<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348</id><updated>2009-12-09T21:00:55.937+01:00</updated><title type='text'>cronopios e famas</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default?orderby=updated'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25&amp;orderby=updated'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>163</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-6125775919111280883</id><published>2009-12-08T11:16:00.015+01:00</published><updated>2009-12-08T20:35:34.339+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='M.A.D.R.E.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cemento'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Napoli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='M.E.R.D.A.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='graffiti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cyop-Kaf'/><title type='text'>La menzogna come collante sociale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/Sx6Aq0U8uLI/AAAAAAAAA2s/ygi2IFgf1tk/s1600-h/Cyop+e+Kaf.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/Sx6Aq0U8uLI/AAAAAAAAA2s/ygi2IFgf1tk/s400/Cyop+e+Kaf.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5412905275235285170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Camminando per le strade di Napoli da ogni angolo sbucano immagini di bare animate, polli volanti, pulcini giganti, cervelli che piovono dal cielo con il paracadute...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;No, non preoccupatevi, non sto delirando voglio soltanto parlarvi di &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.cyopekaf.org/"&gt;Cyop e Kaf&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;, molti di voi probabilmente non avranno mai sentito parlare di loro. Sono due misteriosi &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;writers&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;streetartists&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;, anche se non amano essere definiti tali (si arrabbiano per qualunque etichetta!) che con i loro graffiti fanno una pungente critica alla società locale e non solo a quella. In un 'intervista per un giornale locale lo stesso Cyop afferma: "&lt;/span&gt;&lt;span align="justify"  style="font-family:arial;"&gt;&lt;em&gt;Non faccio il writing, il writing è un'altra cosa. I writers sono quelli che scrivono il proprio nome sul muro. Io faccio l'agitatore culturale.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;" &lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Nel 2007 i due artisti circondano di graffiti ed installazioni il museo &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.museomadre.it/index.cfm"&gt;M.A.D.R.E.&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; (Museo d'Arte Contemporanea Donna Regina) in segno di protesta poichè colmo di opere d’arte straniere (Hirst, Kounellis o Gormley ed altri) mentre a loro, &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;artisti della città, non viene dato alcuno spazio: &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;em&gt;"gli spazi per fare arte a Napoli non te li da nessuno, soprattutto se lanci messaggi spiacevoli alle istituzioni&lt;/em&gt;". &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Come ulteriore segno di opposizione chiamano M.E.R.D.A. (Museo Aperto della Rivolta Est-etica) il loro personale museo d'arte, anagrammando anarchicamente il nome dell’oggetto delle proprie critiche. &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/arte_e_cultura/2009/21-aprile-2009/collettiva-senza-artisti-sud-museo-diventa-madre-snaturata-1501209552868.shtml"&gt;Questo&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; è un articolo del Corriere del Mezzogiorno sulla disputa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il 13 Novembre c'è stata a Napoli la loro ultima mostra "Permesso di soggiorno" all'Operagallery di via Bellini. Quella del 6  Giugno (&lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.cyopekaf.org/flyer.jpg"&gt;Cemento - la menzogna come collante sociale&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;) invece si è  tenuta a Quarto (Na) all'ex macello, ex centro sociale ed ora neodiscarica...&lt;/span&gt;   &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto è partito da un luogo che conoscevamo bene. Lì vicino c’era l’unico centro sociale della zona, un macello comunale che dopo aver macellato una bella fetta di denaro pubblico era diventato ex ancor prima di avere prodotto una sola bistecca. Il centro sociale ha continuato le sue attività per un paio d’anni, poi, caso singolare ma tipico dei giorni nostri, non è stato sgombrato dalla polizia, è più semplicemente imploso. Ora è stato trasformato in un sito di raccolta dei rifiuti ingombranti attorno al quale gravitano decine di microdiscariche abusive.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Siamo a Quarto, Napoli. Più di cinquantamila abitanti. Lo scenario è quello tipico della maggior parte dell’hinterland: case alte non più di tre quattro piani e solo da poco trasformate, grazie alle leggine di Berlusconi I e II in – udite udite – sottotetti termici, sottospecie di baite di montagna, tanto che scherzando qualcuno oggi la chiama Quarto d’Ampezzo. E poi cos’altro: ferrovia e droga per evadere, negozi di abbigliamento, parrucchieri, bar, centri scommesse, e due centri commerciali. Il primo, Le Campane, a riguardarlo dopo aver visto quello nuovo l’Ipercoop – vero orgoglio della città – sembra una vecchia salumeria dell’angolo.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ora, dovete sapere che per far arrivare la gente all’Ipercoop si dovevano costruire strade nuove. È chiaro, è giusto. Altrimenti i fondi europei a che servono? Già c’era un raccordo con la tangenziale che portava direttamente a Quarto senza passare per l’uscita di Pozzuoli-via Campana che l’ozono solo sa quanto traffico creava, ma per tutti gli anni Ottanta e Novanta è rimasto chiuso. Era completato, noi ci andavamo a giocare a pallone. Il campo poteva essere lungo quanto si voleva ed era bellissimo stendersi sulla strada deserta o guardare dall’alto dei suoi piloni. Era lì, bello e pronto e non veniva aperto. Perché offrire un servizio se nessuno ci guadagna niente? Qualche anno dopo la sua inaugurazione ci hanno piazzato accanto il centro commerciale. Questo fatto a noi sembra quel che si chiama Pianificazione. Chi dice che non se ne faccia a queste latitudini? E si pianifica solo se si ha un’idea di sviluppo. Alla base di quest’idea c’è l’assioma principe della modernità: Più tutto uguale Più felicità.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;A noi quest’equazione, farebbe solo sorridere se non ne avessimo ogni giorno sotto gli occhi le tragiche conseguenze e se non vedessimo l’adesione quasi totale delle persone a questo modello di sviluppo. Così, andando a dipingere sotto le fondamenta di questo simbolo delirante, ci chiedevamo: cosa tiene ancora unita la società socialconsumisticocapitalista? Soprattutto alla luce del disastro dei rifiuti che ne riassumeva la follia.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Non ne siamo sicuri, ma ci è venuto in mente la menzogna. Si narra che tempo fa avessero le gambe corte. Ma oggi? Le bugie sono dei pilastri, e in quanto tali fatte di poderose colate di cemento. Ciò che viene compattato da questa gettata è, dunque, un’umanità frammentata e prossima all’evaporazione. Uomini-goccia, mare disperso scientificamente che sopravvive facendo finta. Finta di che? Di credere. Alle notizie, ai mass-media, alle celebrazioni auto narranti dei social network, alle statistiche, ai numeri, a Dio.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Non che giornali, tv, internet non dicano la verità. Diciamo solo che è grattugiata, sparsa qua e là, e si fa fatica a isolarla dal resto, così, nel caso dei cinici (o disincantati) si finisce col non credere più a nulla (tutte cazzate), e nel caso degli ingenui (o gli indifesi) col credere a tutto (l’ha detto la tv).&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Quello che ci inquieta non è la bugia in sè, che – detto tra noi – può essere divertente e talvolta anche utile, “…dicci chi era che lo condanniamo a morte / e che ne so chi l’ha visto…”, ma l’indistinto nel quale queste bugie si vanno a inserire. L’adesione acritica a questo mentire generalizzato scambiato per il vero. La bugia non come altro piatto della bilancia, ma come misura che rende irrilevante il peso di ogni altra visione del mondo.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ritornando a noi, vi invitiamo a venire a vedere, ancora meglio, a sentire, il lavoro che abbiamo realizzato negli ultimi tre anni in quel luogo, con il prezioso contributo di alcuni dei nostri più cari amici. Anche dipingere è finzione certo, ma come ha scritto qualcuno: “Solo la poesia non vive che di finzione. È una menzogna continua che ha tutti i caratteri della verità. Non esistono inganni, né fraintendimenti: affrontare un testo, un’opera d’arte, un film, significa accettare di credere all’esistenza di realtà inesistenti, accettare di cortocircuitare i campi semantici delle proprie parole, accettare di discutere i propri pregiudizi”.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;La nostra finzione è anche un invito a non aderire alla nuova ideologia interplanetaria che si diffonde inesorabile al grido di: Bugie di tutto il mondo, uniteci!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;(comunicato stampa di Cyop&amp;amp;Kaf reperibile sul loro &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.cyopekaf.org/"&gt;sito&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-6125775919111280883?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/6125775919111280883/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=6125775919111280883' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/6125775919111280883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/6125775919111280883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/12/la-menzogna-come-collante-sociale.html' title='La menzogna come collante sociale'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' 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type='text'>Orrore Quotidiano...</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/twRNCHOmji0&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/twRNCHOmji0&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-9133384274918219118?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/9133384274918219118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' 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xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-5808005381061931110</id><published>2009-12-02T00:58:00.010+01:00</published><updated>2009-12-03T13:15:57.867+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divagazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Foto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Curiosità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Loop'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ego'/><title type='text'>La (ri)generazione cyber</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SxbsqI4RMZI/AAAAAAAAA2U/DMkCb4E1n80/s1600-h/Guy+Le+Querrec+1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 268px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SxbsqI4RMZI/AAAAAAAAA2U/DMkCb4E1n80/s400/Guy+Le+Querrec+1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5410772211014381970" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Dopo una giornata di studio "matto e disperato" finalmente mi concedo un pò di relax e passo a salutarvi...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ho letto sul numero di &lt;a href="http://www.looponline.info/"&gt;Loop&lt;/a&gt; del mese scorso un articolo che ho trovato particolarmente interessante, ve lo riporto così potrete dirmi cosa ne pensate. La rivista mi è piaciuta, è stata una  bella sorpresa. Tra i tanti vi scrive Franco Berardi (Bifo), del quale ultimamente ho letto&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;anche&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Mutazione e cyberpunk&lt;/span&gt;, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Immaginario e tecnologia degli scenari di fine millennio&lt;/span&gt;, sempre per l'esame di sociologia delle comunicazioni, ma anche Massimo Carlotto ed i Wu Ming!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Sto scrivendo una tesina per l'esame sulla netwar zapatista e la rete di solidarietà internazionale, nonchè su Internet come luogo di sperimentazione politica internazionale. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Se sarò soddisfatta del risultato magari dopo l'esame ve la farò leggere! &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Speriamo bene&lt;/span&gt;!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Intanto vi auguro una buona lettura per l'articolo di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Giusi Palomba&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;"Siamo stati tutti feriti, in&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; profondità. Abbiamo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; bisogno di rigenerazione,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; non di rinascita".&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; Era il 1985 e Donna&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; Haraway, nel suo Manifesto&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; Cyborg, esprimeva&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; in questo modo la necessità&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; di ripensare e ricominciare a narrare&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; il corpo, in particolare quello femminile,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; ancora e nonostante tutto fissato in&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; stereotipi obsoleti. Irrompeva nell'immaginario&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; l'ibrido cyborg in cui la tradizionale&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; opposizione uomo/donna è superata&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; da un'opposizione più generale: umano/&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;animale, organismo/macchina. Poco&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;più tardi - siamo negli anni Novanta - ii collettivo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; VNS Matrix, nato in Austraiia e composto&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; da Francesca da Rìmini, Josephine&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; Starrs, Julianne Pìerce e Virginia&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; Barratt, esibiva in rete un vasto repertorio di slogan tecnofili e visionari. Le Brave New Girls, "terminator del codice morale", "mercenarie del viscidume", inneggiavano al boicottaggio dei "giocattoli dei tecnocowboys" e dichiaravano la loro volontà di "rimappare il cyberspazio". Il gruppo si sarebbe sciolto nel 1998, non prima di aver immesso in rete  una massiccia dose di messaggi folgoranti.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Le componenti raccontavano che l'intento principale delle attività di VNS Matrix, oltre a quello di divertirsi e combattere la noia, era il coinvolgimento delle donne in rete, anche e soprattutto attraverso l'uso di una corporeità prorompente con slogan come "succhiami il codice" che servissero a sovvertire l'idea del virtuale come immateriale. Il cyberfemminismo, sin dalla sua prima sistematizzazione teorica, ha sempre rifiutato la gabbia delle definizioni.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Dal 20 al 28 settembre 1997 a Kassel in Germania, si riuniva la Firsi Cyberfeminist lnternational, che avrebbe prodotto un manifesto sviluppato per negazioni. Nelle famose 100 antitesi, veniva individuato tutto ciò che il cyberfemminismo non era: "Cyberfeminism is not ideology;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;cyberferninism ist keine theorie; cyberfeminism is not complete; cyberfeminism is not error&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;101; cyberfeminism is not anti-male; cyberfeminismo&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;no es uns frontera; cyberferninism is not maternalistic; cyberfeminism is not without connectivity; cyberfeminism has not only one language; cyberfeminism is not about boring toys for boring boys; cyberfeminism is not a picnic; cyberfeminism is not romantic; cyberfeminism is not a trauma; cyberfeminism is not a fake; cyberfeminism has not only one language".&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Impregnato di vitale ironia, il cyberfemminismo non si riconosceva in un movimento, ma in un'attitudine: il corpo cyborg, sostiene Donna Haraway, "non cerca un'identità unitaria", e proprio per questo non è limitato dall'identità unitaria. Sostanziando tale corpo in incursioni programmate e non in ambienti virtuali come le chat oppure i MUD (Multi User Dimension), realtà virtuali multi-partecipanti antesignane dell'odierna Second Life, le cosiddette "Donne Infuriate" sperimentavano gli slittamenti di genere e ricavavano dati per la ricerca. Da quellee sperienze emersero anche numerosi spunti di riflessione in merito alla facilità con cui in rete si possono replicare esattamente le dinamiche della vita reale: attenzioni indesiderate, avances, messa in discussione dell'identità sessuale davanti a comportamenti non conformi. Tuttavia una definizione del proprio percorso, anche se non rigida, è fondamentale per comunicare una strategia politica, per creare solidarietà tra le parti coinvolte, nonché per far sì che i contenuti risultino intelligibili ai soggetti potenzialmente interessati. Faith Wilding, artista multimediale e scrittrice americana che partecipò alla First Cyberfeminist International, comprese il problema e denunciò il rischio di autoreferenzialità in un momento storico, quello degli anni Novanta, ancora tutto proteso verso la realizzazione dell' alfabetizzazione informatica e la lotta per l'accesso globale alle tecnologie. Nel primo cyberfemminismo, i messaggi apparivano a qualcuno privi di mittente, destinatario e contesto. Tali critiche non impedivano comunque che fosse riconosciuta nello spazio virtuale la grande occasione per il femminismo. E l'obiettivo coincideva col punto di partenza, ovvero il superamento del concetto di corpo biologico ed estetico tramite la partecipazione diretta al mondo mediatico. Negli anni zero, con la crisi del capitalismo, anche la falsa emancipazione delle donne che si sono legate al paradigma soldi-carriera-affermazione di sé, mutuato dall'universo maschile, è in crisi. Questo perché le donne sono rimaste intrappolate in un sistema mediatico chiuso, in cui subiscono le conseguenze dell'aver rinunciato alla tecnologia, alla creatività e alla definizione o non-definizione degli spazi e dei tempi, occupandosi soltanto di  integrare se stesse in un insieme di valori predeterminati. Non è un caso che la gestione degli spazi, dei tempi, e la scansione del lavoro e del tempo libero siano sempre difficili per le donne. D'altra parte anche la scelta di negare il proprio corpo come soggetto desiderante e sessuato, rappresentazione parziale del femminismo che è rimasta fissata nell'immaginario comune, e ha infastidito alcune donne provocando in loro il rifiuto di qualsiasi forma di autocoscienza, mal si   concilia con i'idea  di una soggettività in espansione che sia in grado di produrre infiniti signìficati e declinare l'intera gamma dei propri desideri.  Se invece si transita dall'opposizione maschio/femmina al concetto di differenza, quest'ultimo è in grado di contenere in sé tutte le possibilità. Si tratta del corpo performativo. Come teorizza Derrida: "è l'atto performativo a produrre il suo soggetto, un gesto è performativo ove riesce a sottrarsi a una determinazione imposta e creare le proprie convenzioni". L'uso del corpo nella performance permette infatti di ricollocare questo al di fuori di luoghi, spazi e ruoli familiari e anche oltre il limite di ciò che viene giudicato generalmente estremo od osceno. Ancorata al concetto di colpa e afflitta dalle accuse di vittimismo, la teoria femminista tradizionale si è chiusa in un angolo nel momento in cui, come affermava Luce Irigaray, non ha capito che a essere decisivo non è il ragionare nello spazio di un orizzonte definito, ma il "trasformare l'orizzonte stesso".&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;L'interrogativo forse non è, o non dovrebbe essere, se le nuove generazioni abbiano assimilato&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;o meno l'apparato di pensieri, azioni e conquiste del femminismo tradizionale, ma cosa di questo apparato sia utile alle pratiche odierne; inoltre occorre vedere il processo come contìnuo e non finito. Anche perché, nelle ultime evoluzioni, le femministe esprimono in qualche modo il desiderio di mantenere la memoria nel corpo, di partire da un corpo affettivo. Chi si occupa di tematiche di genere negli anni zero non ha bisogno di cancellare la memoria; ha invece bisogno di comunicare anche alle generazioni precedenti, spesso sorde a certi richiami, che il femminismo nella sua veste tradizionale è solamente un punto di partenza, è appena un'intuizione, anche se è un'intuizione folgorante. Manca forse la predisposizione a concepire la differenza di genere come un ventaglio di infinite esperienze e, ad assumere che queer studies, gender studies e tutta la transmedialità tipica delle teorie femministe odierne - come quella bene espressa in Madri, Mostri e Macchine di Rosi Braidotti, nel quale&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;per divulgare il cambiamento l'autrice non esita ad attingere al mondo cinematografico, letterario e scientifico - dovrebbero occupare lo spazio e il tempo che oggi sono impiegati infruttuosamente per decretare l 'assenza di confronto o di comunicazione con le generazioni precedenti. Bisognerebbe piuttosto collocarsi in una dimensione di condivisione, imparare a usare i nuovi strumenti e a intercettare le pratiche, le manifestazioni virtuali e fisiche dell'attivismo odierno. La rete pullula di corpi attivi e interattivi che guadagnano spazi e oltrepassano i destini biologici. Se poi il capitalismo è in crisi, insieme a tutto il suo sistema di poteri, diventa fondamentale la pratica di soggetti che vogliano introdurre un cambiamento favorevole, una visione positiva attraverso la critica sociale. Un esempio  di impagabile attività in rete è la partita che si sta giocando nel campo della comunicazione e dell'informazione.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;La costellazione di blog, portali partecipati, osservatori sulla pubblicità e sul linguaggio del giornalismo costituiscono l 'espressione puntuale di quanto la rappresentazione imposta dei corpi e dei ruoli maschile e femminile possano generare risposte creative e attive. Come afferma anche&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Rosi Braidotti, quando il corpo è represso e si sente a disagio nel presente, trovando difficoltà nell'interazione, è allora che produce delle "contro-narrazioni" della realtà che entrano in conflitto con le grandi narrazioni imposte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt; &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-5808005381061931110?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/5808005381061931110/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=5808005381061931110' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/5808005381061931110'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/5808005381061931110'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/12/la-rigenerazione-cyber.html' title='La (ri)generazione cyber'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SxbsqI4RMZI/AAAAAAAAA2U/DMkCb4E1n80/s72-c/Guy+Le+Querrec+1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-7386393901931347250</id><published>2009-11-24T00:06:00.008+01:00</published><updated>2009-11-24T00:32:49.716+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divagazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Back home'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Simon&apos;s Cat'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ego'/><title type='text'>Back home...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Rieccomi! &lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Completamente, o quasi, riassorbita dalla routine quotidiana...&lt;br /&gt;Per la gioia di Lillo!&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/w0ffwDYo00Q&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/w0ffwDYo00Q&amp;amp;hl=it_IT&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-7386393901931347250?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/7386393901931347250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=7386393901931347250' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/7386393901931347250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/7386393901931347250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/11/back-home.html' title='Back home...'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-670298819269638584</id><published>2009-10-13T10:51:00.016+02:00</published><updated>2009-10-27T10:20:31.388+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divagazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Foto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Festival Internazionale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='piazza Lenin'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Museo fratelli Cervi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Paul Ginsborg'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memoria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ego'/><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/StSAc4ysZqI/AAAAAAAAA2E/v0r5bGZNQA0/s1600-h/04102009_033.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/StSAc4ysZqI/AAAAAAAAA2E/v0r5bGZNQA0/s400/04102009_033.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5392075887639029410" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Carissimi,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;finalmente riesco a trovare un pò di tempo per salutarvi, sono ben due settimane che cerco di scrivere questo post ma non sono riuscita a pubblicarlo prima d'ora.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Come vi avevo anticipato sono andata a Bologna e da lì a Ferrara per il week-end dedicato al Festival dell'Internazionale. Non sto qui a dilungarmi sui particolari, vi dico soltanto che, oltre ai vari incontri che ho molto apprezzato (soprattutto "Messico.La nuova frontiera del narcotraffico" moderato da Carlo Bonini e "L'Italia invertebrata: la crisi della sinistra e il successo di berlusconi" con Paul Ginsborg, Marc Lazar e John Foot, moderato da Gad Lerner), purtroppo devo lamentare una scarsa organizzazione soprattutto per ciò che ha riguardato il controllo da parte degli organizzatori della moltitudine di persone affluite per assistere al festival.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Nella fila per vedere Paul Ginsborg, durata ben tre ore, alla fine abbiamo assistito a scene di pura follia con strattonamenti e litigi vari giacché i posti nel teatro comunale non bastavano per tutti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La "fila" aveva ormai preso le sembianze di una massa informe...E solo per un pelo siamo riusciti ad entrare. E' in questi casi (e in tanti altri) che "mi vergogno di essere italiana" ...Frase che "finalmente" potrà ripetere anche Ginsborg avendo da poco ottenuto  la cittadinanza italiana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;object style="font-family: arial;" height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/zzD6EwU18OQ&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/zzD6EwU18OQ&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Questo è il video che ho girato con il mio telefonino, così potrete sentire anche voi una parte del suo discorso. La risoluzione è bassa ma l'audio è buono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Tra le tante cose dette ciò che più mi ha colpito riguardo la crisi della sinistra è il fatto che la nostra coscienza politica stia attraversando sì un periodo difficile di crisi d'identità ma il principio di base della "sinistra" è e rimarrà il battersi contro le ingiustizie e le diseguaglianze nella società...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Stanchi delle due giornate trascorse a fare file chilometriche la domenica abbiamo deciso di cambiare programma e, dopo un ottimo pranzo con cappelletti al ragù e Lambrusco, siamo andati a Gattatico (Reggio Emilia) a visitare il &lt;a href="http://www.fratellicervi.it/content/view/15/27/"&gt;Museo dedicato ai fratelli Cervi&lt;/a&gt;.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La nostra visita è stata resa ancor più piacevole dall'allegro e vispo partigiano che ci ha fatto da guida nell'Istituto Cervi...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Nel pomeriggio, prima di tornare a casa, siamo anche passati da Cavriago per vedere la famosa  piazza Lenin!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Tornata a Siena ho iniziato il tirocinio all'Einaudi che tra l'altro si sta rivelando un'ottima esperienza, fruttuosa e piacevole. Nel tempo libero studio in biblioteca per il mio prossimo esame di sociologia delle comunicazioni che sto trovando particolarmente interessante. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ho in mente di scrivere al più presto un altro post a riguardo, ci sono delle cose che credo potrebbero interessarvi. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Domenica scorsa siamo andati a Firenze per l'inaugurazione di una mostra sull'&lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://2.bp.blogspot.com/_RtmlneLS2fk/Ss3QSX6N1vI/AAAAAAAAA9w/7sIbJ2tkfUg/s1600-h/Invito_Mostra_Libia%5B1%5D4+copia.jpg"&gt;occupazione italiana della Libia&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;. E' soprattutto in questi casi che mi capita di pensarvi, quando faccio qualcosa d'interessante muoio dalla voglia di parlarvene ma non avendo internet a casa devo sfruttare la rete wireless della biblioteca nelle pause studio. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Comunque, tra non molto, tornerò in Molise dove spero di trovare più tempo da dedicare al blog.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Vi lascio che devo scappare al tirocinio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;A presto! Un bacio a tutti!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-670298819269638584?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/670298819269638584/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=670298819269638584' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/670298819269638584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/670298819269638584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/10/carissimi-finalmente-riesco-trovare-un.html' title=''/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/StSAc4ysZqI/AAAAAAAAA2E/v0r5bGZNQA0/s72-c/04102009_033.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-4743755962513977072</id><published>2009-09-28T18:01:00.009+02:00</published><updated>2009-09-28T18:15:42.288+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divagazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lillo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ego'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Preparativi bizzarri</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SsDfDIp6JaI/AAAAAAAAA10/eRZ77djSlXU/s1600-h/27092009_013.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SsDfDIp6JaI/AAAAAAAAA10/eRZ77djSlXU/s400/27092009_013.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386550399290975650" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SsDe3UNeNCI/AAAAAAAAA1s/rXIiG1_vuHE/s1600-h/27092009_010.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SsDe3UNeNCI/AAAAAAAAA1s/rXIiG1_vuHE/s400/27092009_010.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5386550196234499106" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;C'è qualcuno che ha deciso di saltare in valigia e venire via con me...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-4743755962513977072?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/4743755962513977072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=4743755962513977072' title='18 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/4743755962513977072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/4743755962513977072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/09/preparativi-bizzarri.html' title='Preparativi bizzarri'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SsDfDIp6JaI/AAAAAAAAA10/eRZ77djSlXU/s72-c/27092009_013.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>18</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-8123045828290902558</id><published>2009-09-23T03:43:00.016+02:00</published><updated>2009-09-23T05:09:02.445+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MagicMoments'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Teatro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divagazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Chisciotte e gli invincibili'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ego'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Erri De Luca'/><title type='text'>Chisciotte e gli invincibili</title><content type='html'>&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/_V4jKQcl3H4&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/_V4jKQcl3H4&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;Colgo l'occasione per condividere anche con voi un'altra mia piccola soddisfazione...&lt;br /&gt;Questa sera ho festeggiato tra amici l'ultimo esame di spagnolo!&lt;br /&gt;Tra non molto andrò a Ferrara per il &lt;a href="http://festival.internazionale.it/"&gt;festival dell'Internazionale&lt;/a&gt; e presto inizierò uno stage presso l'agenzia Einaudi di Siena...&lt;br /&gt;Vi terrò comunque aggiornati, promesso :)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vista l'ora, vi auguro una dolce ed anche un pò malinconica notte con &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Erri_De_Luca"&gt;Erri De Luca&lt;/a&gt;:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: rgb(102, 102, 102);font-family:arial;" &gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;È bella di notte la città.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;C’è pericolo ma pure libertà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ci girano quelli senza sonno, gli artisti, gli assassini, i giocatori, stanno aperte le osterie, le friggitorie, i caffé.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ci si saluta, ci si conosce, tra quelli che campano di notte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Le persone si perdonano i vizi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La luce del giorno accusa, lo scuro della notte dà l’assoluzione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Escono i trasformati, uomini vestiti da donna, perché così gli dice la natura e nessuno li scoccia. Nessuno chiede conto di notte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Escono gli storpi, i ciechi, gli zoppi, che di giorno vengono respinti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;È una tasca rivoltata, la notte nella città.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Escono pure i cani, quelli senza casa. Aspettano la notte per cercare gli avanzi, quanti cani riescono a campare senza nessuno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Di notte la città è un paese civile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;(tratto da “Il giorno prima della felicità”)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-8123045828290902558?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/8123045828290902558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=8123045828290902558' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/8123045828290902558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/8123045828290902558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/09/gli-invincibili.html' title='Chisciotte e gli invincibili'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-2477452438604129525</id><published>2009-09-15T22:28:00.007+02:00</published><updated>2009-09-16T12:16:45.607+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vecchi gufi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Foto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Terremoto all&apos;Aquila'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Magra Consolazione'/><title type='text'>...E lo show continua...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SrAEiDfAvTI/AAAAAAAAA1k/UXcrgNrlRkU/s1600-h/bambole.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SrAEiDfAvTI/AAAAAAAAA1k/UXcrgNrlRkU/s400/bambole.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381806537805184306" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;"Nel Gennaio 1968 un terremoto distrusse alcuni villaggi della povera e travagliata valle del Belice, nella Sicilia nordoccindentale. Oltre 500 persone morirono e 70 mila rimasero senza tetto. Giuseppe Saragat, allora presidente della Repubblica, promise immediatamente che il governo avrebbe fatto tutto il possibile per aiutare la gente privata della casa dal terremoto. Il Parlamento stanziò fondi rilevanti per la ricostruzione del Belice. Nove anni dopo, 60 mila persone della valle vivevano ancora nelle baracche prefabbricate erette subito dopo il terremoto. Erano state costruite grandiose e surreali strutture: strade che non portavano in alcun posto, cavalcavia usati solo da greggi di pecore, passaggi pedonali per pedoni inesistenti; ma nel frattempo non una delle nuove case promesse agli abitanti dei villaggi era stata consegnata. Gli ingenti fondi stanziati dal governo non vennero spesi, o furono malamente sprecati, o finirono di nascosto nelle tasche di qualche privato.&lt;br /&gt;Nel dicembre 1975, don Antonio Riboldi, parroco di Santa Ninfa nel Belice, organizzò l'invio di 700 lettere da parte dei bambini delle scuole elementari del Belice a senatori e deputati del Parlamento. Vale la pena di riprodurne una, inviata da Giovanna Bellafiore a Giulio Andreotti, seguita dalla risposta dell'onorevole. Questa corrispondenza, a conclusione del capitolo, viene citata non a titolo di accusa personale nei confronti di Andreotti, ma come esempio dell'inerzia e dell'incapacità dello Stato. [...]&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Santa ninfa, 16 febbraio 1976&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Caro on. Andreotti Giulio,&lt;br /&gt;io sono Giovanna Bellafiore, la bambina che le ha scritto per Natale, ma lei non mi ha risposto, questa è una cosa ingiusta. Io vivo in una baracca di 24m quadrati ed è solo una stanza. Ci piove sul letto, sull'armadio e sui piatti messi ad asciugare. Forse non mi ha risposto perchè il problema è scottante. La prego di interessarsi di noi, cosa che finora non ha fatto nessun onorevole. La luce nelle baracche manca spesso e così anche l'acqua. Voi onorevoli abitate in una casa comoda con riscaldamento e non potete capire la vita che conduciamo noi baraccati, dove manca lo spazio per ogni ogni cosa per studiare, per giocare e anche per le sedie per sedersi a tavola. Lei lo sa che io per mangiare a tavola mi siedo sul letto di papà e mamma? Infatti il tavolo è quasi attaccato al letto. Se lei non crede alla mia lettera La invito per una settimana a casa mia a pranzo e a dormire.&lt;br /&gt;Perchè non si interessa nessuno per noi terremotati? La prego di non buttare via questa mia lettera perchè aspetto finalmente una sua risposta e la prego di discuterne in Parlamento con gli altri onorevoli.&lt;br /&gt;La saluto&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Giovanna Bellafiore&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Roma, 26 febbraio 1976&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Cara bambina,&lt;br /&gt;ho ricevuto la tua letterina del 16 febbraio, mentre non ho mai avuto quella che mi dici avermi scritto per Natale. La vicenda del Belice è purtroppo una dolorosa e non facilmente spiegabile procedura amministrativa. I fondi per la ricostruzione furono stanziati prontamente. Tre anni più tardi venne una delegazione a Roma ed aprendemmo che vi erano difficoltà di piani regolatori e di altri aspetti urbanistici. Nel 1972 quando ero presidente del consiglio radunai i sindaci del Belice e feci adottare tutte le misure che chiedevano.&lt;br /&gt;So che in questi giorni un gruppo di studenti di S.Ninfa è stato a Roma ed ha potuto spiegare alle massime autorità la situazione. Mi auguro che si arrivi alla soluzione. Ma forse è bene che tu chieda al Sindaco di scrivermi se c'è qualcosa che io, come ministro o come deputato, possa fare in proposito. Condivido la tua pena per il disagio di una sistemazione che avrebbe dovuto essere provvisoria.&lt;br /&gt;Con i miei saluti ti invio una bambola. I miei figli sono ormai grandi e comprare un giocattolo per te mi fa tornare indietro con gli anni.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Aff.mo Giulio Andreotti".&lt;/p&gt; Tratto da P. GINSBORG, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Storia d'Italia dal dopoguerra a oggi&lt;/span&gt;, Torino, Einaudi, 2006, p.466-468.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-2477452438604129525?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/2477452438604129525/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=2477452438604129525' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/2477452438604129525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/2477452438604129525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/09/e-lo-show-continua.html' title='...E lo show continua...'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SrAEiDfAvTI/AAAAAAAAA1k/UXcrgNrlRkU/s72-c/bambole.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-7766655571601637645</id><published>2009-09-10T22:10:00.006+02:00</published><updated>2009-09-10T22:25:22.535+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Razzismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Come un uomo sulla terra'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divagazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ego'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Documentario'/><title type='text'>Alla ricerca di uno spazio di dignità</title><content type='html'>&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/j1Z86oFrGLI&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/j1Z86oFrGLI&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;" class="post-body entry-content"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Salve a tutti! Qualche giorno fa ho avuto modo di vedere il documentario di Andrea Segre e Dagmawi Yimer ed ho immediatamente pensato a voi; in giro si respira sempre più un'aria intrisa di razzismo e xenofobia e questo (la rete, i blog) è veramente&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt; l'unico spazio, o quasi, dove si riesca a ritrovare buon senso, attenzione e soprattutto sensibilità nei confronti di certe tematiche...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;a href="http://comeunuomosullaterra.blogspot.com/"&gt;Questo&lt;/a&gt; è il sito dove potete trovare maggiori informazioni su &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Come un uomo sulla terra, &lt;/span&gt;intanto riporto qui di seguito la significativa lettera scritta da Andrea Segre per la premiazione a Salina e quella di Dagmawi Yimer per tutti coloro che hanno dato il loro contributo alla realizzazione del film:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;E’ la ricerca di uno spazio di dignità che mi ha mosso a fare questo film.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Ma non per i migranti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Per me. Per me come cittadino italiano, come cittadino, come uomo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Ho vissuto e sto vivendo gli anni della mia maturità in un mondo, e ancor più in un Paese che di fronte alle sue contraddizioni ha scelto la via della distrazione. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Invece di affrontare i nodi delle ingiustizie che provocano squilibri e repressioni, i gruppi di potere gestiscono le luci dello spettacolo per coprire violenze e responsabilità. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Per questo ero alla ricerca di uno schiaffo, di un pugno diretto. Avevo bisogno di prendermi un cazzotto in faccia, per trovare l’evidenza inevitabile di una violenza. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;La mia speranza era che da quello schiaffo potesse nascere una reazione di dignità. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Non credo esista nessuna persona che, in buona fede, possa anche solo sospettare la falsità dei protagonisti di COME UN UOMO SULLA TERRA. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;A mio avviso non è in alcun modo dubitabile la verità dei loro volti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Volti vivi, intelligenti, attenti: volti in primo piano che possono finalmente esistere nella loro individualità, nella loro dignità umana. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Quella stessa dignità umana che costituisce la prima vittima del meccanismo micidiale che oggi domina il mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Allora, però, se quello che le donne e gli uomini etiopi raccontano è vero, non può esistere nemmeno qualcuno in grado di sostenere l’innocenza storica e umana del nostro Paese. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Tutti hanno visto lo spettacolo della stretta di mano tra il Cavaliere e il Colonnello e tutti ricordano la frase scolpita a suggello di quell’incontro: “Più petrolio, meno clandestini”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Ora basterebbe unire quello spettacolo al racconto reale dei volti di COME UN UOMO SULLA TERRA..Se agli italiani oggi venisse davvero, e sottolineo davvero, concesso di poter unire questi due elementi, credo che qualcosa inizierebbe a incrinarsi nella grande distrazione di cui tutti, tranne piccoli gruppi di potere, siamo vittime.Una distrazione che in fondo altro non è che la più assoluta delle distrazioni possibili, quella dalla dignità dell’ essere uomini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;(Andrea Segre)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Vi dico una cosa solo  che sono talmente sodisfatto,fiero,fiero  personalmente&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;e mi sento un grande sollievo per quanto riguarda il contribuito che ho fatto per quei miei amici che stanno in guai ancora. Sono anche libero (innocente storicamente). Non so se mi avete capito bene.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Mi disturbava dentro di me una voce che mi accusa colpevole (guilty) e adesso&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;con tutto il vostro lavoro ,la vostra volontà  e dedicazione   non c'è più quella voce&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;sono anche libero e innocente come un uomo sulla terra. Per me questa è la giustizia: dare voce a quelli che non hanno il potere.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;un abbraccio forte a tutti&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;dormo... dormo... e&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;certo che mi sveglio di  nuovo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;br /&gt;(Dagmawi Yimer)&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Ho idea che mi rivedrete più spesso da queste parti prossimamente...Si riavvicina la mia stagione preferita, l'autunno, con i suoi caldi colori e quella fresca brezza che mi mette tanto di buon umore.&lt;br /&gt;Speriamo ci porti delle buone nuove!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Vi lascio con le note di&lt;span style="font-style: italic;"&gt; Ebano,&lt;/span&gt; un altro fantastico pezzo dei Modena City Ramblers. A presto!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;object height="344" width="425"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HrAIt-SfCFs&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/HrAIt-SfCFs&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1&amp;amp;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" height="344" width="425"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-7766655571601637645?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/7766655571601637645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=7766655571601637645' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/7766655571601637645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/7766655571601637645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/09/salve-tutti-qualche-giorno-fa-ho-avuto.html' title='Alla ricerca di uno spazio di dignità'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-7192230773990278725</id><published>2009-08-08T16:20:00.017+02:00</published><updated>2009-08-10T16:30:10.489+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siena'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MagicMoments'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Struggle'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='E.Z.L.N.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vinicio Capossela'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divagazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memoria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ego'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Resistenza'/><title type='text'>Rapita dal sole</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/Sn2dB9JzthI/AAAAAAAAA1c/TFu0EZNlavU/s1600-h/EZLN1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 276px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/Sn2dB9JzthI/AAAAAAAAA1c/TFu0EZNlavU/s400/EZLN1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5367618987816629778" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Miei cari...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Come avrete già capito quest'anno l'estate mi ha letteralmente rapita. &lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Subito dopo l'ultimo esame di luglio sono partita per Siena e sono stata lì fino a qualche giorno fa. &lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Per tre giorni sono andata a Bologna dove ho avuto modo di apprezzare la fantastica biblioteca &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sala Borsa&lt;/span&gt; in Piazza Nettuno, la &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial; font-style: italic;" href="http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cultura/2009/20-luglio-2009/luna-busso-alle-porte-cinema-1601584854080.shtml"&gt;Serata Lunare&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; su grande schermo in piazza Maggiore, per festeggiare i 40 anni dallo sbarco sulla luna, e la Festa di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Liberazione&lt;/span&gt; con tanto di balera! Esilarante! Ho letto anche per la prima volta un numero di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;a href="http://www.piazzagrande.it/il%20giornale.htm"&gt;Piazza Grande&lt;/a&gt;, &lt;/span&gt; il giornale scritto dalle persone senza dimora di Bologna. Da lì ci siamo spostati verso Ferrara e Comacchio e il giorno successivo abbiamo visitato il &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.parcostoricomontesole.it/"&gt;Parco Storico di Monte Sole&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;, per ricordare la &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Marzabotto"&gt;Strage di Marzabotto&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;. In Emilia non ho fatto altro che fotografare le targhe di commemorazione per i partigiani, piuttosto rare dalle mie parti...&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Di ritorno a Siena, oltre a cenette varie in ottima compagnia, aperitivi, concertini jazz, un pò di lettura, film all'aperto in Fortezza e qualche corsetta qua e là, ho finalmente visto il fantastico Vinicio Capossela in concerto ad Arezzo (i biglietti facevano parte del regalo di Michele per il mio compleanno), un'esperienza sicuramente da ripetere!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ora sono nuovamente a casa e devo necessariamente rimettere la testa sui libri anche perchè presto dovrò iniziare a lavorare sulla tesi...&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Eh sì, si comincia ad intravedere la "fine" anche per me!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Vi lascio con le parole del grande Subcomandante Marcos, tratte dal suo dicorso d'apertura al primo incontro intercontinentale per l'umanità e contro il neoliberismo del 27 luglio 1996:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Questi siamo noi.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;L'&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;E&lt;/span&gt;sercito &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Z&lt;/span&gt;apatista di&lt;span style="font-weight: bold;"&gt; L&lt;/span&gt;iberazione &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;N&lt;/span&gt;azionale.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;La voce che si arma per farsi sentire.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Il volto che si nasconde per mostrarsi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il nome che tace per essere pronunciato.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;La stella rossa che chiede all'uomo e al mondo di ascoltare, vedere, nominare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il raccolto del futuro nel passato.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Dietro il nostro volto bruno.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Dietro la nostra voce armata.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Dietro il nostro nome innominabile. &lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Dietro di noi, che voi vedete.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Dietro di noi, voi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Dietro ci siamo noi, gli stessi uomini e donne semplici e normali che si ripetono in tutte le razze, si dipingono di tutti i colori, si parlano in tutte le lingue e vivono in tutti i luoghi.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Gli stessi uomini e donne dimenticati.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Gli stessi esclusi.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Gli stessi emarginati.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Gli stessi perseguitati.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Noi siamo voi stessi.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Dietro di noi, voi.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Dietro il nostro passamontagna c'è il volto di tutte le donne escluse.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Di tutti gli indigeni dimenticati.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Di tutti gli omosessuali discriminati.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Di tutti i giovani disprezzati.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Di tutti gli emigranti picchiati.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Di tutti gli imprigionati per la parola e il pensiero.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Di tutti i lavoratori umiliati.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Di tutti i morti di oblio.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Di tutti gli uomini e le donne semplici e ordinari che non contano, che non sono visti, che non sono nominati, che non hanno domani [...]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;[...] Fratelli e Sorelle,&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;sulla montagna ci hanno parlato le tombe e ci hanno raccontato storie antiche che ricordano i nostri dolori e le nostre ribellioni.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;&lt;br /&gt;I nostri sogni non finiranno finchè avremo vita.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;&lt;br /&gt;La nostra bandiera non si arrenderà.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;&lt;br /&gt;Sempre vivrà la nostra morte.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;&lt;br /&gt;Così dicono le montagne che ci parlano. &lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;&lt;br /&gt;Così parla la stella che brilla a Chan Santa Cruz.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;&lt;br /&gt;Così ci dice che i cruzob, i ribelli, non saranno sconfitti e proseguiranno il loro cammino insieme a quanti sono nella costellazione umana.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Così ci dice che sempre verranno gli uomini rossi, i cha-chac-mac, la stella rossa che aiuterà il mondo a essere libero.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Così ci dice la stella che è montagna.&lt;br /&gt;Un popolo che è cinque popoli.&lt;br /&gt;Un popolo che è stella di tutti i popoli.&lt;br /&gt;Un popolo che è uomo ed è tutti i popoli del mondo.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Verrà a unirsi alla lotta dei mondi che si fanno persone.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Perchè l'uomo vero e la donna vera vivano senza dolore e le pietre si facciano tenere [...]&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Potremo continuare per la strada giusta se noi, che siamo voi, cammineremo insieme.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-7192230773990278725?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/7192230773990278725/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=7192230773990278725' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/7192230773990278725'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/7192230773990278725'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/08/rapita-dal-sole.html' title='Rapita dal sole'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/Sn2dB9JzthI/AAAAAAAAA1c/TFu0EZNlavU/s72-c/EZLN1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-7878153669828775383</id><published>2009-05-30T08:09:00.043+02:00</published><updated>2009-06-25T15:36:38.324+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siena'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='MagicMoments'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arcipelago ŠCEC'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divagazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lettura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cucina'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ego'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Resistenza'/><title type='text'>...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SiEAAIGRZKI/AAAAAAAAA1M/Krzr_IQ-jRo/s1600-h/Grosseto1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 315px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SiEAAIGRZKI/AAAAAAAAA1M/Krzr_IQ-jRo/s400/Grosseto1.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5341550635211908258" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SiDkRCjCB9I/AAAAAAAAA1E/Ivip-PWo7Oo/s1600-h/Vincanto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 202px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SiDkRCjCB9I/AAAAAAAAA1E/Ivip-PWo7Oo/s400/Vincanto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5341520139454121938" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SiDgWuZMVEI/AAAAAAAAA00/I16r_IdxfKQ/s1600-h/grosseto.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 266px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SiDgWuZMVEI/AAAAAAAAA00/I16r_IdxfKQ/s400/grosseto.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5341515839076848706" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;Dopo questo lungo periodo di astinenza da blog rieccomi qui tra voi!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: arial;"&gt;Vi ho pensati spesso ma non ho avuto a disposizione Internet e da quando sono tornata, oltre a sistemare casa ed il resto, ho dovuto riordinare anche un pò le idee. La mia permanenza a Siena è stata deliziosa, naturalmente grazie alla speciale accoglienza di &lt;a href="http://www.lamiavitafuoridalblog.blogspot.com/"&gt;Michele&lt;/a&gt; e del suo amico/coinquilino Marchino...&lt;br /&gt;Eccovi la mia giornata tipo dell'ultimo mese: sveglia alle sette, colazione abbondante, corsa alla fermata del Pollicino (direzione biblioteca della facoltà di Lettere), mattinata di studio. Alle dodici e trenta riunione con un gruppo di amici per andare a mensa (la grande mensa Bandini!). Dopo pranzo caffè al bar Romana, io semplice con tanto di cioccolatino, rigorosamente alto e al vetro per Michele. Nel pomeriggio di nuovo studio, con qualche pausa qua e là (soprattutto nelle belle giornate il giardino adiacente alla biblioteca è stato una continua tentazione), fino alle sette...Qualche aperitivo all'ex pub australiano (con del buon vino o al massimo della birra) e finalmente a casa! Dopo gionate così piene siamo riusciti a stento a vedere qualche bel film per poi crollare dalla stanchezza.&lt;br /&gt;Abbiamo rimesso a nuovo ed inaugurato il terrazzo di casa anche per la stagione estiva di quest'anno e non sono mancati pranzetti e cenette in ottima compagnia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la Festa della Liberazione siamo andati al &lt;a href="http://nuke.festivalresistente.it/FestivalResistente/FestivalResistente2009/tabid/83/Default.aspx"&gt;Festival Resistente&lt;/a&gt; a Grosseto (due giorni di musica, teatro e immagini dedicati alla Resistenza) dove i &lt;a href="http://www.vincantomusica.it/home.html"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Vincanto&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; hanno presentato uno spettacolo di alcuni brani della Resistenza e canti di lotta e di lavoro. Personalmente, ho gradito soprattutto lo spettacolo pomeridiano dedicato ai bambini con un cantastorie munito di marionette, clown e giocolieri. Con rammarico ho dovuto constatare che tra le persone che hanno partecipato al festival i giovani della mia età erano in netta minoranza...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho partecipato ad un incontro dell'&lt;a href="http://www.arcipelagoscec.org/"&gt;Arcipelago ŠCEC&lt;/a&gt; (Solidarietà ChE Cammina) per capire meglio questa &lt;a href="http://cms.arcipelagoscec.net/?page_id=426"&gt;"nuova filosofia"&lt;/a&gt; ed alla fine ho deciso di aderire e dar fiducia al progetto che ci propone &lt;span style="font-style: italic;"&gt;di passare dall'economia della distruzione (Denaro creato con tasso interesse) all'economia del Donare attraverso lo S&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;CEC che non rappresenta altro che un metro della  S&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;olidarietà ChE Circola in una comunità che ha scelto di rinunciare ad una percentuale del prezzo pagato con il Denaro&lt;/span&gt;.&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Date un'occhiata al sito, ne vale la pena!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ho già detto non sono mancati i film. Tra quelli che ho più gradito: &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Uccellacci_e_uccellini"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Uccellaci e Uccellini&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (1966) di Pier Paolo Pasolini, &lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=54609"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Zona&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (2007) diretto da Rodrigo Plà, &lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=35570"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paradise Now&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (2005) di Hany Abu-Assad che racconta gli ultimi due giorni di vita di due kamikaze palestinesi ed in fine cinque documentari di Riccardo Iacona sui più disparati argomenti/problemi d'attualità tanto per tirarci sù di morale.&lt;br /&gt;Al cinema invece siamo andati a vedere &lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=44189"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che - l'Argentino&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; di Steven Soderbergh ed è mancato poco che ci addormentassimo in sala. L'interpretazione di Benicio Del Toro (benchè  fiscamente somigli molto al Comandante) è stata a mio avviso alquanto mediocre. Il film scorre poco e si sofferma troppo su particolari irrilevanti...Tuttavia mi manca ancora la seconda parte (&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che - Guerrilla&lt;/span&gt;).&lt;br /&gt;Ieri sera invece, ho visto con mio fratello ed alcuni amici il film &lt;a href="http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=56263"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Si può fare&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; (2008) di Giulio Manfredonia con Claudio Bisio, ve lo consiglio vivamente...E' un'esilarante commedia -che lascia spazio anche alla riflessione- ambientata nella Milano dei primi anni '80 dopo la chiusura dei manicomi con la legge Basaglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la lettura, sto per finire &lt;a href="http://www.einaudi.it/libro/scheda/%28isbn%29/978880619069/%28desau%29/carlo-lucarelli/%28desti%29/l-ottava-vibrazione"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;L'ottava vibrazione&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; di Carlo Lucarelli. Il romanzo è ambientato nella Massaua del 1896. Lucarelli intreccia storie di amori, tradimenti e perversioni con molta abilità...Il tutto mentre il colonialismo italiano si avvia verso la sua più clamorosa sconfitta: la battaglia di Adua. Ho finto invece per motivi di studio (ma non per questo li ho letti con meno piacere) &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La Tregua&lt;/span&gt; di Primo Levi e &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cristo si è fermato a Eboli&lt;/span&gt; di Carlo Levi del quale avevo già avuto la fortuna di apprezzare la bellissima versione cinematografica del 1979 diretta Francesco Rosi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh...Per grandi linee penso di avervi parlato di tutto, sicuramente dimentico qualcosa, ma avrò tempo per rimediare. Vi lascio con un piccolo regalino che con la bella stagione sono certa sarà di vostro gradimento: la ricetta della sensazionale granita al limone di mia nonna che tuttora sta riscuotendo  grande successo in quel di Siena...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ingredienti&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;mezzo litro d'acqua, 200 grammi di zucchero, 3 limoni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Procedimento&lt;/span&gt;:&lt;br /&gt;mettere acqua, zucchero ed il succo dei tre limoni in una pentola, grattuggiare la buccia di un solo limone ed aggiungerla al resto. Portare il tutto ad ebollizione e mettere in congelatore per almeno dodici ore. Quando la granita sarà congelata per servirla basterà "grattare" la superficie con un cucchiaio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Buona granita a tutti!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-7878153669828775383?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/7878153669828775383/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=7878153669828775383' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/7878153669828775383'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/7878153669828775383'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/05/blog-post.html' title='...'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SiEAAIGRZKI/AAAAAAAAA1M/Krzr_IQ-jRo/s72-c/Grosseto1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-8680181826648514252</id><published>2009-06-13T14:32:00.011+02:00</published><updated>2009-06-15T01:24:08.993+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Carlo Levi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divagazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lettura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pittura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ego'/><title type='text'>Quelli che restano...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SjOlHgOqS9I/AAAAAAAAA1U/9pJCLYXg7WY/s1600-h/Carlo+Levi.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 310px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SjOlHgOqS9I/AAAAAAAAA1U/9pJCLYXg7WY/s400/Carlo+Levi.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5346798730948004818" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Non c'era nulla da fare, e se ne rodeva.&lt;br /&gt;Si erano odiati per secoli qui, e sempre si odieranno, fra &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;queste stesse case, davanti agli stessi sassi bianchi del Basento e alle stesse grotte di Irsina. Oggi erano tutti fascisti, si sa. Ma questo non voleva dir nulla. Prima erano nittiani o salandrini, e risalendo nel tempo, giolittiani o antigiolittiani, della Destra o della Sinistra, per i briganti o contro i briganti, borbonici o liberali, e prima ancora, chissà. Ma questa era la vera origine: c'erano i galantuomini e c'erano i briganti, i figli dei galantuomini e i figli dei briganti. Il fascismo non aveva cambiato le cose. Anzi, prima, con i partiti, la gente per bene poteva stare tutta da una parte, sotto una bandiera particolare, e distinguersi dagli altri e lottare sotto una veste politica. Ora non ci resta che le lettere anonime, e le pressioni e le corruzioni in Prefettura. Perchè nel fascismo ci stanno tutti. -Io, vede, sono di una famiglia di liberali. I miei bisnonni sono stati in prigione, sotto i Borboni. Ma il segretario del fascio, sa chi è? E' il figlio di un brigante. Proprio il figlio di un brigante. E tutti gli altri che gli tengono bordone, e che adesso comandano il paese, sono tutti della stessa risma. E a Matera è la stessa cosa. Il consigliere nazionale N., di qui, è di una famiglia che teneva mano ai briganti. Anche il barone di Collefusco, il padrone di tutte le terre qui attorno, il proprietario del palazzo sulla piazza, chi è? Lui sta a Napoli, si sa, e da queste parti non ci viene mai. Non lo conosce? I baroni di Collefusco sono stati, di nascosto, i veri capi del brigantaggio, nel '60, da queste parti. Erano loro che li pagavano, che li armavano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[...]&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;La lotta dei signori tra loro non ha nulla a che fare con una "vendetta" tramandata di padre in figlio; nè si tratta di una lotta politica reale, fra conservatori e progressisti, anche quando, per caso, prende quest'ultima forma. Naturalmente ciascuno dei due partiti accusa l'altro dei peggiori delitti. [...&lt;/span&gt;]  &lt;span style="font-family:arial;"&gt;La verità è che questa continua guerra dei signori si trova, nelle stesse forme, in tutti i paesi della Lucania. La piccola borghesia non ha mezzi sufficienti per vivere col decoro necessario, per fare la vita del galantuomo. Tutti i giovani di qualche valore, e quelli appena capaci di fare la propria strada, lasciano il paese. I più avventurati vanno in America, come i cafoni; gli altri a Napoli o a Roma; e in paese non tornano più. In paese ci restano invece gli scarti, coloro che non sanno far nulla, i difettosi nel corpo, gli inetti, gli oziosi: la noia e l'avidità li rendono malvagi. Questa classe degenerata deve, per vivere (i piccoli poderi non rendono quasi nulla), poter dominare i contadini, e assicurarsi, in paese, i posti remunerati di maestro, di farmacista, di prete, di maresciallo dei carabinieri, e così via. E' dunque questione di vita o di morte avere personalmente in mano il potere; essere noi o i nostri parenti o i nostri compari ai posti di comando. Di qui la lotta continua per arraffare il potere tanto necessario e desiderato, e toglierlo agli altri; lotta che la ristrettezza dell'ambiente, l'ozio, l'associarsi di motivi privati o politici rende continua e feroce.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ogni giorno partono da tutti i paesi di Lucania lettere anonime alla Prefettura. E la Prefettura non ne è malcontenta, anche se affetta il contrario. -A Matera fanno finta di voler appianare le nostre liti...Ma in verità fanno il possibile per fomentarle. Hanno istruzioni in questo senso da Roma. Così tengono in mano tutti, con la minaccia o la speranza. Ma che abbiamo da sperare?-&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; e qui il gesto caratteristico della mano, che vuol dire: niente.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;-Qui non si può vivere. Bisogna andarsene.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;Carlo Levi, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cristo si è fermato a Eboli&lt;/span&gt;)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-8680181826648514252?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/8680181826648514252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=8680181826648514252' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/8680181826648514252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/8680181826648514252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/06/quelli-che-restano.html' title='Quelli che restano...'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SjOlHgOqS9I/AAAAAAAAA1U/9pJCLYXg7WY/s72-c/Carlo+Levi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-5624187879564395402</id><published>2009-04-20T11:11:00.010+02:00</published><updated>2009-04-22T11:22:42.983+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Siena'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divagazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Foto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cartolina'/><title type='text'>Una cartolina...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SexALNNdR9I/AAAAAAAAA0M/ItGMvgC0l6E/s1600-h/PAR100179.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 270px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SexALNNdR9I/AAAAAAAAA0M/ItGMvgC0l6E/s400/PAR100179.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5326703020541298642" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Carissimi, vi mando questa bella cartolina da Siena, precisamente dalla biblioteca della Facoltà di Lettere che mi sta piacevolmente ospitando ed aiutando a trovare la concentrazione...&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Sono qui da &lt;a href="http://www.lamiavitafuoridalmondo.blogspot.com/"&gt;Michele&lt;/a&gt; già da qualche giorno e mi tratterrò ancora per un po', avevo proprio bisogno di cambiare aria.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Non sarò molto presente in questo spazio prossimamente ma vi penso sempre e non mancherò comunque di passare a trovarvi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Mi raccomando, non scappate eh!&lt;br /&gt;Tornerò ad aggiornarvi il prima possibile&lt;/span&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Un bacio a tutti, a presto!&lt;/span&gt;  &lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-5624187879564395402?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/5624187879564395402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=5624187879564395402' title='35 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/5624187879564395402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/5624187879564395402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/04/una-cartolina.html' title='Una cartolina...'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SexALNNdR9I/AAAAAAAAA0M/ItGMvgC0l6E/s72-c/PAR100179.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>35</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-4406380995532715377</id><published>2009-04-09T12:23:00.021+02:00</published><updated>2009-04-10T15:13:03.986+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Valzer Triste'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Terremoto all&apos;Aquila'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita'/><title type='text'>Valzer Triste</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tX92pHpPc-k&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/tX92pHpPc-k&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Questo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;Valzer Triste&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; di Jean Sibelius (Bruno Bozzetto, 1977) è&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; il mio modo per condividere il dolore di tutti gli sfollati, di tutti i dispersi e di tutte le vittime del terremoto dell'Aquila, per piangere insieme a loro ed alle loro famiglie. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Un pensiero particolare va al caro Elvio, purtroppo vittima anche lui di questo dramma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Mi unisco all'"urlo" della cara &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://miskappa.blogspot.com/"&gt;Anna&lt;/a&gt;... O&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;ra più che mai c'è bisogno del nostro concreto aiuto!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Dal suo ultimo post:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;font-size:100%;" &gt;Freddo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;Che freddo alla notte! Scende ad abbracciare le ferite del cuore e della memoria. Blocca i pensieri, li congela in uno spazio irreale. Oggi non è il giorno della rabbia. Oggi è il giorno del silenzio.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-4406380995532715377?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/4406380995532715377/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=4406380995532715377' title='21 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/4406380995532715377'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/4406380995532715377'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/04/questo-valzer-triste-di-bruno-bozzetto.html' title='Valzer Triste'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-2482224042445486187</id><published>2009-03-31T20:07:00.029+02:00</published><updated>2009-04-02T12:22:34.576+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divagazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Foto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Janis Joplin'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Premio Symbelmine'/><title type='text'>Women Is Losers</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SdJcPUCPpoI/AAAAAAAAAz8/ZlhQ4MGMhpw/s1600-h/NYC33870.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 268px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SdJcPUCPpoI/AAAAAAAAAz8/ZlhQ4MGMhpw/s400/NYC33870.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5319415528023893634" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div  style="text-align: center;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=1_HEJPyuNFA"&gt;&lt;span style=""&gt;Women is losers&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Women is losers, oh&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Say honey women is losers.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Well, I know you must try, Lord,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; And everywhere&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Men almost seem to end up on top. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Oh, if they told you they want you&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Say come around by your door.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Whoa I say now, if they don’t desert you,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; They’ll leave you and never be here for more.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Oh yeah! &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Women is losers&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Women is losers&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Women is losers, Lord, Lord, Lord!!!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; So now I know you must-a know,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Lord, it’s true,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Men always seem to end up on top. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; They wear a nice shiny armor&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Until there is a dragon for to slay.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Any day now,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Course with men beggin’ to pay ‘em&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Then they’ll turn and run away, oh! &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Women is losers&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Women is losers&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Women is losers, Lord, Lord, Lord, Lord!!!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; So I know you must-a know, Lord,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Anywhere&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; Men almost seem to end up on top, oh!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ritiro il premio Symbelmine gentilmente assegnatomi dall'&lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://alligatore.blogspot.com/"&gt;Alligatore&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; per attività informativa fatta con radicalismo, cultura, sensualità, intelligenza, ironia e un sano spirito dissacrante...Sposando la sua stessa causa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Come dice il testo di Janis Joplin "Le donne sono perdenti" e, ahimè , lo rimangono tutt'oggi,  spesso vittime di una mentalità retrograda ed irriguardosa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il mio vuole essere un invito all'emancipazione, alla ricerca di una propria identità, al credere nelle proprie forze...Soprattutto al rispetto per sè stesse.&lt;br /&gt;E' anche un invito a riflettere sul fatto che ogni anno, in tutto il mondo, mezzo milione di donne muore ancora per cause legate alla gravidanza ed al parto, &lt;/span&gt;molte non hanno accesso all'istruzione, sono vittime di violenze sessuali e soggette ancora a matrimoni combinati. Potete leggere questo articolo di Anne Chemin pubblicato sull'&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;Internazionale&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; qualche mese fa, &lt;a style="font-style: italic;" href="http://www.ong.agimondo.it/uploads/ong/5B/P5/5BP5tY2mlrXR6r6z2yBaow/30-gennaio-2009.pdf"&gt;Morire di Maternità&lt;/a&gt;  (tratto da &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Le Monde&lt;/span&gt;), tanto per avere un quadro più chiaro della situazione.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SdRVB3NA98I/AAAAAAAAA0E/WbH3q1M_5NM/s1600-h/premiosymbelmine.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 231px; height: 155px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SdRVB3NA98I/AAAAAAAAA0E/WbH3q1M_5NM/s400/premiosymbelmine.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5319970550318168002" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il regolamento prevede di linkare il blog che ha consegnato il premio e premiare, comunicandolo agli interessati, altri 7 blog meritevoli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ringrazio nuovamente l'Alligatore e rigiro il premio a:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div  style="text-align: center;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;a href="http://lamiavitafuoridalmondo.blogspot.com/"&gt;Aldievel&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.wrong-.splinder.com/"&gt;And&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://braserodebra.blogspot.com/"&gt;Bra&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.chitblog.net/"&gt;Chit&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://indierockerrevolution.blogspot.com/"&gt;Indierocker&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://francischiello.blogspot.com/"&gt;Jaenada&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ecarmensandiego.com/"&gt;Le Favà&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://incarcerato.blogspot.com/"&gt;L'incarcerato&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://maurone-memoriecasuali.blogspot.com/"&gt;Maurone&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://miskappa.blogspot.com/"&gt;Miss Kappa&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://agoradelrockpoeta.blogspot.com/"&gt;Rockpoeta&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://oltreilponte.blogspot.com/"&gt;Stellavale&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ho problemi a contare...Andrò incontro a sanzioni per aver premiato più di sette blogger?&lt;br /&gt;Ma sì! Correrò questo rischio ;)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-2482224042445486187?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/2482224042445486187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=2482224042445486187' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/2482224042445486187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/2482224042445486187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/03/women-is-losers.html' title='Women Is Losers'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SdJcPUCPpoI/AAAAAAAAAz8/ZlhQ4MGMhpw/s72-c/NYC33870.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-5661179952956591579</id><published>2009-03-17T23:39:00.016+01:00</published><updated>2009-03-23T00:08:52.168+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Arte'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divagazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lettura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Foto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Letteratura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ego'/><title type='text'>Certi verdini</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/ScL987kM8aI/AAAAAAAAAz0/xbrK0jVvcWs/s1600-h/LON29357.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 399px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/ScL987kM8aI/AAAAAAAAAz0/xbrK0jVvcWs/s400/LON29357.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5315089733474120098" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Vorrei condividere con voi questo passo tratto dal libro di Michele Mari &lt;a href="http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880619543&amp;amp;ed=87"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tu, sanguinosa infanzia&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Mi ha completamente rapita e l'ho letto in mezza giornata.&lt;br /&gt;Quella che riporto è la parte che più ho sentito mia... Per quell'intesa e quella sintonia, quasi maniacale,  che solo una madre con un figlio può avere, quella ricercata e solenne solitudine, il gusto nel dilapidare il tempo trionfando sul mondo, la gelosia delle proprie emozioni, nel preservare la loro segretezza e la loro esclusività e per amore di quella &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;misteriosa dolcezza di certi verdini&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;..&lt;br /&gt;Buona lettura e buon inizio settimana miei diletti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo puzzle rappresentava un paesaggio andino di anonimo spagnolo del diciannovesimo secolo, settecentocinquanta pezzi. Mia madre era l'architetto e il capocantiere, io uno scalpellino. Le mie mansioni erano solo servili: raggruppare in un angolo tutti i pezzi  celesti, cercare nella scatola un certo pezzo tribolato, orientare diversamente il coperchio che riproduceva l'immagine. Con didascalico zelo mia madre commentava il proprio operato per rivelarmi il metodo che lo sottendeva: non rimestare caoticamente nella scatola ma scrupolosamente scostare, rivoltare, isolare; suddividere certe classi di pezzi per colorazione o per grana, allogandole in tazze, pentolini, piattini; deporre dolcemente il pezzo nella sua sede senza volervelo incastrare; comporre prima la cornice poi le figure più facili incominciando dai loro contorni infine i cieli ed i prati partendo dalla linea del loro confine; sapere quando smettere di ostinarsi su una determinata zona per aprire un fronte novello; ricordarsi che di norma un pezzo quadrilobato cade in un quadrato centrale di sedici pezzi per lato, alternare lo sguardo negativo allo sguardo positivo, dialetticamente contemperando la ricerca del pieno di cògnito vuoto e del vuoto di cògnito pieno; non fidarsi alla prima compatibilità delle forme, dei colori e delle linee ma scetticamente supporre in via prudenziale una diabolica coincidenza, e in mancanza dell'ultima certezza astenersi.&lt;br /&gt;La scuola del rigore, il rigore di quella scuola... Ebbi il privilegio di mettere un pezzo solamente alla fine del puzzle successivo, un Hans Holbein da mille: il quintultimo, mi fu concesso, con un margine di incertezza e di responsabilità che lasciandomi la facilità del debutto non me ne togliesse l'emozione. Per arrivare a collocare quel pezzo avevo dovuto imparare a tenerlo dai lati come si tengono le fotografie: deponendolo ebbi la sensazione che si sciogliesse nel quadro come una goccia di mercurio. Il corretto inserimento di quel pezzo segnò la mia iniziazione alla sublime disciplina, il cui fascino severo mi si sarebbe rivelato per gradi fino al punto in cui, come nello studio del greco antico o dell'algebra, la competenza si sveste della tecnica per diventare  fonte animalesca di piacere. Mia madre era, notoriamente, un mostro di bravura: nel volgere di due anni acquisii sufficiente destrezza per impegnarla in competizioni che, comunque risolte a suo favore, non erano del tutto prive di incertezza. In capo al terz'anno avevo raggiunto il suo livello. Passati altri tre anni, nel momento stesso in cui risolsi brillantemente l'arduo nodo esegetico di un falso cono d'ombra in un Altdorfer da quattromila, mi disse che ero diventato il più bravo. Commosso, negai: ella mi abbracciò, mi confidò che fin dalle prime prove  aveva avuto la certezza di quell'evento, mi vaticinò la gloria dell'ultima soglia, la rarefazione elisia. Oggi che sono solo e che quella soglia è mia so che per qualche istante della sua vita ella dovette averne una fugace visione, tanto le si illuminava lo sguardo quando mi parlava di quella fantastica larva, l'abolizione della tecnica, l'assolluta purificazione del gesto, la fisica, prementale conoscenza del destino di un pezzo qualsiasi, la sua immediata collocazione non già nell'economia dei pieni e dei vuoti ma nella nudità dello spazio, alla giusta, alla sola intersezione delle coordinate virtuali.&lt;br /&gt;Spesso sono visitato e travolto dalle simultanea memoria di tutti i puzzle eseguiti prima di arrivare dove mi trovo ora, Cézanne, Pontormo, Corot, Zurbaràn, Friedrich, Vermeer, Morandi, Klee, Pisanello, Van Gogh, Bruegel, Rembrandt, Goya, Van Dyck, fu anche per imparare la storia dell'arte in maniera non scolastica, attraverso i dettagli e la fisicità delle pennellate; in questo mia madre mi tacciò la via senza esitazione, facendomi capire fin dai primi tempi che qualunque soggetto non pittorico avrebbe involgarito la nostra disciplina fino a svuotarla di senso. Per una forma di pudore in cui si fondevano la pietà e il disgusto non mi parlò mai esplicitamente di puzzle con soggetti fotografici: ma io sapevo che le sue perifrasi alludevano a quegli obbrobri, e mi turbavo all'idea di tanta bassezza. La sua intransigenza fu subito la mia: non meno imbarazzato, non posso posare lo sguardo su una di quelle scatole senza provare lo scandalo dei Padri della Chiesa nei confronti dgli eretici.&lt;br /&gt;Mia madre che da molti anni si teneva sopra la quota dei cinquemila pezzi, ridiscese a livelli inferiori per il tempo necessario alla mia educazione. Una volta risalita a cinquemila, pervasa da nuova giovinezza, contenne a stento la sua febbre, e dopo avermi lasciato familiarizzare con quella quota mi trascinò con sè su per le altitudini. Ottomila, diecimila, dodicimila pezzi, il massimo cui fosse mai giunta. Tante volte mi aveva parlato di quell'antico dodicimila che quando lo portò giù dal solaio, e io capii che lo avremmo rieseguito insieme, mi sentii risucchiato alle radici stesse del mio destino. Era il grande polittico di Grünewald conosciuto come Polittico  Isenheim; incominciato la sera di Natale e condotto al ritmo di duemila pezzi al giorno fu concluso, e immediatamente disfatto, entro il termine del capodanno. Questa era un'altra delle leggi fondamentali dell'arte , ultima in ordine di applicazione ma prima dal punto di vista logico e ontologico: non potersi considerare ultimato e inverato ilpuzzle se non dopo il suo scioglimento, e precisarsi: il suo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;immediato&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; scioglimento; e scendere per corollario: andare ogni istante di indugio, dopo la prosa dell'ultimo pezzo, a detrimento del senso e quindi del valore dell'intera esecuzione, come cosa che avrebbe potuto metterne in dubbio la assoluta gratuità. Sulla coscienza di tale gratuità, pezzo dopo pezzo, si fonda il piacere e l'orgoglio dell'adepto, che in questa assenza di scopo purifica il proprio animo allegerendolo del carco di durezze che nascendo sortiamo. Per questo si dovrebbe intraprendere un puzzle non per "passare del tempo" - che rimarrebbe comunque una forma di interesse e di giustificazione &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;ab externo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; - ma solo per amore di tale cimento in se stesso, così come non sa cosa sia la lettura chi apre un libro per altro che sia il puro piacere di leggere. E dunque codesta verità imparai da mia madre: che il momento più idoneo ad incominciare un nuovo puzzle è quando siamo oberati di impegni, nell'urgenza affannosa delle cose serie, delle cose sode: quale trionfo sul mondo, allora, dedicarsi a quella sceientifica dilapidazione del tempo! Ma appunto perchè l'inutilità sia perfetta occorre che l'opera si dissolva nel momento stesso in cui si completa e completandosi si reifica: certo chi ne differisce la distruzionelo fa per contemplare ancora un pò il risultato: ma per quanto la contemplazione possa illudere del contrario, essa non è mai disinteressata. Noi infatti sappiamo che la vista del ricomposto dipinto, lungi dal rimanere un'esperienza neutra, inocula nell'esecutore l'impura  idea di aver agito a &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;quel&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; fine - la contemplazione, appunto - e non per la devozione al bello-inutile, a quel certo tipo di bello-inutile-metodico di cui si sta qui discorrendo. Eppure - anche di ciò mia madre mi avvertì per ambagi - esistono persone che completato un puzzle lolasciano gioni e giorni sul tavolo, alla mercè visiva loro &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;e di chiunque altro&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;. E persone ancora più depravate &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;che non lo disfanno mai&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;, e che per questo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;incollano&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; tutti i pezzi su un cartone o una tavola di legno sottile. E persone, infine, che arrivano al punto di &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;appendere &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;a una parete quella cosa tremenda, quell'aberrazione che è un puzzle incollato.&lt;br /&gt;Sì, l'ortodossia del puzzle era minacciata da quelle oscenità - l'eresia fotografica, l'eresia conservativa, l'eresia incollativa, l'eresia appenditiva - e a meglio fronteggiarle mia madre ed io non solo rispettavamo la legge ma anche ne professavamo un'interpretazione restrittiva. Secondo tale interpretazione, il puzzle non doveva &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-size:100%;" &gt;mai&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; essere esibito ad estranei nemmeno casualmente, ma, come cosa affatto segreta, dovere rimanere impartecipato durante l'intera sua parabola. A tal fine, considerandosi estranei anche i familiari più stretti, essere necessario al titolare di puzzle svolgere la propria attività in camera chiusa con divieto di accesso; e nell'impossibilità di interdire l'accesso, essere sommamente raccomandabile l'abitudine di coprire il lavoro, durante le pause, con un serico velabro.&lt;br /&gt;Se pertanto il devoto di essere chiamato a praticare una solenne solitudine, perchè solo nella solitudine il fruscio di quei minuscoli pezzettini si tramuterà in sermocinante sussurro. Un conto erano i puzzle a quattro mani, nei quali mia madre ed io collaboravamo come una sola persona: ma quando uno di noi aveva il personale suo proprio, mai l'altro avrebbe preteso aiutare, mai pur incombere con losguardo come a suggerire di avre visto una mossa. Nondimeno era pressochè impossibile, passando vicino all'opera incustodita dell'altro, resistere alla tentazione di inserire almeno un pezzo: in tal caso era però deontologico, prima di andarsene, disinserire quel pezzo ricollocandolo là donde lo si era prelevato, e a suo tempo avvertire: "Ti misi un pezzo, tel tolsi". Entrambi, del resto, avevano raggiunto un tale dominio della materia che anche la più piccola alterazione non ci sarebbe sfuggita.&lt;br /&gt;La solitudine... La solitudine del prigioniero, la solitudine del demiurgo. Seguendo le orme materne imparai la frammentorietà del mondo e la discontinuità dell'essere, imparai ingenuamente le vie della gnosi, imparai che non si dà sapere  che non riconduca il molteplice all'uno e non dia forma all'informe; che le monadi tengono della favola perchè nessun frammento potrà mai esaurire il disegno; che sconnesso dalla sua sede ogni ente decade: e tuttavia e finalmente, che al senso del cosmo non concorre qualità od essenza qualsia ma solo il principio di quantità nelle sue determinazioni di computabile somma e di istoriabile serie. Giustapporre, associare, legare per congruenza di forme assecondando le analogie ed esaltando le compatibilità! Decifrare gli enigmi non sulla mistica strada dei filosofi e dei teologi ma con l'animo del cartografo e dell'archivista, del lessicografo e del naturalista! Capire che il grande sapiente non è Platone, ma Ramusio, non Hegel, ma Linneo! Intravedere una linea analitica al faustismo! Per questo, per questo miraggio di una estensione orizzontale del sapere servivano puzzle sempre più grandi.&lt;br /&gt;In Italia non si reperivano scatole superiori ai dodicimila pezzi. Esauriti tutti quelli disponibli sul mercato, mia madre ed io ci trovammo presto nella penosa condizione di dovere attendere che la ditta produttrice ne distribuisse di nuovi: poichè questo avveniva a un ritmo assai più lento della nostra velocità di esecuzione, ne conseguiva che se non volevamo  aspettare troppo dovevamo ripiegare su pezzature da diecimila o ottomila in vero ormai umilianti. Certo potevamo riaffrontare un dodicimila già fatto, ma questa del rifacimento era questione troppo delicata perchè potessimo introdural così alla leggera nei nostri discorsi; pur non condividendo l'intransigenza  di grandi maestri che si erano pubblicamente pronunciati contro l'ipotesi ripetitiva, una replica era così troppo dubbia perchè noi due non la effettuassimo senza disagio.&lt;br /&gt;Quando su un catalogo specializzato trovammo notizia di una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tentazione di Sant'Antonio&lt;/span&gt; in quindicimila pezzi prodotta da una piccola ditta alsaziana per il bicentenario del Museo de Arte antiga di Lisbona ne ordinammo immediatamente due copie, quali poi svolgemmo ognuno per conto proprio con soddisfazione suprema; in quell'occasione anticipai mia madre di un giorno e una notte. Fu poi la volta di una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ronda di notte&lt;/span&gt; in ventiquattromila pezzi, acquistata per telefono da una Casa d'Aste di Buenos Aires; il catalogo non recava indicazioni di fabbrica, così fu una vera rivelazione, all'apertura del pacco, scoprire che si trattava di un esemplare unico al mondo , realizzato nel 1930 da un artigiano per un amatore uruguagio. Del quadro di Rembrandt avevamo già avuto un'esperienza da cinquemila: la diversità fu tale da farci giurare reciprocamente che mai avremmo lasciato alcunchè di intentato pur di concederci ancora un simile piacere.&lt;br /&gt;Fu così che ebbe inizio la nostra rovina economica. Divenimmo intrinseci di fotografi d'arte, stampatori e fustellatori, cui commissionammo ogni nostro antico sogno: la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Cisterna&lt;/span&gt; di Sironi in diciottomila pezzi, il particolare della targa di un cavallo di Fattori in ventimila, una china acquerellata di Kubin in venticinquemila, un Velàzquez e un de La Tour in trentamila, il &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giudizio Finale&lt;/span&gt; di Roger Van der Weyden in quarantamila, la &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pietà&lt;/span&gt; di Duccio da Buoninsegna in cinquantottomila, una livida alba di Turner in settantaduemila. E come quelle montagne di pezzettini non erano mai abbastanza alte, così non c'era tavolo che offrisse una base sufficiente. Già diecimila pezzi erano considerevoli problemi di spazio: superare tale soglia significava dover ricorrere a piani sospesi e paranchi mobili, oppure lavorare direttamente per terra, oppure ancora, quando nemmeno il pavimento è capace, accettare di ripartire il puzzle in settori da eseguire separatamente in più stanze o in più tempi. Allora, percorrendo stretti camminamenti fra i mosaici e le tessere sparse, ci aggiravamo dentro la casa come posatori bizantini, in volumi perpetuamente invasi dalla sospensione del pulviscolo  di cartone che ogni puzzle lascia in residuo; ho il sospetto, anzi la certezza, che quell'aereo plancton non facesse bene alla nostra salute: ma noi lo si attraversava a cuor leggero, e quando i raggi del sole lo illuminavano ci sembrava una... una chiamata.&lt;br /&gt;La nostra ansia di perfezione non conosceva limite. Se già da molti anni avevamo preso l'abitudine di rinunziare a guardare l'immagine di riferimento (tanto da arrossire all'idea che c'era stata un'età precedente in cui avevamo indulto a quella pratica volgare), e se in concomitanza della penuria dei dodicimila eravamo talvolta ricorsi all'espediente di mescolare insieme i pezzi di due identici puzzle da seimila (che poi identici non essendo per via dell'irripetibilità di ogni trafilatura non consentivano l'intercambiabilità dei pezzi, moltiplicando al contrario, per necessità sceverativa, i fronti ambigui del cimento), ora mia madre ed io ci inoltrammo nell'esplorazione di più fantastiche vie. Ordinammo quattro puzzle da venticinquemila raffiguranti ciascuno una diversa Madonna del Giambellino: discioltili in un unico serbatoio, conoscemmo l'ebrezza di assegnare tutti quei blu ai quattro simillimi ma differenti panneggi. Decidemmo di realizzare un puzzle a scacchiera, mettendo un pezzo sì e uno no in modo che si toccassero solo con gli spigoli: saggiato con un Sebastiano del Piombo da ventimila, il metodo fu perfezionato con un Gauguin da trentottomila, nella quale occasione eseguimmo anche una seconda scacchiera, complementare e negativa della prima. Ci spingemmo in questa direzione fino a stabilire di disporre i pezzi secondo una complessa successione algoritmica: ma di questo esperimento, di cui per altro fu oggetto un semplice Seurat da diecimila, non serbo un ricordo significativo. E naturalmente, eseguivamo puzzle capovolti, di ogni dimensione e pezzatura; per elevare alla sua potenza tale difficoltà, facemmo fustellare cartoni grigi su entrambi i lati con politura e patinatura &lt;span style="font-style: italic;"&gt;double-face&lt;/span&gt;. Nell'impossibiltà di aumentare a dismisura  il numero dei pezzi ci aveva preso come una mania sottrattiva: abolita l'immagine, fu giocoforza pervenire alla completa abolizione della dimensione visiva, risultato che ottenemmo operando al buio per mera sensibiltà digitale; su questa strada, tuttavia, ed è cosa che non posso rivelare senza una certa pena, mia madre non fu in grado di seguirmi fino in fondo. Dal canto mio, giunsi invece a lavorare con un paio di guanti per mortificare la virtù dei polpastrelli.&lt;br /&gt;Fra un puzzle e l'altro solevamo svagarci con esercizi mnemonici, il più elementare dei quali consisteva in questo: prelevato un pezzo da una delle centinaia di scatole, uno di noi invitava l'altro a riconoscerne la provenienza; la risposta andava articolata come segue: "Paul Cèzanne, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Paesaggio normanno&lt;/span&gt;, olio su tela, 1891, kunstmuseum di Berlino, trentamila unità, frammento di tronco di quercia"; "Simone Martini, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La maestà&lt;/span&gt;, affresco, 1315 circa, Palazzo Pubblico di Siena, quarantamila unità, frammento di aureola dell'Arcangelo Gabriele".&lt;br /&gt;Adesso si è fatto veramente tardi. Potrei raccontare ancora tante cose, ma non ne ho la voglia nè il tempo: vi dico che è tardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di tanta memoria, di tutta la mia memoria, scelgo di portarmi nel nulla quel cortese fruscìo, le screpolature nell'oro delle tavole medioevali, la misteriosa dolcezza di certi verdini.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-5661179952956591579?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/5661179952956591579/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=5661179952956591579' title='24 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/5661179952956591579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/5661179952956591579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/03/certi-verdini.html' title='Certi verdini'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/ScL987kM8aI/AAAAAAAAAz0/xbrK0jVvcWs/s72-c/LON29357.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>24</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-1045024187800413176</id><published>2008-03-15T23:10:00.001+01:00</published><updated>2009-03-15T11:49:44.193+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita'/><title type='text'>Charles Bukowski...The Man with The Beautiful Eyes</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/qtgPHRKpFFU&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/qtgPHRKpFFU&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dedicato a &lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;Michele&lt;/span&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-1045024187800413176?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/1045024187800413176/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=1045024187800413176' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/1045024187800413176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/1045024187800413176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2008/03/charles-bukowskithe-man-with-beautiful.html' title='Charles Bukowski...The Man with The Beautiful Eyes'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-2730000002107807504</id><published>2009-03-13T18:10:00.018+01:00</published><updated>2009-03-15T02:48:14.600+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Pasolini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divagazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nazirock'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ego'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema'/><title type='text'>L'intelligenza non avrà mai peso...</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Rieccomi qui tra voi...Per impegni improrogabili ho dovuto abbandonare il blog e poi, come qualcuno ha detto, ogni tanto una pausa è salutare no?! &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Colgo l'occasione di questo tranquillo sabato sera a casa per parlarvi un pò...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Negli ultimi giorni ho avuto modo di vedere il documentario di Claudio Lazzaro &lt;a href="http://www.nazirock.it/film.php"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Nazirock&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; che racconta dall'interno la destra radicale usando come filo conduttore la musica rock, un rock però di xenofobia, razzismo, incitazioni alla violenza e richiami nostalgici ai tempi della svastica e del saluto romano. Ciò che più mi ha colpito sono state le interviste ai giovani che partecipavano al "meeting politico" organizzato da Forza Nuova svoltosi a Viterbo nel Lazio. Ragazzi dallo sguardo tutt'altro che criminale guidati da chi sa strumentalizzare benissimo la loro voglia di giustizia e la loro smisurata ignoranza (&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;“Gli ebrei deportati a Roma? Non lo sapevo. L’olocausto? Si, ma non erano sei milioni. Quanti? Uno, al massimo. Chi te l’ha detto? Un sito. Quale? Non ricordo”&lt;/span&gt;)&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;. Come dice Lazzaro &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;c’è l’industria della paura che li aiuta a sbagliare: una destra politica, i Fiore, i Borghezio, i Romagnoli, che prospera su rancori e pregiudizi, fomentandoli. &lt;/span&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;E non sono soltanto i nuovi poveri a subire il contagio. La paura s'insinua nelle fasce dominanti. Manca la sicurezza. Gli stranieri fanno figli, noi no. Diventeremo minoranza, dovremo rinunciare alla nostra cultura, saremo spazzati via nel giro di poche generazioni. Sono questi gli argomenti su cui punta la destra radicale. elevare muri, costruire recinti, ripristinare e rinforzare barriere di classe, queste le risposte difensive che vengono proposte".&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Sul palco si susseguono militanti e leader di varie nazionalità, tra i più applauditi sono Luigi Ciavardini, uno degli autori della Strage di Bologna e Andrea Insabato responsabile dell'attentato dinamitardo del 2000 alla sede del Manifesto...&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il tutto sulle note degli Hobbit che intonano un vero e proprio inno alla violenza negli stadi anticipando i sanguinosi scontri di Catania e la morte dell'Ispettore Filippo Raciti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Tanto per rimanere in tema, ho iniziato a leggere A.C.A.B. (All Cops are Bastards) di Carlo Bonini ma riservo i miei commenti a quando l'avrò terminato mentre non posso fare a meno di lodare Marco Tullio Giordana. Dopo aver visto i suoi film &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;I cento Passi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; (2000) e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;La Meglio Gioventù&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; (2003)  che rimangono tra i miei preferiti, qualche giorno fa, ho avuto modo di vedere &lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.cinetecadibologna.it/sitopasolini/saggistica_delittoitaliano_giordana.htm"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pasolini, un delitto italiano&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; (1995). Trattasi di un semi-documentario che racconta la morte di questo grand'uomo, le pessime indagini ed il primo processo. Pasolini,  intellettuale di spessore inestimabile, appare solamente nelle immagini del massacro, in fotogafie, nella lettura dei suoi versi e dei suoi articoli. Doloroso e commovente il film ricostruisce le dinamiche di un delitto tutto politico, tutto italiano, frutto del bigottismo, delll'ignoranza, dell'odio...Pier Paolo Pasolini era colpevole perchè "comunista ed omosessuale", perchè coraggioso e trasparente, tutte qualità che, ahimè, rimangono ancora oggi scomode.&lt;br /&gt;Il film si chiude con un estratto da "La Guinea", &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;Poesia in forma di Rosa&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;, in "Bestemmia", recitata dallo stesso Pasolini, sempre più attuale che mai:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Arial,Helvetica;font-size:100%;"  &gt;"...L'intelligenza non avrà mai peso, mai&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Arial,Helvetica;font-size:100%;"  &gt;nel giudizio di questa pubblica opinione.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Arial,Helvetica;font-size:100%;"  &gt;Neppure sul sangue dei lager, tu otterrai&lt;/span&gt; &lt;p  style="text-align: left;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;da uno dei milioni d'anime della nostra nazione,&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;un giudizio netto, interamente indignato:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;irreale è ogni idea, irreale ogni passione,&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: left;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;di questo popolo ormai dissociato&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;da secoli, la cui soave saggezza&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;gli serve a vivere, non l'ha mai liberato.&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: left;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Mostrare la mia faccia, la mia magrezza -&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;alzare la mia sola puerile voce -&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style="font-size:100%;"&gt;non ha più senso: la viltà avvezza&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt; &lt;span style=";font-family:Arial,Helvetica;font-size:100%;"  &gt;a vedere morire nel modo più atroce &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Arial,Helvetica;font-size:100%;"  &gt;gli altri, nella più strana indifferenza.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Arial,Helvetica;font-size:100%;"  &gt;Io muoio, ed anche questo mi nuoce...&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;"&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Fu-2lpMh4uY&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Fu-2lpMh4uY&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-2730000002107807504?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/2730000002107807504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=2730000002107807504' title='21 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/2730000002107807504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/2730000002107807504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/03/lintelligenza-non-avra-mai-peso.html' title='L&apos;intelligenza non avrà mai peso...'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-6548216560588501906</id><published>2009-02-23T17:36:00.018+01:00</published><updated>2009-03-15T02:40:41.367+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divagazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Charlie Chaplin'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ego'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema'/><title type='text'>Tempi Moderni</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Ps6ck1ejoAw&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1"&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/Ps6ck1ejoAw&amp;amp;hl=it&amp;amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Ieri sera, dopo un'intensa giornata di studio, ho visto questo capolavoro di Charlie Chaplin, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tempi_moderni"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Tempi Moderni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; (1936) ...&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;In alcune parti, mi son ritrovata a ridere da sola, come una stupida, mentre altre mi hanno quasi commossa. Chaplin è tremendamente espressivo, sono i suoi occhi, il suo corpo, i suoi gesti a parlare, quasi non ci si accorge di guardare un film muto.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;Adorabile!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Gli anni sono quelli della recessione, della chiusura delle fabbriche...In America la grande depressione intristiva e impoveriva la popolazione e l'economia mentre in Europa già  tiravano venti di guerra.  Quella di Charlot è una visione innocente, come quella di un "bambino" che non si trattiene dal denunciare pubblicamente le assurdità e contraddizioni del mondo, la durezza e le ingiustizie della società moderna...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Simbolo di quell'alienazione umana provocata dall'avvento della società industriale e capitalista, Chaplin fu espulso dagli Stati Uniti al grido di "cane rosso" condividendo lo stesso trattamento riservato al grande Ejzenstejn messo alla porta dalla parte più nera di Hollywood, da quell'America antisemita e reazionaria in quanto "assassino e brigante bolscevico", "grave minaccia per gli Stati Uniti"...&lt;br /&gt;Il fim è sensazionale, un'opera d'arte! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Per il mio prossimo esame dovrò vedere anche &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Metropolis&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; di Fritz lang (1926), &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Gandhi&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; di Richard Attemborough (1982) e &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Freud, passioni segrete&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; di Jhon Huston (1962) mentre ho già visto &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Novecento&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; (1976) di Bernardo Bertolucci.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Stanca e sognante, ho bevuto il mio infuso di camomilla, miele e vaniglia (stenderebbe anche un elefante!) e sono letteralmente crollata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Questa mattina appena sveglia, mentre gustavo il mio caffè, ho saputo inaspettatamente i risultati dell'esame scritto di Spagnolo ed è andato bene! &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Quale miglior modo d'iniziare la giornata?!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Penso proprio che passerò questo pomeriggio a prendermi cura di me. Ne sento proprio il bisogno.&lt;br /&gt;Leggerò qualcosa, ascolterò un pò di musica ed andrò in palestra...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Il tutto con molta calma.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ora scappo che altrimenti resto a digiuno!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Un bacio a tutti!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;p.s. si sente che sono contenta eh!?   :D&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-6548216560588501906?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/6548216560588501906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=6548216560588501906' title='23 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/6548216560588501906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/6548216560588501906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/02/tempi-moderni.html' title='Tempi Moderni'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>23</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-2501330919487260635</id><published>2009-02-16T21:55:00.005+01:00</published><updated>2009-02-20T18:01:49.381+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Poesia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divagazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Foto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bertold Brecht'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ego'/><title type='text'>A coloro che verranno</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SZnVr8eejiI/AAAAAAAAAzk/Y8GuLUVsZBY/s1600-h/SCF6943.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SZnVr8eejiI/AAAAAAAAAzk/Y8GuLUVsZBY/s400/SCF6943.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5303504987150519842" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-family: arial;"&gt;Davvero, vivo in tempi bui!&lt;br /&gt;La parola innocente è stolta. Una fronte distesa&lt;br /&gt;vuol dire insensibilità. Chi ride,&lt;br /&gt;la notizia atroce&lt;br /&gt;non l'ha saputa ancora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quali tempi sono questi, quando&lt;br /&gt;discorrere d'alberi è quasi un delitto,&lt;br /&gt;perchè su troppe stragi comporta silenzio!&lt;br /&gt;E l'uomo che ora traversa tranquillo la via&lt;br /&gt;mai più potranno raggiungerlo dunque gli amici&lt;br /&gt;che sono nell'affanno?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È vero: ancora mi guadagno da vivere.&lt;br /&gt;Ma, credetemi, è appena un caso. Nulla&lt;br /&gt;di quel che fo m'autorizza a sfamarmi.&lt;br /&gt;Per caso mi risparmiano. (Basta che il vento giri,&lt;br /&gt;e sono perduto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Mangia e bevi!", mi dicono: "E sii contento di averne".&lt;br /&gt;Ma come posso io mangiare e bere, quando&lt;br /&gt;quel che mangio, a chi ha fame lo strappo, e&lt;br /&gt;manca a chi ha sete il mio bicchiere d'acqua?&lt;br /&gt;Eppure mangio e bevo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vorrei anche essere un saggio.&lt;br /&gt;Nei libri antichi è scritta la saggezza:&lt;br /&gt;lasciar le contese del mondo e il tempo breve&lt;br /&gt;senza tema trascorrere.&lt;br /&gt;Spogliarsi di violenza,&lt;br /&gt;render bene per male,&lt;br /&gt;non soddisfare i desideri, anzi&lt;br /&gt;dimenticarli, dicono, è saggezza.&lt;br /&gt;Tutto questo io non posso:&lt;br /&gt;davvero, vivo in tempi bui!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: center; font-family: arial;"&gt;  Nelle città venni al tempo del disordine,&lt;br /&gt;quando la fame regnava.&lt;br /&gt;Tra gli uomini venni al tempo delle rivolte,&lt;br /&gt;e mi ribellai insieme a loro.&lt;br /&gt;Così il tempo passò&lt;br /&gt;che sulla terra m'era stato dato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio pane, lo mangiai tra le battaglie.&lt;br /&gt;Per dormire mi stesi in mezzo agli assassini.&lt;br /&gt;Feci all'amore senza badarci&lt;br /&gt;e la natura la guardai con impazienza.&lt;br /&gt;Così il tempo passò&lt;br /&gt;che sulla terra m'era stato dato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al mio tempo le strade si perdevano nella palude.&lt;br /&gt;La parola mi tradiva al carnefice.&lt;br /&gt;Poco era in mio potere. Ma i potenti&lt;br /&gt;posavano più sicuri senza di me; o lo speravo.&lt;br /&gt;Così il tempo passò&lt;br /&gt;che sulla terra m'era stato dato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le forze erano misere. La meta&lt;br /&gt;era molto remota.&lt;br /&gt;La si poteva scorgere chiaramente, seppure anche per me&lt;br /&gt;quasi inattingibile.&lt;br /&gt;Così il tempo passò&lt;br /&gt;che sulla terra m'era stato dato.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;  Voi che sarete emersi dai gorghi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; dove fummo travolti&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; pensate&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; quando parlate delle nostre debolezze&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; anche ai tempi bui&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; cui voi siete scampati.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; Andammo noi, più spesso cambiando paese che scarpe,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; attraverso le guerre di classe, disperati&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; quando solo ingiustizia c'era, e nessuna rivolta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; Eppure lo sappiamo:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; anche l'odio contro la bassezza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; stravolge il viso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; Anche l'ira per l'ingiustizia&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; fa roca la voce. Oh, noi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; che abbiamo voluto apprestare il terreno alla gentilezza,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; noi non si potè essere gentili.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; Ma voi, quando sarà venuta l'ora&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; che all'uomo un aiuto sia l'uomo,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; pensate a noi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; con indulgenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:85%;" &gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Bertold Brecht&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-2501330919487260635?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/2501330919487260635/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=2501330919487260635' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/2501330919487260635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/2501330919487260635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/02/quelli-nati-dopo-di-noi.html' title='A coloro che verranno'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SZnVr8eejiI/AAAAAAAAAzk/Y8GuLUVsZBY/s72-c/SCF6943.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-1385304356329440254</id><published>2008-05-13T14:31:00.001+02:00</published><updated>2009-02-15T01:52:16.736+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divagazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Foto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ego'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Viaggi'/><title type='text'>Una gita inaspettata...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_CZaVtKtZZjQ/SCmyZ3KYQZI/AAAAAAAAAY0/OBTWn2NQICs/s1600-h/IMG_3243.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp2.blogger.com/_CZaVtKtZZjQ/SCmyZ3KYQZI/AAAAAAAAAY0/OBTWn2NQICs/s400/IMG_3243.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199883402149904786" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_CZaVtKtZZjQ/SCmxUnKYQXI/AAAAAAAAAYk/pNkjYj8D82U/s1600-h/IMG_3270.JPG"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://bp1.blogger.com/_CZaVtKtZZjQ/SCmxUnKYQXI/AAAAAAAAAYk/pNkjYj8D82U/s400/IMG_3270.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199882212443963762" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Domenica mattina ho aperto gli occhi e stranamente ho trovato mio fratello, Emanuela e Ivan(  due miei amici ) svegli, pimpanti e pronti per andare a Caserta a vedere la Reggia...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Spettacolo che mi ha alquanto sbalordito visto che solitamente per svegliare mio fratello ci vogliono bombe!&lt;br /&gt;Beh...Avrei dovuto studiare ma non ho resistito alla tentazione di una bella giornata e poi ho colto l'occasione...Non avevo mai visitato la Reggia prima d'ora!&lt;br /&gt;Quando siamo arrivati lì, più o meno verso ora di pranzo, c'era un sole che spaccava le pietre.&lt;br /&gt;Ci siamo "buttati" sul prato ed abbiamo mangiato qualcosina...C'era anche una specie di gara di cavalli, bellissimi!!! Poi nell'enorme giardino abbiamo camminato, camminato e camminato facendo foto qua e là( per più di un km e mezzo credo )...&lt;br /&gt;Una cara donnina ha "finemente" esclamato:&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Marò e cher'è, o' serviz' fotografic'!!!"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;...Che delicatezza...&lt;br /&gt;Ed un'altra mentre stavo facendo una foto dove voleva farla anche lei, mettendomi fretta, mi ha detto con un tono alquanto acido:&lt;span style="font-style: italic;"&gt;"Hai finito!"&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Che modi!&lt;br /&gt;Almeno, ripensandoci,  mi hanno fatto fare un pò di risate...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Reggia è stupenda, a parte lo spettacolo orribilante dei poveri pesci morti che gallegiavano nell'acqua stagnante...Internamente purtroppo siamo riusciti a vederne solo una parte perchè si era fatto tardi ed eravamo stremati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Augurandovi un buon inizio settimana vi allego un paio di foto del "servizio fotografico"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-1385304356329440254?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/1385304356329440254/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=1385304356329440254' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/1385304356329440254'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/1385304356329440254'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2008/05/una-gita-inaspettata.html' title='Una gita inaspettata...'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-6305910517604838719</id><published>2009-02-08T03:33:00.022+01:00</published><updated>2009-02-11T12:42:14.052+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Attualità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='A.N.P.I.'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lettura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Resistenza'/><title type='text'>...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SZGjvILb-zI/AAAAAAAAAzc/cStnrDJ7whk/s1600-h/partigiane%5B1%5D.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 368px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SZGjvILb-zI/AAAAAAAAAzc/cStnrDJ7whk/s400/partigiane%5B1%5D.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5301198266436418354" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Miei cari,  perdonate l'assenza...&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;In questi giorni ho avuto mille cose da fare  e poco tempo da dedicare a me stessa ed a questo bell'angoletto. Sono stata a Napoli per un esame scritto, speriamo sia andato bene (soprattutto spero di avere i risultati prima dell'anno prossimo!) e presto dovrò farne un altro.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;Per quel che mi riguarda, non ho molto di nuovo da raccontarvi. Sento soltanto di dover esprimere il mio profondo disgusto per gli ultimi avvenimenti che attanagliano il nostro "bel Paese". Per com'è stato trattato e strumentalizzato il caso di Eluana Englaro, sia da parte della nostra vergognosa classe politica, sia dalla tv...E per la "povera" Chiesa cattolica, che regna sovrana  e che continua a calpestare diritti, sentimenti e dignità, affermando la propria dottrina (a mio avviso caratterizzata da un inspiegabile masochismo, altro che cultura della vita!) ed il proprio potere a tutti i costi. Tutto questo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;in uno Stato incoerente, che definisce la laicità come suo "principio supremo"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; soltanto nelle parole e non nei fatti.&lt;/span&gt; &lt;span style="font-family:arial;"&gt;In un Paese dove stanno perdendo colpi, giorno dopo giorno, i principi di quella Costituzione ispirata all'Antifascismo, alla Democrazia, per la quale tanti hanno combattuto immolando la propria vita, sento di dover fare qualcosa, nel mio piccolo, per poter salvaguardare &lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;"il ruolo storico svolto dalla lotta partigiana mediante la promozione di ricerche e testimonianze, la difesa dal vilipendio e dal revisionismo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;, il sostegno ideale ed etico dei "valori di libertà e democrazia" alla base della Costituzione della Repubblica Italiana del 1948  nata dalla Resistenza!"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;...Questi gli obiettivi dell' &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://www.anpi.it/"&gt;A.N.P.I.&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ANPI"&gt;Associazione Nazionale Partigiani d'Italia&lt;/a&gt;) alla quale ho aderito anch'io, da poco, &lt;a href="http://www.anpi.rimini.it/tessera_anpi.php"&gt;tesserandomi&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Come diceva Pier Paolo Pasolini &lt;span style="font-style: italic;"&gt;"La Resistenza e il Movimento Studentesco sono le due uniche esperienze democratico-rivoluzionarie del popolo italiano. Intorno c'è silenzio e deserto: il qualunquismo, la degenerazione statalistica, le orrende tradizioni sabaude, borboniche, papaline"&lt;/span&gt;. Dobbiamo tener duro e stringere i denti in questa situazione avvilente, non possiamo e non dobbiamo darci per vinti...Abbiamo il diritto ed il dovere di continuare a far sentire la nostra voce!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero di riuscire ad essere più presente in questo spazio nei prossimi giorni...&lt;br /&gt;Un caro saluto a tutti voi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p.s. dimenticavo...Nel pacco speditomi da &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://lamiavitafuoridalmondo.blogspot.com/"&gt;Michele&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; la scorsa settimana ho trovato&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; il libro di &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_Bonini"&gt;Carlo Bonini&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;, &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial; font-style: italic;" href="http://www.einaudi.it/einaudi/ita/news/can1/5-1275.jsp"&gt;A.C.A.B.&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial; font-style: italic;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/A.C.A.B."&gt;All Cops Are Bastards&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;) che muoio dalla voglia di leggere. Lo farò non appena sarò un pò più libera...Il libro parla di Michelangelo, "Drago" e "lo Sciatto", "tre celerini bastardi", cresciuti nel culto della destra fascista, che si scoprono disillusi al termine di una parabola di violenza che è la loro "educazione sentimentale". La narrazione di Bonini svela, attraverso l'occhio ed il linguaggio degli "sbirri" ed una lunga inchiesta sul campo, la trama occulta dei più sconcertanti episodi di violenza urbana accaduti in Italia negli ultimi due anni. Collega episodi accaduti in tempi e luoghi diversi come l'assalto militare degli ultras ad una caserma di Roma e la caccia al romeno nelle periferie, i Cpt per immigrati clandestini e gli scontri della discarica di Pianura. La catena dell'odio e delle impunità...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A presto!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-6305910517604838719?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/6305910517604838719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=6305910517604838719' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/6305910517604838719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/6305910517604838719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/02/blog-post.html' title='...'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SZGjvILb-zI/AAAAAAAAAzc/cStnrDJ7whk/s72-c/partigiane%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-4823958303559779712</id><published>2009-02-01T18:20:00.012+01:00</published><updated>2009-02-02T16:16:21.067+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vinicio Capossela'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divagazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>Cantore, poeta, sciamano</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SYYhv1jetJI/AAAAAAAAAyk/b3y-x3BHZgY/s1600-h/052D29070-Vinicio+Capossela.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 267px; height: 400px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SYYhv1jetJI/AAAAAAAAAyk/b3y-x3BHZgY/s400/052D29070-Vinicio+Capossela.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297959117361427602" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:arial;font-size:100%;"  &gt;"Si è spento il sole” e             comincia la notte, nella notte ci muoviamo e soffriamo, cerchiamo             chi ci corrisponda, chi             possa             darci compagnia di reazione e divita, e dal protettivo rifugio della notte             rifiutiamo i sentimenti ricattatori, consci che speranze non             sussistono, che non ci sarà un risveglio, che se risveglio dovesse esserci presenterà uno scenario di bruttezza, di rovina, di orrore.&lt;br /&gt;I concerti-spettacolo meno recenti di Vinicio Capossela, tutti di approssimata             regia e di grandissima suggestione, attorno a un cantante-attore che sa istintivamente fare teatro e riempire la scena, facevano sfilare costellazioni e stelle sullo schermo-fondale, uno schermo contro il quale il lunare pierrot Vinicio cantava la sua malinconia e la sua (dolce) disperazione muovendosi con la goffaggine di un bambino e con la cautela di un gatto. Il "paesaggio" sonoro e visivo era un &lt;span style="font-style: italic;"&gt;no land&lt;/span&gt; che, nonostante ipunti fermi e saldi degli strumenti muscali, dell'amico pianoforte e dei compagni di squadra era tuttavia - ed è ancora- una &lt;span style="font-style: italic;"&gt;waste land&lt;/span&gt;. Dolce, tranquilla disperazione. Anzi&lt;span style="font-style: italic;"&gt; saudade&lt;/span&gt; alla brasiliana perchè più che l'angoscia del presente e del futuro l'ispirazione e il funambolismo di Capossela ci sembrava  mossa da una ben nota (una volta la chiamavano crepuscolare) nostalgia di non si sa cosa, di cui era possibile però intuire alcune componenti e una soprattutto, la nostalgia di uno ieri contadino quando il sole splendeva, quando la comunità esisteva.&lt;br /&gt;  Nostalgia di provincia, di ordine della natura e delle cose, di radicamento, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;di un passato che non si è avuto&lt;/span&gt;. Il Sud, il villaggio, la terra, prima dell'emigrazione e dell'esperienza definitiva del "senza casa", e l'illusione che nella notte, tra grida di animali e andar di nuvole e di stelle, qualcosa di quello ieri si potesse ancora incontrare. Esilità e delicatezza dei momenti felici, tristezza dei distacchi e delle lontananze e via via, in un crescendo che diventa euforia, era come se, evocate dalla dolcezza di un canto solitario, di un lamento non lagnoso, dalle tristi ballate fatte di versi sussurrati e sgangherati, la&lt;span style="font-style: italic;"&gt; saudade&lt;/span&gt; coinvolgesse altri mondi, che recuperasse i richiami di molti ieri e di molti altrove, e filastrocche ossessive e scatenamenti campestri da dopo-fatica, da festa paesana, da balera, da circo e da aia, soprattutto da aia.&lt;br /&gt;Lo stordimento era allora una reazione alla &lt;span style="font-style: italic;"&gt;saudade&lt;/span&gt;, una fuga dal presente  e l'infantile bisogno di intontirsi, per spostarsi e allontanarsi da qui anche se non si sa più dove andare. Recuperi folclorici, lunatiche variazioni sui ricordi del noto, ma anche perlustrazioni del dimenticato, citazioni su citazoni, piccoli plagi ora pudichi e ora spudorati, omaggi su omaggi: ricerca di fratellanze. Ma più vagheggiate che attuate, e più con i morti o i lontani che con i vivi o i vicini. Il nostro grande venerato e amato dagli happy few ma anche al contatto diretto un pò insopportabile Matteo Salvatore! L'amarezza delusa e gridata di Vysotskij e quella spavalda di Tom Waits! Il più festaiolo Louis Prima e il più riminese Fellini! Buscaglione e Conte! Il jazz Prokof'ev! Nino Taranto e Freak Antoni! L'altro Vinicius e Gilberto Gil! Cuco Sanchez e le dimenticate divine del bolero! Kurt Weill e Bregović-Kusturica! Insomma: l'aia, il circo, la balera. Il sabato del villaggio e della città, ma anche la domenica, la festa: la messa, la banda, il gelato e il calcinculo! L'amore infelice, l'amore fuggitivo, l'amore sperato! E naturalmente su altre note Charlot, che aveva esordito sulle scene con l'assai notturno e complicato ritorno a casa dell'ubriaco a cui, forse senza saperlo, Capossela ha reso più volte un omaggio delicato e affettuoso: da un ritorno negato all'altro. L'Eden dell'infanzia, la nostra casa - inutile cercarla, ma come si fa a non cercarla? - non c'è più, e allora: dove mai puoi "tornare"? Mi piacerebbe che Capossela potesse vedere, prima o poi, il film di Nicholas Ray &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Il temerario&lt;/span&gt; (con Robert Mitchum, 1952) dove c'è, ha scritto Wim Wenders dicendo il vero, il più bel "ritorno a casa" della storia del cinema: un ritorno impossibile.&lt;br /&gt;  In questa dimensione plurima e vagante le cantilene di Capossela si esasperano e si fanno dionisiache, ma poi torna la notte a chiudersi sul nostro pupazzo di cera ancora afflitto da cuore e sentimenti , e così estraneo alla volgarità, così perdente-cosciente, protetto da una così commuovente e adolescente grazia impacciata e maldestra e ovviamnete da Euterpe, e accompagnato ovviamente dai suoi emblemi e dalle sue voci, dai suoi "monacielli", la Chitarra di Sax la Fisarmonica il Contrabasso...La ricerca della nostra complicità (il pubblico) come unica comunicazione- consolazione possibile si esplicita in un colloquio ahi quanto fragile che finirà all'alba, con lo spuntare del sole, buttandoci fuori dallo spazio magico che il piccolo sciamano sradicato di un'eterna migrazione ha evocato per trascinarci  nel suo cerchio a condividere la sua solitudine e malinconia...&lt;br /&gt;  Contro ogni birignao da cantautore...E contro ogni compiacenza da seduttore televisivo o "repubblicano" Vinicio Capossela è il triste maschio senz'amore del nostro tempo prefinale, il mite retore dei nostri più intimi disagi, il poeta libero e approssimato, il musicista dei cnto motivati riporti, l'adulto convinto che "l'illusione è il lusso della gioventù", ma che non ce la fa ad invecchiare e a smettere di illudersi. E continua, nella notte, a cercare mani amiche che col sole rifiuta, perchè solo della notte si può fidare e solo nella notte può stare, luogo degli stordimentie di quelle dimenticanze artificiali che sembra prediligere.&lt;br /&gt;  Egli ha saputo sempre trovare qualche nota che era anche nostra e di ogni migrante senza più casa, pure quando vorrebbe trovarne e cantarne ben altre, e ci rappresenta e ci canta, imperfetto irresoluto rompibile fugace snervato, e ci accompagna nella interminabile notte in cui molti di noi non vorrebbero trovarsi e da cui ci risveglierà un sole malato e crudele, sbattendoci in faccia tutta la violennza di una realtà insopportabile. La "nuttata" non passerà più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho detto degli spettacoli e dischi del Capossela di ieri, quello delle &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Canzoni a manovella&lt;/span&gt; e di &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Modì&lt;/span&gt;, musicista irrequieto e curioso, poeta ora euforico e ora dolente, attore scoordinato e spontaneo, esploratore insaziabile delle proprie possibilità e di zone dimenticate o, per la nostra tradizione, inedite. E quello di oggi?&lt;br /&gt;Parlando del Capossela di ieri mi è sfuggito il sostantivo "sciamano", che è quello che sembra più contraddistinguere il Capossela di oggi. Cosa è cambiato in lui, cosa troviamo di diverso in &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Ovunque proteggi&lt;/span&gt;? Troviamo che si sono andati precisando in un processo di maturazione artistica raffinatissimo il sincretismo musicale, il sincretismo culturale che lo hanno caratterizzato sin dagli esordi - dentro una logica postmoderna non finta e citazionistica, ma autentica e piagata quanto quelle di scrittori come Siti o Lagioia e di registi come Olmi e Garrone, non commerciale e libresca, modaiola e frigida come in tanti altri inseguitori della più superficiale attualità. ma troviamo anche un altro elemento che ha preso fiato che ha dilagato: il sincretismo religioso.&lt;br /&gt;Ho incontrato di recente per le vie di Napoli un musicista che ammiro, benchè molto ideologico e di conseguenza con un sospetto di opportunismo nella ricerca di un pubblico "di sinistra" (perchè questo pubbllico, inetto sulla lunga durata politica, vuole essere compiaciuto nella sua doppiezza morale e vuole che gli si cantino le rivoluzioni di ieri e di altrove mentre invece difende con costante conformismo comportamentale il suo benesssere e ei suoi privilegi di qui e di adesso) e gli ho detto di aver ascoltato da poco  il bel disco ultimo di Vinicio. Mi ha risposto sdegnato che, da quando Vinicio si è messo anche lui a misticheggiare, gli interessa più poco. E' un'opinione che ho sentito più volte a proposito del Vinicio recente, e che mi pare confonda in uno stesso calderone la stupidità new age dei consolati  e confortati e la sofferta inquietudine  degli sconsolati e confortati. In sostanza, Vinicio Capossela ha "scoperto"  qualcosa che tutti dovremmo ben sapere da tempo, essendo da tempo usciti, o scacciati dalla storia, dalle illusioni dette marxiste e dalla convinzione ebraico-cristiana-musulmana che l'uomo sia al centro dell'universo, una creatura privilegiata fatta da Dio a sua immagine e somiglianza...&lt;br /&gt;  Rispetto a Marx abbiamo dovuto, volenti o nolenti, fare dei passi indietro (indietro?) per rincontrare Darwin, anche lui usabile a destra - il darwinismo sociale - come a sinistra - la coscienza della nostra eredità e condanna animale, l'imperfezione della nostra evoluzione, il posto che occupiamo sulla terra diventanto abusivo  e distruttivo della terra tutta, il ritorno alla nuda lotta per la vita  e alla nuda legge del più forte...E un altro passo indietro (indietro?) abbiamo dovuto fare, volenti o nolenti rispetto a Freud, perchè dalle speranze "positiviste" di Freud abbiamo dovuto espungere le idee di una possibile guarigione. Abbiamo dovuto rileggere Jung  e ripensare agli archetipi, incontrando anche in questo un uso "di destra" di Jung e uno "di sinistra", per intenderci quello dei veri pochi grandi del postmoderno cinematografico odierno, Tsai Ming Liang e Cronenberg, Lynch e Ciprì e Maresco, e quel Kaurismaki che ci sembra l'artista non italiano più "affine" nell'animo al nostro Capossela. Ma dobbiamo anche riconoscere che Marx non ha mai avuto ragione  quanto oggi quando di che "tutto è economia" e Freud non ha mai avuto ragione quanto mette in guardia dalla precisa possibiliatà - che vale per il singolo e vale per la società e per l'umanità tutta, vale per l'uomo - che l'istinto di morte prevalega sull'istinto di vita. Con buona pace dell'amico napoletano, è con questi dati di fatto che tutti abbiamo dovuto o dobbiamo fare i conti. E il disagio che ne deriva - chiamiamolo semplicemente fallimento della storia e dell'uomo, del progresso e della civiltà - ci impone di ridiscutere le fondamenta delle nostre convinzioni, la loro inadeguatezza a interpretare il presente (e la paura che deriva, di un futuro incontrollabile), e di ritornare alle domande fondamentali: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo.&lt;br /&gt;Quel che Capossela va facendo è infine questo, porsi queste domande. In modo senza dubbio confuso, ma chi non è confuso, oggi, se non si accontenta delle menzogne correnti e se si ferma a pensare?&lt;br /&gt;  Il sincretismo musicale si accoppia molto bene al sincretismo religioso o filosofico, nell'opera attuale di Capossela. E l'inno alla Resurrezione del Figlio dell'Uomo, del Gioia, nel più straordinario pezzo musicale creato da un musicista italiano di oggi, credo non solo "canzonettista" o cantautore, va di pari passo, con il suo entusiasmo, con la cupa constatazione "spessottiana che siamo figli di Adamo ed Eva, che non siamo venuti dal cielo, che dall'Eden siamo stati cacciati da tempo e, nella Storia abbiamo perduto da tempo la nostra primogentura, abbiamo distrutto con le nostre stesse mani la possibilità di trovare un equilibrio con la nostra animalità, un futuro per la nostra specie che potesse essere di armonia con il contesto ambientale, animale e vegetale, e con i nostri simili diversi da noi per vicende e per contesti, per Capossela, e vuol dire non siamo Abele siamo Caino, o siamo figli di Caino - il primo assassino, ma anche il costruttore di città e dissodatore del futuro.&lt;br /&gt;  Il più recente spettacolo di Vinicio Capossela comincia nel fervore e nell'eccitazione, nell'ebbrezza e nell'ardore, benchè attraversati da una grande irrequietezza che sembra placarsi nella nostalgia e negli assolo della malinconia, a tu per tu con il piano, nella solitudine della voce, nell'eco dei boleri di un tempo. Poi ecco di nuovo un'euforia più malata che mai. L'io esce da se medesimo, e non si accontenta del proprio quieto soffrire, vuole ancora confrontarsi con la storia e con il mondo. Ma dando per scontata la propria sconfitta. Ma restando ostinatamente curioso- e voglioso di festa e di resurrezione.&lt;br /&gt;  Non è poco, per un cantautore dell'Italia 2006, così disfatta stupida corrotta, distruttiva-autodistruttiva. Forse è eccessivo e può apparire talvolta "sottoculturale" il sincretismo filosofico-religioso di Capossela. E "senza metodo". Ma a quest'anima in pena e in cammino, che ama la vita e non si arrende alla morte e che così spesso sa parlare ad altre anime in pena e in cammino che amano la vita e non si arrendono alla morte, si può perdonare, si deve perdonare molto, moltissimo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;(scritto di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Goffredo_Fofi"&gt;Goffredo Fofi&lt;/a&gt;, tratto da &lt;a href="http://www.viniciocapossela.it/"&gt;Vinicio Capossela&lt;/a&gt; -"Niente canzoni d'amore")&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;p.s. speriamo non faccia la stessa fine di Giovanni Lindo Ferretti!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-4823958303559779712?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/4823958303559779712/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=4823958303559779712' title='24 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/4823958303559779712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/4823958303559779712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/02/cantore-poeta-sciamano.html' title='Cantore, poeta, sciamano'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SYYhv1jetJI/AAAAAAAAAyk/b3y-x3BHZgY/s72-c/052D29070-Vinicio+Capossela.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>24</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-5302142407067854946</id><published>2009-01-22T13:04:00.015+01:00</published><updated>2009-01-24T11:23:42.470+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Fumetto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Memoria'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Desaparecidos'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema'/><title type='text'>Una storia argentina</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SXrFRZ36MTI/AAAAAAAAAyc/qSxdXTLX-A0/s1600-h/Eternautafilm.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 214px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SXrFRZ36MTI/AAAAAAAAAyc/qSxdXTLX-A0/s400/Eternautafilm.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5294761214721274162" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Questo articolo che vi propongo di leggere è su un fumetto il cui protagonista è l'&lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/L%27Eternauta"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Eternauta&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;, un eroe perso nell'eternità, un eroe reale che s'incarna nel suo stesso sceneggiatore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Una storia inquietante, di dolore, del terrore, di libertà depredata, di silenzi, di coraggio e di resistenza...&lt;br /&gt;Una storia per non dimenticare la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_sporca"&gt;Guerra Sucia&lt;/a&gt; (guerra sporca) e i desaparesidos.&lt;br /&gt;Una storia come tante altre purtroppo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Nel linguaggio dell'eternauta, quest’anno &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial; font-style: italic;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/H%C3%A9ctor_Oesterheld"&gt;Héctor Germán Oesterheld&lt;/a&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt; (Hgo) compie 89 anni. Figlio di un ebreo tedesco e di una basca spagnola, Hgo è nato a Buenos Aires il 23 luglio 1919. La data della morte è sconosciuta. Nella storia drammatica dell’umanità, forse l’eufemismo più orribile è quello di desaparecido. “Non sono vivi né morti: sono scomparsi”. Quest’aforisma si deve al dittatore argentino Jorge Rafael Videla. Hgo è un desaparecido, il numero 7.456 della lista Conade (Commissione nazionale sui desaparecidos). Si sa che la vigilia di Natale del 1977 i suoi sequestratori gli tolsero il cappuccio e lo lasciarono a occhi scoperti per cinque minuti. Hgo salutò uno per uno i suoi compagni di prigionia e cantò con un giovane detenuto-desaparecido la canzone Fiesta di Joan Manuel Serrat. Anche le sue figlie sparirono: prima Beatrice (19 anni), poi Diana (23 anni), poi Estela (24 anni) e per ultima Marina (18 anni). Hgo è uno dei più straordinari creatori di avventure del novecento. Con lui è cambiato il profilo dell’eroe. L’Eternauta, la sua opera principale, una storia commovente e profetica, va oltre le frontiere della politica e dei generi letterari. E ogni giorno diventa un classico per i suoi lettori. È un’opera omerica del fumetto che mette in discussione il genere umano. “Dopo aver letto Oesterheld non possiamo più accettare di leggere delle cose qualsiasi”. Non l’ha affermato un critico qualunque in un raptus di magnanimità. Lo ha detto El Negro. L’ha detto Roberto Fontanarrosa. Rispettato da ogni tifoseria, da quelli del River e del Boca, e su qualsiasi campo di calcio o di letteratura. Anche in fondo e a sinistra, in qualsiasi redazione, dove di solito siedono i censori. E i cinici. La storia di dove si siedono i censori è di Enrique Medina. Medina ebbe il coraggio di andare nell’ufficio della censura, proprio prima del colpo di stato, a chiedere notizie del suo libro Las hienas. Che astuzia. E poi ricevette una telefonata: “Ma sei stupido!”. Che mania questa degli eufemismi. La paura che mettono gli eufemismi. Meglio sentirsi dire: “Il tuo becchino ha inito le ferie”. Ma torniamo a noi. Ci sono due grandi industrie nella storia dell’Argentina: il calcio e il fumetto. El Negro Fontanarrosa era un esperto di entrambe. Il miglior racconto di calcio che ho mai letto è la storia di Cardaña, il numero 5 del Peñarol, prima soprannominato El Hombre e poi, più precisamente, El Hombre de Neanderthal. Cardaña, rozzo e sentimentale, per beneficenza va a trovare in ospedale un bambino in condizioni gravi. Quel piccolo tifoso, che ha i giorni contati, accoglie il suo idolo come merita: “Brutti figli di puttana, come potete perdere con quelle schiappe del Nacional?”. Ecco come scriveva El Negro: non cedeva di un centimetro, neanche una lacrima gratis. Fu lui che disse: “Dopo Oesterheld come la mettiamo?”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;Scrivere come un pazzo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Quando studiava geologia all’università, lavorava già come correttore e scriveva storie come un pazzo. Quando lavorava come esperto di oro e platino per il Banco de crédito industrial de la República Argentina scriveva articoli e storie come un pazzo. Quando vagava sui monti e sulle pianure come Robinson Crusoe scriveva storie come un pazzo. Gli offrirono di lavorare a Topolino e accettò, perché non era un apocalittico della cultura e quello che gli piaceva era scrivere storie come un pazzo. Scrisse letteratura per l’infanzia, molta sotto lo pseudonimo di Sánchez Puyol. Fu l’epoca d’oro di quel genere narrativo nell’Argentina degli anni quaranta e cinquanta, con Gatitos e Bolsillitos. Gli piaceva scrivere per l’infanzia. “I bambini sono trattati sempre come degli stupidi”. Fu anche l’epoca d’oro del fumetto argentino, quando fondò con il fratello Jorge la casa editrice Frontera e uscirono due pubblicazioni che avrebbero fatto la storia. Hora Cero e Frontera. Avevano una tiratura di circa centomila copie. Cos’aveva a che fare Hgo con l’industria culturale? Scriveva come un pazzo. In trent’anni scrisse le sceneggiature di almeno centocinquanta serie di fumetti collaborando con una cinquantina di disegnatori. Sempre prolifico ed esigente. Perché scelse il fumetto? Avrebbe potuto essere un grande scrittore? È bello parlare con Martín Mórtola e Fernando Oesterheld, i suoi nipoti. “Voleva demolire l’artificiosa opposizione tra alta e bassa cultura. Non aveva pregiudizi elitari. Voleva arrivare alla gente e non lo considerava un obiettivo incompatibile con la qualità. Questa è un’altra delle lezioni dell’Eternauta, un’opera d’avanguardia che ha raggiunto le persone, una grande avventura e una letteratura straordinaria”...Jorge Luis Borges era ammaliato dall’universo Oesterheld. Inoltre Hgo era uno straordinario creatore di fantascienza non troppo fantastica. “Leggeva le riviste scientifiche più all’avanguardia di tutto il mondo”, ricorda Elsa Sánchez, sua moglie. Ha riempito l’Argentina e altri paesi di gente interessante. Ray Kilt, Sargento Kira, Indio Suárez, Bull Rocket, Ernie Pike, Ticonderoga, Randall, Sherlock Time. E il gruppo, l’eroe collettivo, dell’Eternauta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Quando passò alla clandestinità e sapeva di essere perseguitato da Loro, cosa faceva Oesterheld? “Scriveva come un pazzo”. Gli diedero la caccia, lo fecero sparire, gli succhiarono il sangue. Cosa faceva Oesterheld? Ana María Caruso, dalla prigionia del centro clandestino di detenzione chiamato Sheraton, riuscì a scrivere una lettera che compare nel rapporto Nunca más della Commissione nazionale sui desaparecidos: “Adesso è con noi El Viejo, l’autore dell’Eternauta e del Sgt. Kirk. Ve lo ricordate? Il povero vecchio passa le sue giornate a scrivere fumetti che inora nessuno dà segno di voler pubblicare”. Scriveva come un pazzo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;Fango sugli stivali&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Nessuno, dopo aver letto l’Eternauta, potrebbe più accettare di leggere delle cose qualsiasi. Cambia lo sguardo. È una di quelle opere che sanno “mordere nella stupidità” come piaceva a Franz Kafka. O come piaceva a Emil Cioran: “Un libro dev’essere un pericolo”. “Cosa fare? Cosa fare per evitare tanto orrore?”. Chi grida queste parole? È lo sceneggiatore, Oesterheld, alla fine dell’Eternauta. Non è fuori, ma dentro, in una vignetta. Una delle idee dirompenti di Oesterheld fu quella di entrare a far parte dell’opera come personaggio. Un coraggio formale che avrà molte conseguenze. Siamo nel 1957. Francisco Solano López (Buenos Aires, 1928) lo rende riconoscibile. Lo disegna con i suoi tratti. All’inizio della trama l’Eternauta appare allo sceneggiatore nella mansarda in cui lavora e gli racconta la sua storia di eroe perso nell’eternità. Alla fine l’Eternauta riesce a tornare a casa dalla moglie e dalla figlia, che lo rimproverano per averci messo mezz’ora a comprare il giornale. Mezz’ora? Lo sceneggiatore, Oesterheld, il nostro Hgo, cerca di dissuadere l’Eternauta. Tutto quello che gli ha raccontato, tutto quello che sta per succedere! La nevicata mortale, l’invasione guidata da un potere oscuro, Loro, che usano per i loro fini i terribili mostri e gli intelligenti kol, schiavi della paura, che a loro volta trasformano gli umani sopravvissuti in uomini-robot. Ma l’Eternauta non riconosce più lo sceneggiatore. Tornando nel passato, ha perso la memoria del futuro. La memoria passa allo sceneggiatore. Chi è adesso l’Eternauta? Siamo nel 1957. Hgo grida dal fumetto: “Cosa fare? Cosa fare per evitare tanto orrore?”. È la prima versione dell’Eternauta. Nel 1969 ci sarà una seconda versione, disegnata da Alberto Breccia, in cui le coordinate geopolitiche sono più precise. La pubblicazione solleva molte polemiche. La rivista Gente ne forza il finale. L’Eternauta diventa un personaggio inquietante, troppo verosimile. Nel 1976, con i disegni di Solano López, si pubblica un seguito dell’avventura, una seconda parte. È un processo pieno di ostacoli. Sceneggiatore e disegnatore si vedono appena. Hgo sente sul collo il fiato di Loro e detta capitoli dalle cabine telefoniche. Le ultime volte in cui va alla casa editrice Récord, che doveva pubblicare l’Eternauta II, si presenta sempre a orari assurdi, come un’ombra. A tradirlo è solo “la scia di fango secco dei suoi stivali” sul tappeto. Perché uno dei molti rifugi di Hgo era l’isola del Tigre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;La tecnologia infernale&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Erano arrivati Loro, come l’Eternauta avrebbe chiamato i dittatori. Nel prologo di Ernesto Sábato al rapporto Nunca más, in cui si documentano gli orrori della dittatura e l’usurpazione dello stato da parte di una mafia in uniforme, c’è scritto: “Dalle informazioni in nostro possesso si desume che questa tecnologia infernale fu applicata da esecutori sadici ma ben inquadrati”. Insieme a migliaia di desaparecidos, la “tecnologia infernale” si portò via Hgo e le sue quattro figlie. Erano già passati alla clandestinità quando cominciò la dittatura argentina, che durò sette anni crudeli (1976-1983). L’unico cadavere che Elsa riuscì a recuperare fu quello di Beatriz. A 19 anni fu la prima vittima di Loro. Il 19 giugno 1976 Beatriz chiamò la madre e le dette appuntamento in un bar. Due giorni dopo sul treno, mentre Elsa andava al lavoro, un uomo molto nervoso con un vestito elegante si avvicinò per dirle che sua figlia era stata sequestrata da un “gruppo di lavoro” dell’esercito. Elsa Sánchez de Oesterheld cominciò il pellegrinaggio per ritrovare Beatriz, ma sull’Argentina era davvero caduta una “nevicata mortale”. Si scontrò con muri di silenzio. I conoscenti facevano finta di non conoscerla e perfino suo nipote Jorge Oesterheld, un sacerdote potente che oggi è portavoce della conferenza episcopale argentina, preferì “guardare dall’altra parte”. Elsa sapeva di essere diventata un pericolo per le figlie. Tutti i suoi movimenti erano sorvegliati per arrivare alle ragazze e a Hgo. In un certo senso anche lei era una desaparecida apparentemente in libertà. Lo sterminio programmato della famiglia di Hgo continuò: a Tucumán il 4 luglio 1976 scomparve Diana, 23 anni, incinta; il 27 aprile 1977 fu sequestrato Hgo e il 14 dicembre dello stesso anno sparì Estela, 24 anni. Nella sua ultima lettera, scritta quel giorno, dice: “Mammina: è un mese che Marina non è con noi”. Significa: Marina è scomparsa. Aveva diciott’anni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;&lt;br /&gt;La tortura metafisica&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Loro, con le bande di gurbos, mostri e uomini-robot, applicarono la tecnologia infernale su scala industriale. Per far sparire i cadaveri usarono una variante dell’incinerazione: i voli della morte. Forse pensavano che la scomparsa sottomarina di migliaia di persone sarebbe stata inodore, innocua e impercettibile. Il più grande detective della storia, Sigmund Freud, scrisse: “Censurare un testo non è difficile, più difficile è cancellarne le tracce”. I carnefici ignoravano che anche il corpo umano è un testo. E questa è la verità di fondo dell’Eternauta, la ragione della sua forza a distanza di così tanti anni. “La persistenza dell’Eternauta di per sé è un modo per non dimenticare”, scrive Judith Filc. Nel primo anniversario del golpe militare, il 24 marzo 1977, un altro geniale eternauta argentino, lo scrittore Rodolfo Walsh, compagno e collega in molti sensi di Hgo, spedì per posta e distribuì clandestinamente la Carta abierta de un escritor a la junta militar (lettera aperta di uno scrittore alla giunta militare). È uno dei pamphlet di denuncia più commoventi della storia, in cui Walsh fece conoscere al mondo la dimensione del genocidio: quindicimila desaparecidos fino a quel momento. “Siete arrivati alla tortura assoluta, atemporale, metafisica”. In questo contesto la parola metafisica, associata alla tortura, perde tutta la sua astrazione ed esprime l’incommensurabilità dell’orrore vissuto nella realtà. Durante una perquisizione della sua vecchia casa, dove viveva solo Elsa, l’ufficiale mostro al comando del “gruppo di lavoro” spiegò che stavano dando la caccia a Héctor l’ebreo. Elsa rispose che suo marito era figlio di un proprietario terriero tedesco e di una spagnola. Poi aggiunse: “E anche se fosse ebreo?”. Tra le cose che ispirarono Loro per mettere in pratica la “tecnologia infernale”, la tortura e la scomparsa forzata di migliaia di persone, come Hgo e le sue quattro figlie, ci sono alcuni metodi nazisti. Per esempio, un ordine di Hitler, il decreto Nacht und Nebel, notte e nebbia. Il testo di questo decreto, ricostruito dal tribunale di Norimberga, sconsigliava la consegna del cadavere della persona eliminata alla famiglia. L’obiettivo era “disseminare il terrore” per indebolire qualsiasi resistenza. Nel 1977, il periodo in cui Hgo fu detenuto, il generale Ibérico Saint Jean, governatore della provincia di Buenos Aires durante i fatti della notte delle matite spezzate (scomparsa e omicidio di un gruppo di adolescenti), dichiarò in pubblico e senza eufemismi: “Prima uccideremo i sovversivi, poi i loro simpatizzanti e per ultimi gli indifferenti”. Tra le migliaia di desaparecidos ci sono un centinaio di poeti, scrittori e sceneggiatori di fumetti. Un altro Loro, un collega militare del generale Ibérico, il comandante Luciano Menéndez che guidava il III corpo dell’esercito e fu il responsabile dei roghi di libri del 29 aprile 1976, dichiarò: “Così come distruggiamo con il fuoco la documentazione perniciosa che offende l’intelletto e la nostra cristianità, distruggeremo anche i nemici dell’anima argentina”. Loro, come Creonte, punivano oltre la morte. Gridando ad Antigone, alle figlie di Oesterheld: “Se la tua natura è amare, va’ tra i morti e amali. Finché io avrò vita non comanderà una donna”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;Ernie Pike&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Quando creò Ernie Pike, uno di quei grandi personaggi che cambiarono il profilo dell’eroe rendendolo una figura complessa, fatta di carne e ossa e non d’acciaio, i primi episodi furono disegnati da Hugo Pratt. Quando vide il fumetto, Hgo rimase perplesso: il volto di Ernie Pike, corrispondente di guerra che mette sempre in dubbio le versioni ufficiali, era il suo. E lo videro anche i torturatori: riconobbero in Hgo Ernie Pike. E quindi ci andarono giù pesanti con Ernie Pike. Elsa Sánchez de Oesterheld mi racconta un’altra storia che la lasciò a bocca aperta. Qualche anno fa, nel 2002, alla ine di un incontro, le si avvicinò una donna, una dottoressa che era stata rapita, detenuta nell’Esma (la scuola di meccanica dell’esercito dove furono detenute circa cinquemila persone) e sopravvissuta alla prigionia. Le raccontò che un giorno Alfredo Astiz, un ufficiale dell’Esma noto come l’Angelo della morte, tirò fuori dal cassetto del suo tavolo un libro e le disse più o meno così: “Prendi e leggilo. È il miglior libro d’Argentina”. Era l’Eternauta. In quell’episodio uno dei personaggi si lamenta: “Tutti scomparsi… come se non fossero mai esistiti”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;Un incarico per Hgo&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Siamo nel 2008. Il 23 luglio, se fosse ancora vivo, Héctor Germán Oesterheld avrebbe compiuto 89 anni. La sua condizione terrena è quella di desaparecido forzato. Fu sequestrato da uno di questi eufemismi criminali chiamati “gruppi di lavoro” e fu detenuto in almeno tre carceri clandestine, ovvero in dei non luoghi: Campo de Mayo, El Vesubio e Sheraton, dov’era conosciuto come El Viejo, il vecchio. Gli indizi e le prove circostanziali fanno presumere che Hgo morì all’inizio del 1978. Non c’è traccia del cadavere. Il rifiuto era la risposta sistematica che ricevevano le migliaia di ricorsi. Per quanto si sa, all’inizio Hgo fu maltrattato e torturato. Poi, su iniziativa di un militare, cercarono di coinvolgerlo nella stesura di una biografia del libertador San Martín. Oesterheld si era fatto conoscere come biografo. Già nel 1951, quando scriveva libri per bambini, Perón avrebbe voluto che lavorasse alla sua biografia. Lui riuscì a dire di no. La moglie Elsa pensa che da quando scrisse Che (Rizzoli 2007), illustrato da Alberto Breccia e da suo figlio Enrique, Hgo fu segnato. La biografia del Che fu pubblicata nel 1968, in piena dittatura di Onganía. L’editore gli aveva proposto di farla uscire come opera anonima, ma Héctor rispose: “Un personaggio come il Che non merita che un lavoro su di lui sia fatto di nascosto”. Il libro ottenne un successo immediato. La prima edizione andò a ruba in un mese, ma la casa editrice fu perquisita e Breccia e Oesterheld furono minacciati di morte. Poi avvenne una cosa strana. Ricevette una telefonata dall’ambasciata degli Stati Uniti. Gli proposero di scrivere qualcosa di simile, una biograia sullo stesso stile, altrettanto immediata e diretta, ma su John F. Kennedy. Hgo declinò l’offerta. Era già pronta quella di Evita. Non fu pubblicata: non ci sarebbero state più biografie. E adesso in prigionia se ne uscivano con San Martín! Non si sa a che punto arrivò né che ne fu dei suoi appunti. La vita di San Martín raccontata da Oesterheld? Probabilmente Loro si resero conto del possibile scivolone: se la biografia fosse stata portata a termine avrebbero dovuto far sparire San Martín. Le statue si sarebbero messe a parlare e sarebbero finite in fondo al mare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;Una strana visita&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;La tortura peggiore a cui sottoposero Oesterheld, a parte il tormento fisico, fu quella di mostrargli le foto delle figlie morte. Loro, come Creonte, punivano oltre la morte, mostrando i diversi cadaveri di Antigone. A Elsa restituirono solo il corpo della prima figlia uccisa, Beatriz, “quella che somigliava più al padre”. Poi sparì Diana, 23 anni, con il suo compagno, Raúl. Dopo fu la volta di Marina, diciotto anni. Sopravviveva Estela, la più grande, di 24 anni. C’è una testimonianza sul periodo di detenzione di Oesterheld nel carcere clandestino di Campo de Mayo. Juan Carlos Scarpatti disse: “Non lo conoscevo personalmente, ma attirò la mia attenzione. Lo vidi, diciamo, abbattuto, molto angosciato. Allora mi avvicinai e gli chiesi cos’aveva. Mi disse che gli avevano mostrato le foto delle figlie. Dei loro cadaveri”. Ma la notizia della morte di Estela e di suo marito – anche lui si chiamava Raúl – la ricevette quando i carcerieri dello Sheraton gli dissero che c’era una visita speciale per lui. L’hotel Sheraton, eufemismo per il non luogo, era un altro centro di detenzione clandestino che si trovava in un settore nascosto del commissariato di Villa Insuperable, all’interno della città. Era il 14 dicembre 1977. La “visita speciale” era di un bambino di tre anni, suo nipote Martín. Quel giorno avevano ucciso i suoi genitori. Ancora oggi Martín ricorda di essere rimasto seduto per ore con suo nonno in un “corridoio orribile con delle pareti di lattice blu brillante”. Difficile non vederlo come un episodio dell’Eternauta fatto piombare nella realtà. El Viejo e il nipote che ha conosciuto a malapena, insieme in un non luogo dove ti succhiano il sangue. Sono ottocento i bambini rubati all’epoca di Loro, e solo novanta sono riusciti a tornare alle loro famiglie di origine. Un’altra ramificazione della “tecnologia infernale”. Due nipoti di Hgo ed Elsa, i figli di Diana e Marina, sono desaparecidos. La comparsa di Martín nel non luogo, il fatto che qualcuno abbia deciso di portarlo dal Viejo, che tutti credevano morto, è un episodio che può avere un’interpretazione morbosa, ma può anche essere visto alla luce del l’Eternauta. Forse è stata opera di un kol. I kol, subalterni intelligenti di Loro, diventano disobbedienti quando la “ghiandola del terrore” smette di funzionare. Per una volta Oesterheld dette un indirizzo, quello dei genitori di Elsa. Martín fu portato dalla nonna. Antigone dalla morte mandava un segnale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;Il passerotto combattente&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Ana di Salvo, psicologa, compagna di prigionia di Hgo nel centro di detenzione illegale del Vesubio, mi racconta che Oesterheld rimaneva sempre in disparte, diffidente. Parliamo del maggio del 1977, quindi non era da molto che lo avevano arrestato. “Ci dissero: ‘Arriverà El Viejo’. All’inizio non sapevo chi fosse. Non conoscevo la storia dell’Eternauta. Aveva un problema di pelle, era pieno di foruncoli in faccia e sulla testa. C’era una dottoressa tra le detenute. Gli diede una pomata, ma lui la riiutò. Era diffidente. Una notte in cui faceva molto freddo e stava dormendo sul pavimento di legno gli offrimmo una coperta. L’accettò. Ma sempre con un’aria di diffidenza. La mattina lo venivano a prendere e lo riportavano la sera. Ci raccontò che gli stavano facendo scrivere una storia su San Martín. Gli parlai di mio figlio Luciano. Gli chiesi di scrivermi una poesia, una storia per lui. Ma non ci fu tempo. Dopo avermi fatto sparire senza spiegazioni per 73 giorni, mi riportarono a casa. Pensi continuamente che stanno per ucciderti. Nel viaggio verso casa, guardando il paesaggio, uno dei sequestratori disse: ‘Buon posto per la caccia’. E io, non so perché, gli risposi: ‘Qui c’è il divieto di caccia, va rispettato’. Rimase perplesso. Le cose vanno così. Mio figlio Luciano, quando tornai, non voleva saperne di me. Pensava che l’avessi abbandonato di proposito. Un giorno gli comprai un racconto per bambini intitolato Chipió, el gorrioncito peleador (Chipió, il passerotto combattente). A Luciano piaceva molto la faccia di quell’uccellino. Imparò a leggere con lui e il libro ci riconciliò. Non sapevo che l’avesse scritto El Viejo: aveva usato uno pseudonimo. Molti anni dopo, in una mostra su Oesterheld, raccontai la storia a Martín, suo nipote, e lui mi disse: ‘In quel racconto c’era quello che mio nonno scrisse per tuo figlio’”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;L’ultima lettera&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;L’ultima lettera di Estela a sua madre fu scritta il giorno in cui fu uccisa, il 14 dicembre 1977. È breve, scritta in gran fretta ma curata, con una grafia che cerca di rimanere ferma. Ogni lettera, ogni appunto in quei giorni trasudava nervosismo. Si ha l’impressione che la lettera a Elsa sia anche una lettera che Estela sentì il bisogno di scrivere a se stessa. Non è dificile immaginarla mentre la rilegge a bassa voce tra sé e sé, sforzandosi di dare alla madre la notizia della morte di Marina senza nominare la morte. Come nell’Eternauta, il tempo della lettera è un continuum 4, una specie di futuro del passato: “Marina non è più con noi e questo dolore non lo si può più alleviare, in nessun modo, ma voglio che tu sappia che è morta eroicamente così come ha vissuto”. Consonanti e vocali si accatastano in un presente ricordato: “Credo che dobbiamo essere orgogliosi di lei, così come di Bi (Beatrice), Di (Diana) e Dad (Héctor), e voglio che tu sappia che sono orgogliosa anche di te (Elsa)”. Quest’ultima affermazione ha un significato forte. Va oltre la cortesia filiale. Tutte le persone a cui fa riferimento Estela sono scomparse. La felice nidiata di Beccar sta per essere sterminata. Elsa, la madre, antiperonista, razionale e intuitiva, “molto celta”, dice lei, non li aveva seguiti nel loro impegno rivoluzionario. Aveva discusso animatamente con Hgo, con l’uomo che amava. Sì, era d’accordo con lui. Era una gioventù meravigliosa: bella, colta, ribelle. La migliore generazione che l’Argentina avesse mai avuto. Come Héctor, Elsa passava da Mozart a Janis Joplin e, perché no, condivideva anche i gusti artistici di quella generazione, la libertà nello stile di vita, una sessualità senza tabù, l’avversione all’ingiustizia. Condivideva tutte queste cose, dice Elsa. Ma lei, la donna che era stata così felice a Beccar, in quella casa che era come un laboratorio dell’artista romantico, dove tutto “fremeva e cantava”, dove tutti approdavano e nessuno se ne voleva andare, dove nessuno voleva spegnere la luce, dove le ragazze si riiutavano di andare alle feste o nei locali perché c’era solo “gente stupida”, e allora volevano stare lì, a Beccar, con i loro amici e quelli dei genitori, disegnatori, musicisti, artisti, scrittori, gente che portava delle storie: lei, che aveva conosciuto il paradiso, riuscì a percepire con chiarezza il trambusto della macchina infernale che si stava avvicinando. Sì, discusse con Hgo. Non riusciva a digerire quella metamorfosi nell’Oesterheld che amava e ammirava, l’uomo tranquillo, illuminato, progressista e piuttosto libertario. Una trasformazione dovuta all’influenza degli amici anarchici spagnoli in esilio, quello sguardo antidogmatico che appartiene anche ai suoi eroi. Hgo non era affatto elitario. La sua stessa scelta letteraria, la sceneggiatura dei fumetti, lo dimostra. Ma provava ribrezzo per il populismo peronista. Hgo cambiò. La sua opera principale contiene anche delle tracce autobiografiche. Tra il primo Eternauta (1957) e la seconda versione (1969) c’è una rivoluzione di sguardo. I riferimenti geopolitici diventano più concreti: l’America Latina è abbandonata alla sua sorte e Loro, gli oscuri poteri cosmici, sono la grande potenza. Hgo diventò più radicale, d’altronde anche il mondo intorno cadeva a pezzi. Le pagine del calendario cadevano per paura e ribrezzo. Il golpe di stato di Aramburu, nel 1956, con l’Operación Masacre, che Rodolfo Walsh racconterà in modo brillante. Il golpe di stato di Onganía, nel 1966, quando i professori e gli alunni dell’università di Buenos Aires furono crudelmente presi a bastonate nel tragitto verso i camion della polizia. Il mandato di Lanusse, nel 1972, con il massacro di Trelew. In questo calvario di sfortunati fasti e catastroiche salvezze, il paese percepì una “scintilla di speranza” nella grande mobilitazione civile cominciata con il cordobazo (un movimento di protesta che si diffuse nel 1969 nella città di Córdoba). In seguito, chiamando in causa l’oftalmologia, potremmo dire che si passò da uno strabismo divergente a uno convergente. Il punto di convergenza fu ancora una volta Perón. Gran parte della sinistra argentina confluì nel peronismo. Per molti era la speranza possibile, un’alleanza contro Loro. E lì c’erano Hgo e le sue iglie. Elsa no: lei manteneva le distanze quando dalla musica si passava alle parole. E lì c’erano anche Rodolfo Walsh e le iglie Vicky e Patricia. Si parla quasi sempre di A sangue freddo, di Truman Capote, come prima opera della narrativa del new journalism. Ma è per ignoranza emisferica. La prima opera è stata Operazione massacro, di Rodolfo Walsh, nel 1957, l’anno in cui nacque anche l’Eternauta. Walsh, di origine irlandese, allora era anche antiperonista. Preferiva gli scacchi alla politica e anche alla letteratura. Ma un giorno, tornando a casa, udì il grido di un soldato moribondo: “Non lasciatemi solo, figli di puttana!”. Il ritorno di Perón, il grande giorno della resurrezione nazionale, passerà alla storia per il massacro di Ezeiza. Lì, all’aeroporto, cominciò lo sterminio della “gioventù meravigliosa”. Più di trenta morti e trecento feriti in quello che avrebbe dovuto essere il giorno più felice. La lusinga diventò condanna: la “gioventù imberbe”. Perón morì quando si avvicinava il giorno della “nevicata mortale”. Il padre della patria era tornato con la mummia di Evita e un suo fantasma, Isabel, manovrata da un sinistro prestigiatore, il segretario López Rega, organizzatore della Tripla A, che mescolò la stregoneria alla produzione industriale della morte. Si moltiplicò il doppio lavoro: molti di quelli che di giorno lavoravano come capi della polizia, la notte diventavano capi della Tripla A. Fino all’arrivo del grande eufemismo, il processo di riorganizzazione nazionale. In altre parole, fino al colpo di stato militare con la sua rete di influenti complicità. Era il regime di Loro. E si mise in moto, a pieno ritmo, la “tecnologia infernale”. Walsh denuncia: “La Tripla A sono oggi le tre armi, e la giunta che voi presiedete non è l’ago della bilancia tra ‘violenze di segno diverso’ né l’arbitro giusto tra ‘due terrorismi’, ma la fonte stessa del terrore che ha smarrito la strada e riesce solo a balbettare un discorso di morte”. La lettera di Estela a Elsa iniva dicendo: “C’è ancora molto da dare in questa vita e sono molte le ragioni per andare avanti”. Quel giorno, dopo che aveva inviato la lettera, la uccisero.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;Oesterheld, Hugo Pratt ed Elsa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Lui scriveva a mano. Odiava la macchina da scrivere. Per questo ho imparato stenografia e dattilografia. Per aiutarlo. Dopo esserci sposati abbiamo vissuto quattro anni in un piccolo appartamento nel quartiere Desarrollo. Allora si occupava di minerali. Amava la natura aspra, selvaggia, la steppa deserta. Quando lo conobbi era un misantropo. Poi nacquero le bambine, una dopo l’altra. Disegnava già. ‘Papà, fammi un disegnino’. Scarabocchiava di tutto per loro. Leggeva di tutto. Era abbonato a riviste in tedesco, italiano, inglese e francese. Sapeva un sacco di cose. Gli interessavano tutte le scoperte scientifiche, tutto ciò che era al limite della fantascienza. Borges amava parlare con lui. Le ragazze lo vennero a sapere. Un giorno andarono tutti e cinque insieme a trovarlo. E stettero lì con lui, nella penombra della biblioteca nazionale. Sì, aveva una cultura straordinaria, enciclopedica. Un giorno Hugo Pratt gli mostrò molto soddisfatto alcuni disegni. Un nuovo eroe. Un soldato della conquista del west. Héctor gli disse: ‘Benissimo, ma dovrai ridisegnarlo. Non può avere quel tipo di arma. Il calcio della pistola non era così’. Hugo si sedette, fece un sospiro, gridò: ‘Lo uccido, lo uccido! Dimmi, Héctor Oesterheld, a chi importa com’era il calcio della pistola?’. ‘A me’, rispose Héctor. All’improvviso si alzò e andò verso il garage. Aveva libri dappertutto. Anche in garage. Ovunque. Leggeva sessanta o cento storie alla volta. C’era un pandemonio. Quando cercavo di mettere a posto, lui si disperava. Frugò nel caos. E alla fine tornò tenendo in mano quello che cercava. Lo passò a Hugo. ‘Ecco qui’, gli disse. ‘L’arma dev’essere così’. Era molto sportivo. Giocava a tennis. Il calcio gli piaceva, ma solo da guardare. Aveva una fissazione per lo stadio del River. Quando andava in centro passava sempre di lì. In quello stadio si svolge una battaglia decisiva dell’Eternauta. È stato un periodo idilliaco, un paradiso, quando stavamo in casa a Beccar. Questo l’ho già detto, vero? Quando sono arrivati i disegnatori italiani, ma questo è successo prima, anche quella è stata un’epoca meravigliosa. Tra loro c’era Hugo Pratt (mezzi matti gli italiani!). Era un ragazzo molto bello. Aveva un carisma unico. Tutti i giorni passava da casa nostra. Aveva sempre appetito. Gli preparavo qualcosa per cena. C’erano delle amiche che mi chiedevano: ‘Ma non ti sei innamorata?’. Se ne innamoravano tutte…”. E allora? Anche Elsa, l’Elsa che oggi ricorda, è in cucina a preparare qualcosa per cena. È facile immaginare, sulla soglia della porta della casa di Beccar, Corto Maltese, il mitico personaggio di Pratt. Mormoro: “Forse era lui a essere innamorato”. Elsa mi ascolta in silenzio. E chiude il discorso sugli amori con un gesto ironico, un’interiezione tracciata in aria.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;La memoria&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Marcelo Brodsky, l’artista e fotografo creatore del Parco della memoria di Buenos Aires, venne a conoscenza della scomparsa del fratello minore Rubén con una telefonata. Lui era in Spagna, in esilio. L’universo acquistò improvvisamente le dimensioni di una cabina telefonica. “L’assenza di una persona scomparsa non ha mai ine. Come spiegarlo alle nuove generazioni? Come narrare un simile orrore? Nel Parco della memoria ogni percorso è un nuovo modo per ricordare. Camminiamo tra scie che si sostengono l’una con l’altra, in cui il risultato è il prodotto di una combinazione”. Brodsky ha giurato di parlare sempre del fratello come se stesse ascoltando Julius Fucik, nel suo Scritto sotto la forca: “Che la tristezza non sia mai associata al mio nome”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-weight: bold;font-family:arial;" &gt;Elsa l’Eternauta&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;font-family:arial;" &gt;Quando Elsa ed Héctor si sposarono lui lavorava per una banca di credito minerario e analizzava campioni di metalli preziosi. Gran parte del suo lavoro era sul campo. Gli piaceva camminare. Camminare da solo nei grandi spazi. Con il vento della Patagonia in faccia. “È un lavoro duro, la solitudine del geologo può essere devastante, ho conosciuto persone che hanno cominciato a bere”, racconta Elsa. “Ma lui amava questo rapporto solitario con la natura. Amava tutto della natura. Le lumache ci mangiavano le rose e io gli chiedevo di metterci il veleno, ma Héctor diceva: ‘Anche loro hanno il diritto di vivere’. Io rispondevo: ‘Guarda che qui la celta panteistica sono io, ma non voglio che mi mangino le rose’. Gli offrirono un buon lavoro, ma avremmo dovuto separarci. Allora scelse l’editoria”. Elsa è nata a Buenos Aires da una famiglia di immigrati galiziani provenienti da un paesino vicino a Santiago, Loño. Nel 1983, quando passò da Loño, Elsa andò a vedere il loro granaio di legno, quello tipico della zona, di cui tanto le aveva parlato il padre. Si aspettava qualcosa di più monumentale. “Che c’è che non va?”, gli chiese lo zio. “È scrostato”. “Tua nonna non ha voluto che lo toccassero. Ha voluto che rimanesse come l’aveva fatto il figlio”. Il figlio era il padre emigrato di Elsa. Hgo passò da quel paesino nel 1962, facendo una “deviazione” da un viaggio in Germania. C’è una foto in cui è immortalato come il Robinson che era, camuffato tra l’erba del contadino mietitore. In Argentina i genitori di Elsa lavorarono sodo per andare avanti, ma avevano una passione: la musica. L’opera e la classica. Ascoltavano tutti i concerti che trasmettevano alla radio. Lo zio Pedro portava sempre un iore all’occhiello. La madre di Elsa leggeva García Lorca. L’aveva visto in un teatro di Buenos Aires stracolmo di persone, era stato accolto dalla folla in calle Corrientes. “Somiglio molto a mio padre. Sono Vicente Sánchez al femminile, estremamente impulsiva. Ero un maschiaccio. Poi subimmo un colpo terribile: mia sorella maggiore morì quando io avevo dodici anni. Studiai musica, danza classica e samba. È vero, tutti volevano ballare con me. No, Héctor non era un gran ballerino. Avevo diciassette anni e lui ventiquattro quando ci innamorammo”. Elsa parla come un libro aperto, che contiene la sua vita e quella degli altri. Il suo sguardo corre più veloce del tempo. Dall’appartamento di Buenos Aires si sente spesso il rumore del passaggio di qualche convoglio ferroviario. I treni, la luce mutevole del giorno, tutto sembra impegnarsi a seguire la velocità, l’intensità del ricordo di Elsa, che parla felice della sua adolescenza ballerina, danzando con le parole. Poi all’improvviso si gira e dice: “Anche gli psicologi si commuovevano. Tutta l’esperienza della psicologia non bastava per affrontare il nostro caso. Mi chiedono come ho fatto a resistere, come faccio a essere ancora viva. Non lo so. Sono qui per uno strano obbligo. Ho già provato tutta la paura del mondo”. All’altezza dei nostri occhi, sullo scaffale della libreria, c’è una foto che guarda verso di noi. Sono loro. Loro quattro. In casa a Beccar. Nell’ora azzurra. Le quattro ragazze Oesterheld. Tutta la bellezza del mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;( articolo di &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Manuel_Rivas"&gt;Manuel Rivas&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;  - Internazionale 776, 27 Dicembre 2008)&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;p.s. sull'argomento vi consiglio di vedere il film di Marco Bechis &lt;/span&gt;&lt;a style="font-family: arial;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Garage_Olimpo"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Garage Olimpo&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt; (1999)  se non l'avete già fatto...&lt;/span&gt;&lt;span style="font-style: italic; font-family: arial;"&gt;"Un film concreto, duro e reale, che lascia intuire senza eccessi di sadismo la violenza dei garage illegali dove si detenevano gli oppositori al regime"&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: arial;"&gt;...&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-5302142407067854946?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/5302142407067854946/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=5302142407067854946' title='21 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/5302142407067854946'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/5302142407067854946'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/01/una-storia-argentina.html' title='Una storia argentina'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SXrFRZ36MTI/AAAAAAAAAyc/qSxdXTLX-A0/s72-c/Eternautafilm.gif' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>21</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2602442138596002348.post-48471106823068407</id><published>2009-01-16T00:24:00.010+01:00</published><updated>2009-01-19T12:27:52.717+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Divagazioni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vita'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ego'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema'/><title type='text'>La felicità porta fortuna</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SW_J5B9XRiI/AAAAAAAAAx4/guaOJfoiGao/s1600-h/un-primo-piano-di-sally-hawkins-in-happy-go-lucky-52516.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 266px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SW_J5B9XRiI/AAAAAAAAAx4/guaOJfoiGao/s400/un-primo-piano-di-sally-hawkins-in-happy-go-lucky-52516.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5291670068799161890" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center; font-family: arial; font-style: italic;"&gt;Sai una cosa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Cosa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi siamo fortunate...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Sì, è vero....Però la fortuna te la crei tu, non credi Poppy?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In alcuni è vero...Ma altri perdono il treno fin dall'inizio...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Già è dura diventare adulti eh!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sì è vero...E' un lungo viaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Fammi sapere quando arriviamo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tranquilla te lo dico io...Tu continua a remare che io continuo a sorridere...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div  style="text-align: justify;font-family:arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il dialogo è tratto dal film di Mike Leigh &lt;span style="font-style: italic;"&gt;La felicità porta fortuna - &lt;a href="http://www.happygoluckythemovie.com/"&gt;Happy Go Lucky&lt;/a&gt;&lt;/span&gt; (2008).&lt;/span&gt; Avevo intenzione di vederlo già da tempo e finalmente ce l'ho fatta! Una cosa è certa, mette di buon umore e regala anche un pò d'ottimismo, che di questi tempi ne abbiamo davvero tanto bisogno...Ambientato in un'insolita  Londra solare e colorata, con la favolosa interpretazione di Sally  Hawkins, autoironica, spontanea ed anche un bel pò Kitsch. Un vero mix esplosivo!&lt;br /&gt;A chi l'ha già visto posso dire che il personaggio che più mi ha colpito è l'istruttore di guida, a dir poco esilarante e soprattutto mooolto paziente! Proprio quello che ci vuole per imaparare a guidare...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevo bisogno di ricaricarmi per iniziare una nuova lunga settimana di lavoro (i prossimi esami attendono!) e così sabato ho partecipato ad una bella cena tra amici. Ieri sera invece come menù pizza ed un sacco di risate. Il tutto accompagnato da un leggero mal di schiena...Sabato pomeriggio devo aver esagerato un pò con gli addominali in palestra e questi sono i risultati! Nulla di grave comunque, conto di poter tornare in piena forma domani stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Auguro a tutti un buon inizio settimana, sperando che sia produttiva! A presto...&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2602442138596002348-48471106823068407?l=cronopios-famas.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/feeds/48471106823068407/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=2602442138596002348&amp;postID=48471106823068407' title='24 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/48471106823068407'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2602442138596002348/posts/default/48471106823068407'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://cronopios-famas.blogspot.com/2009/01/la-felicit-porta-fortuna.html' title='La felicità porta fortuna'/><author><name>Silvia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/08062301190144424938</uri><email>priolosilvia82@gmail.com</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='03454957838483170999'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_CZaVtKtZZjQ/SW_J5B9XRiI/AAAAAAAAAx4/guaOJfoiGao/s72-c/un-primo-piano-di-sally-hawkins-in-happy-go-lucky-52516.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>24</thr:total></entry></feed>