che, da quando Vinicio si è messo anche lui a misticheggiare, gli interessa più poco. E' un'opinione che ho sentito più volte a proposito del Vinicio recente, e che mi pare confonda in uno stesso calderone la stupidità new age dei consolati e confortati e la sofferta inquietudine degli sconsolati e confortati. In sostanza, Vinicio Capossela ha "scoperto" qualcosa che tutti dovremmo ben sapere da tempo, essendo da tempo usciti, o scacciati dalla storia, dalle illusioni dette marxiste e dalla convinzione ebraico-cristiana-musulmana che l'uomo sia al centro dell'universo, una creatura privilegiata fatta da Dio a sua immagine e somiglianza...
Rispetto a Marx abbiamo dovuto, volenti o nolenti, fare dei passi indietro (indietro?) per rincontrare Darwin, anche lui usabile a destra - il darwinismo sociale - come a sinistra - la coscienza della nostra eredità e condanna animale, l'imperfezione della nostra evoluzione, il posto che occupiamo sulla terra diventanto abusivo e distruttivo della terra tutta, il ritorno alla nuda lotta per la vita e alla nuda legge del più forte...E un altro passo indietro (indietro?) abbiamo dovuto fare, volenti o nolenti rispetto a Freud, perchè dalle speranze "positiviste" di Freud abbiamo dovuto espungere le idee di una possibile guarigione. Abbiamo dovuto rileggere Jung e ripensare agli archetipi, incontrando anche in questo un uso "di destra" di Jung e uno "di sinistra", per intenderci quello dei veri pochi grandi del postmoderno cinematografico odierno, Tsai Ming Liang e Cronenberg, Lynch e Ciprì e Maresco, e quel Kaurismaki che ci sembra l'artista non italiano più "affine" nell'animo al nostro Capossela. Ma dobbiamo anche riconoscere che Marx non ha mai avuto ragione quanto oggi quando di che "tutto è economia" e Freud non ha mai avuto ragione quanto mette in guardia dalla precisa possibiliatà - che vale per il singolo e vale per la società e per l'umanità tutta, vale per l'uomo - che l'istinto di morte prevalega sull'istinto di vita. Con buona pace dell'amico napoletano, è con questi dati di fatto che tutti abbiamo dovuto o dobbiamo fare i conti. E il disagio che ne deriva - chiamiamolo semplicemente fallimento della storia e dell'uomo, del progresso e della civiltà - ci impone di ridiscutere le fondamenta delle nostre convinzioni, la loro inadeguatezza a interpretare il presente (e la paura che deriva, di un futuro incontrollabile), e di ritornare alle domande fondamentali: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo.
Quel che Capossela va facendo è infine questo, porsi queste domande. In modo senza dubbio confuso, ma chi non è confuso, oggi, se non si accontenta delle menzogne correnti e se si ferma a pensare?
Il sincretismo musicale si accoppia molto bene al sincretismo religioso o filosofico, nell'opera attuale di Capossela. E l'inno alla Resurrezione del Figlio dell'Uomo, del Gioia, nel più straordinario pezzo musicale creato da un musicista italiano di oggi, credo non solo "canzonettista" o cantautore, va di pari passo, con il suo entusiasmo, con la cupa constatazione "spessottiana che siamo figli di Adamo ed Eva, che non siamo venuti dal cielo, che dall'Eden siamo stati cacciati da tempo e, nella Storia abbiamo perduto da tempo la nostra primogentura, abbiamo distrutto con le nostre stesse mani la possibilità di trovare un equilibrio con la nostra animalità, un futuro per la nostra specie che potesse essere di armonia con il contesto ambientale, animale e vegetale, e con i nostri simili diversi da noi per vicende e per contesti, per Capossela, e vuol dire non siamo Abele siamo Caino, o siamo figli di Caino - il primo assassino, ma anche il costruttore di città e dissodatore del futuro.
Il più recente spettacolo di Vinicio Capossela comincia nel fervore e nell'eccitazione, nell'ebbrezza e nell'ardore, benchè attraversati da una grande irrequietezza che sembra placarsi nella nostalgia e negli assolo della malinconia, a tu per tu con il piano, nella solitudine della voce, nell'eco dei boleri di un tempo. Poi ecco di nuovo un'euforia più malata che mai. L'io esce da se medesimo, e non si accontenta del proprio quieto soffrire, vuole ancora confrontarsi con la storia e con il mondo. Ma dando per scontata la propria sconfitta. Ma restando ostinatamente curioso- e voglioso di festa e di resurrezione.
Non è poco, per un cantautore dell'Italia 2006, così disfatta stupida corrotta, distruttiva-autodistruttiva. Forse è eccessivo e può apparire talvolta "sottoculturale" il sincretismo filosofico-religioso di Capossela. E "senza metodo". Ma a quest'anima in pena e in cammino, che ama la vita e non si arrende alla morte e che così spesso sa parlare ad altre anime in pena e in cammino che amano la vita e non si arrendono alla morte, si può perdonare, si deve perdonare molto, moltissimo.
(scritto di Goffredo Fofi, tratto da Vinicio Capossela -"Niente canzoni d'amore")
p.s. speriamo non faccia la stessa fine di Giovanni Lindo Ferretti!
sabato 27 dicembre 2008
Disoccupate le strade dai sogni

"Dormite, dormite, gente pasciuta e attonita della mia Germania, e anche voi dell'Europa, gente ben pensante, dormite sereni, come morti. Il mio grido non vi può svegliare... Non si svegliano gli abitatori di un cimitero"
Tratto da Ulrike Meinhof...Sesso...femminile...comunista di Dario Fo e Franca Rame...In quarta di copertina sul libro di Alois Prinz, Disoccupate le strade dai sogni regalatomi da Michele insieme ad una stupenda borsa in pelle di un bel rosso magenta.
Oltre ad essere la biografia di Ulrike Meinhof, è un "viaggio alla scoperta di una delle stagioni più dibattute della storia recente, dove una rigorosa ricostruzione si accompagna alle voci dei protagonisti e di intellettuali come Camus, Hesse, Brecht, Böll, Adorno, Sartre, Feltrinelli e Wagenbach". Disoccupate le strade dai sogni è il titolo di un album di Claudio Lolli del 1977, oltre che un verso della canzone Incubo numero zero in cui parla della Meinhof.
Spero che oggi avrò finalmente un pò più di tempo per leggerlo...
In questi ultimi tre giorni non ho avuto un attimo di respiro, queste festività sono a dir poco invadenti, sconvolgono le sane abitudini. Diventano pesanti, in tutti i sensi, soprtattutto per chi come me è abituato a passare parte del suo tempo da solo. Non fraintendetemi, ho adorato poter stare in compagnia dei miei cari ma realizzo sempre più di aver assoluto bisogno dei miei spazi e soprattutto dei miei momenti di silenzio per star bene...
Fortunatamente sono riuscita a trovare un paio d'ore per vedere Persepolis, film d'animazione storico-autobiografico, premiato al festival di Cannes 2007, della fumettista iraniana Marjane satrapi, costretta a lasciare la sua famiglia e ad espatriare in Francia per fuggire da un regime sempre più oppressivo. Attraverso gli occhi di Marjan, bambina di nove anni, si assiste alla Rivoluzione Iraniana ed all'ascesa al potere dei fondamentalisti islamici...
Non aggiungo altro e v'invito vivamente a vedere questa geniale sintesi di qualità grafica, difesa dei diritti, di dolore e d'ironia...Se siete interessati potete leggerne la trama qui.
Vi auguro di trascorrere nel migliore dei modi le restanti vacanze e vi abbraccio tutti con affetto.
A presto miei cari...
Oltre ad essere la biografia di Ulrike Meinhof, è un "viaggio alla scoperta di una delle stagioni più dibattute della storia recente, dove una rigorosa ricostruzione si accompagna alle voci dei protagonisti e di intellettuali come Camus, Hesse, Brecht, Böll, Adorno, Sartre, Feltrinelli e Wagenbach". Disoccupate le strade dai sogni è il titolo di un album di Claudio Lolli del 1977, oltre che un verso della canzone Incubo numero zero in cui parla della Meinhof.
Spero che oggi avrò finalmente un pò più di tempo per leggerlo...
In questi ultimi tre giorni non ho avuto un attimo di respiro, queste festività sono a dir poco invadenti, sconvolgono le sane abitudini. Diventano pesanti, in tutti i sensi, soprtattutto per chi come me è abituato a passare parte del suo tempo da solo. Non fraintendetemi, ho adorato poter stare in compagnia dei miei cari ma realizzo sempre più di aver assoluto bisogno dei miei spazi e soprattutto dei miei momenti di silenzio per star bene...
Fortunatamente sono riuscita a trovare un paio d'ore per vedere Persepolis, film d'animazione storico-autobiografico, premiato al festival di Cannes 2007, della fumettista iraniana Marjane satrapi, costretta a lasciare la sua famiglia e ad espatriare in Francia per fuggire da un regime sempre più oppressivo. Attraverso gli occhi di Marjan, bambina di nove anni, si assiste alla Rivoluzione Iraniana ed all'ascesa al potere dei fondamentalisti islamici...
Non aggiungo altro e v'invito vivamente a vedere questa geniale sintesi di qualità grafica, difesa dei diritti, di dolore e d'ironia...Se siete interessati potete leggerne la trama qui.
Vi auguro di trascorrere nel migliore dei modi le restanti vacanze e vi abbraccio tutti con affetto.
A presto miei cari...
venerdì 28 novembre 2008
martedì 14 ottobre 2008
Lullaby
Lo scorso fine settimana sono andata a Roma, con l'allegra combriccola di mio fratello, a trovare degli amici che non vedevo da tempo.
Come si dice :"tutte le strade portano a Roma", e fin qui tutto ok...
Ma una volta giunti a Roma?
Ve lo dico io: PANICO!
E dire che avevamo anche il navigatore satellitare che però non faceva altro che ripeterci con una registrazione odiosa: "Ricalcolo percorso...Ricalcolo percorso!".
Ah! Vecchie, amate cartine geografiche...
Raggiunti i nostri due amici siamo andati un pò in giro, passando da piazza S. Giovanni dove c'erano in concerto i Cure, purtroppo al Coca-Cola Live...
Siamo arrivati alla fine, proprio quand'è iniziata Lullaby!
Fantastici!
La mattina seguente siamo ripartiti, dopo aver dormito a stento due ore...Ma ne è valsa davvero la pena, avevo proprio bisogno di staccare un pò.
Intanto sono toranata alla mia routine di studio e ieri sera ho visto un filmetto niente male Tutta la vita davanti di Paolo Virzì...
Buona vita a tutti!
p.s.Mi è dispiaciuto molto aver mancato per poco la manifestazione dell'11, mannaggia!!!
Come si dice :"tutte le strade portano a Roma", e fin qui tutto ok...
Ma una volta giunti a Roma?
Ve lo dico io: PANICO!
E dire che avevamo anche il navigatore satellitare che però non faceva altro che ripeterci con una registrazione odiosa: "Ricalcolo percorso...Ricalcolo percorso!".
Ah! Vecchie, amate cartine geografiche...
Raggiunti i nostri due amici siamo andati un pò in giro, passando da piazza S. Giovanni dove c'erano in concerto i Cure, purtroppo al Coca-Cola Live...
Siamo arrivati alla fine, proprio quand'è iniziata Lullaby!
Fantastici!
La mattina seguente siamo ripartiti, dopo aver dormito a stento due ore...Ma ne è valsa davvero la pena, avevo proprio bisogno di staccare un pò.
Intanto sono toranata alla mia routine di studio e ieri sera ho visto un filmetto niente male Tutta la vita davanti di Paolo Virzì...
Buona vita a tutti!
p.s.Mi è dispiaciuto molto aver mancato per poco la manifestazione dell'11, mannaggia!!!
sabato 4 ottobre 2008
Zabriskie Point
Questa è la scena finale del film di Michelangelo Antonioni "Zabriskie Point"...
Se avete cinque minuti guardatela...E' di grande effetto! Penso vi piacerà.
In questa scena:"scatta, fuori d’ogni logica narrativa tradizionale...Il furore profetico di Antonioni. Daria immagina che un’esplosione termonucleare distrugga la villa.
La ripetizione dell’esplosione, così compiaciuta e così spietata, fa intendere che per Daria la villa è il simbolo dell’intera civiltà consumistica e conferma, se ce n’era bisogno, che il film non è soltanto una storia d’amore ma anche e soprattutto, l’espressione di un sentimento di aspro e polemico rifiuto, secondo la tradizione europea del rispetto della persona umana...
Tutta l’originalità di Zabriskie Point sta in questo finale, in questa profezia del disastro atomico che"punirà” la civiltà consumistica...La ripetizione dell’esplosione, così compiaciuta e così spietata, fa intendere che per Daria la villa è il simbolo dell’intera civiltà consumistica e conferma, se ce n’era bisogno, che il film non è soltanto una storia d’amore ma anche e soprattutto, l’espressione di un sentimento di aspro e polemico rifiuto, secondo la tradizione europea del rispetto della persona umana...
Chiaramente, l’America è apparsa ad Antonioni come il luogo dove il fine, cioè l’uomo, diventa il mezzo e il mezzo, cioè il profitto, diventa il fine. Dove le cose valgono più delle persone benché siano prodotte per le persone. Dove, infine, questo capovolgimento funesto dei valori è avvenuto per così dire"in buonafede”, per le vie misteriose di un bene (la civiltà industriale) che alla fine si è rivelato un male...Insomma l’America è un luogo arido come il deserto di Zabriskie Point, in cui è impossibile amare ed essere amati. Ma cos’è l’amore se non la vita stessa nella sua forma originaria?Dunque l’America, così com’è oggi, è ostile alla vita."
Ho voluto riportare alcune parti dell'efficace recensione di Alberto Moravia su questo film/capolavoro del 1970. Il fantastico brano musicale, colonna sonora dell'ultima parte della pellicola, è dei Pink Floyd.
"Come In Number 51, Your Time Is Up"
In a churchyard by a river,
Lazing in the haze of midday,
Laughing in the grasses and the graze.
Yellow bird, you are alone in singing and in flying on,
In and in leaving. Willow weeping in the water,
Waving to the river daughters,
Swaying in the ripples and the reeds.
On a trip to Cirrus Minor, saw a crater in the sun
A thousand miles of moonlight later.
Buon fine settimana...
Buon fine settimana...
lunedì 15 settembre 2008
Mazèr
Non a caso ho messo una foto del Mazèr di annata 2004 ("mazèr" in valtellinese significa buono, bello e generoso), un ottimo vino DOCG della Valtellina Superiore gustato ieri sera con il mio Michele. L'abbiamo accompagnato con un'insalata di farro ed un misto di formaggi e salumi, concludendo con un delizioso dolce della casa.
Come ciliegina sulla torta il cd in sottofondo di Stefano Bollani...
Un'atmosfera sublime.
Siamo andati nella nostra ormai affezionata vineria invernale che da poco ha riaperto dopo le ferie estive...E' stato bello tornarci e poi mi ha ricoradato le allegre seratine trascorse qualche tempo fa.
Da oggi credo di poter dire che l'Estate è finita (poi, in realtà, con questi sbalzi di temperatura non se ne capisce più niente). Non parlo con tristezza, adoro l'autunno con i suoi colori e quell'aria fresca e frizzantina che mi da sollievo e soprattutto tanta energia.
Mi sento carica di buoni propositi, speriamo bene.
Intanto oggi è iniziata un'altra intensa settimana...
Buon lavoro e buono studio a tutti!
Un'atmosfera sublime.
Siamo andati nella nostra ormai affezionata vineria invernale che da poco ha riaperto dopo le ferie estive...E' stato bello tornarci e poi mi ha ricoradato le allegre seratine trascorse qualche tempo fa.
Da oggi credo di poter dire che l'Estate è finita (poi, in realtà, con questi sbalzi di temperatura non se ne capisce più niente). Non parlo con tristezza, adoro l'autunno con i suoi colori e quell'aria fresca e frizzantina che mi da sollievo e soprattutto tanta energia.
Mi sento carica di buoni propositi, speriamo bene.
Intanto oggi è iniziata un'altra intensa settimana...
Buon lavoro e buono studio a tutti!
mercoledì 10 settembre 2008
Cordepazze

Dedico questo post a degli amici, "le Cordepazze", che con talento e tantissimo impegno stanno costruendo la loro strada...Dopo aver vinto il premio Fabrizio De Andrè 2007 questa sera saranno a Provvidenti (CB) per partecipare al Premio Tenco. Naturalmente ci sarò anch'io!
Augurando loro un in bocca al lupo vi lascio...
Se ne avrete voglia potrete ascoltare qualche loro pezzo qui, meritano davvero!
A presto :)
Augurando loro un in bocca al lupo vi lascio...
Se ne avrete voglia potrete ascoltare qualche loro pezzo qui, meritano davvero!
A presto :)
mercoledì 7 maggio 2008
lunedì 7 aprile 2008
La double vie de Véronique...Che Film!
martedì 15 gennaio 2008
giovedì 10 gennaio 2008
Come le Viole...

Le vacanze, anche un pò prolungate, sono finite.
Si sono concluse con una bella mostra, con catalogo in regalo, ed una bella serata a taralli e vino...
Le abbuffate che mi aspettavo alla fine si sono ridotte al Natale, sfortuna ha voluto che il primo giorno dell'anno avessi la febbre, anche abbastanza alta. E' stato comunque un accogliente e tenero Capodanno...Meglio di quanto potessi aspettarmi!
Ho avuto anche il piacere di rincontrare una cara amica per caso, in un negozietto, il destino non smette mai di stupire!
Ieri, altra sorpresa, ho rivisto quel simpaticone di Pasquale e la mia fedele compagna di lunghe passeggiate estive in bicicletta, Sascya.
Maria Assunta è tornata a Pisa.
Le vere amicizie non si dimenticano.
Per il resto tutto scorre.
Mio fratello mi fa impazzire, di tanto in tanto, anche se gli voglio sempre tanto bene.
Ho ricominciato a studiare per i prossimi esami e ripreso la solita routine.
Michele è tornato nella sua Siena.
Vi lascio con un paio di versi della canzone di un certo Peppino Gagliardi-Sanremo 1972 che ho conosciuto grazie all'interpretazione di Giuliano Palma:
"...Come le viole anche tu ritornerai La primavera con te riporterai..."
Un affettuoso saluto a tutti!
lunedì 26 novembre 2007
Una buonanotte a tutti...
...Purtroppo non ho avuto molto tempo e non ho neanche molto da raccontare ma credo che una bella "Ninnananna" come questa possa far piacere...
La stavo ascoltando prima di andare a dormire.
Domani mi aspetta un'altra lunga giornata!
Camminavo vicino alle rive del fiume
nella brezza fresca
degli ultimi giorni d'inverno
e nell'aria andava una vecchia canzone
e la marea danzava correndo verso il mare
A volte i viaggiatori si fermano stanchi
e riposano un poco
in compagnia di qualche straniero
chissà dove ti addormenterai stasera
e chissà come ascolterai questa canzone
Forse ti stai cullando al suono di un treno,
inseguendo il ragazzo gitano
con lo zaino sotto il violino
e se sei persa
in qualche fredda terra straniera
ti mando una ninnananna
per sentirti più vicina
Un giorno, guidati da stelle sicure
ci ritroveremo
in qualche angolo di mondo lontano,
nei bassifondi, tra i musicisti e gli sbandati
o sui sentieri dove corrono le fate
E prego qualche Dio dei viaggiatori
che tu abbia due soldi in tasca
da spendere stasera
e qualcuno nel letto
per scaldare via l'inverno
e un angelo bianco
seduto vicino alla finestra
Modena City Ramblers
giovedì 20 settembre 2007
venerdì 7 settembre 2007
L'autunno è alle porte...
Questa sera ,alla festa dell'Unità d'Isernia, ci saranno i Modena City Ramblers...che bello!!!
Colgo l'occasione per fare un omaggio a questo fantastico gruppo con una loro canzone che adoro in particolar modo,in quest'atmosfera deliziosamente autunnale un pò in anticipo:
Canto di Natale
Signora dei vicoli scuri dal vecchio cappotto sciupato Asciugati gli occhi e sorridi c'è un altro Natale alle porte Non senti le grida e le voci e qualcosa di strano nell'aria Anche i muri ingrigiti dei vicoli splendono sotto la luna Ti ricordi c'incontrammo in un giorno di neve e di freddoE la sera ci facemmo un bicchiere di scura ed un giro di walzer Con tanti saluti ad un altro NataleSignora dei vicoli scuri abbracciami forte stasera Anche i gatti festeggiano a volte e cantano sotto le stelle Dimentica il freddo le lacrime e le scarpe coperte di fango E il destino di un vecchio ubriacone cullato dal canto del vento Ti ricordi c'incontrammo in un giorno di neve e di freddo E stasera ci faremo un bicchiere di scura ed un giro di walzer Con tanti saluti ad un altro Natale. Signora dei vicoli scuri non mollare la lotta Verranno momenti migliori il tempo è una ruota che gira Vedremo le rive del mare in un giorno assolato d'estate Scoleremo cinquanta bottiglie al riparo di un cielo lontano Ti ricordi c'incontrammo in un giorno di neve e di freddoE stasera ce ne andremo a ballare per strade e a brindare un saluto E un cordiale fanculo ad un altro Natale.
(illustrazione di Arthur Rackham)
domenica 15 luglio 2007
Napule é ...
...Napule è mille culure Napule è mille paure Napule è a voce de' criature che saglie chianu chianu e tu sai ca nun si sulo. Napule è nu sole amaro Napule è addore 'e mare Napule è 'na carta sporca e nisciuno se ne importa e ognuno aspetta a' ciorta.
Napule è 'na cammenata inte viche miezo all'ato Napule è tutto 'nu suonno e 'a sape tutti o' munno ma nun sanno a verità.
Napule è mille culure (Napule è mille paure) Napule è 'nu sole amaro (Napule è addore e' mare) Napule è 'na carta sporca (e nisciuno se ne importa) Napule è 'na camminata (inte viche miezo all'ato) Napule è tutto nu suonno (e a' sape tutti o' munno)...
Pino Daniele
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